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Guardate qua, ho appena ricevuto una nuova email da questo sito, http://catalystrecruitment.avature.net/landingpage stanno ricostruendo l'intera Christchurch dopo il terremoto che ci fu qualche anno fa, hanno una forte necessità di geotecnici, geologi, ingegneri, geofisici e quant'altro. Non riesco a pubblicare l'intera mail, ma hanno perfino messo un booklet che spiega come avere i visti di lavoro per la nuova zelanda, le sistemazione alloggio, etc., e credo che assumano anche giovani geologi senza alcuna esperienza per attività di cantiere.
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Molto interessante, tra parentesi l'Australia e la NZ sono tra i pochi paesi che non stanno risentendo della crisi globale.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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(Purtroppo) conosco fin troppo bene come funzionano le cose lì in Nuova Zelanda, considerato che dovevo andarci a lavorare con tanto di contratto firmato e controfirmato a tempo indeterminato per poi venire silurato 2 gg prima di andare a ritirare i visti. Se state a sentire gli "Head Hunter" neozelandesi c'è sempre bisogno di ricostruire Christchurch ma poi le cose continuano ad essere rimandate (un po' come in Italia per le aree terremotate), inoltre per noi italiani non è affatto semplice essere presi, per 2 motivi. Il primo è perché essendo "overseas" costiamo parecchio alle ditte per farci importare, in particolar modo se accade tramite agenzie di recruitment a cui devono dare qualcosa, oltre al rischio di assumere una persona incapace ecc.... La secondo ragione è che noi non rientriamo nella convenzione di Washington dove si certifica la bontà e le capacità di determinate figure uscite dalle università, principalmente di lingua inglese. Non voglio scoraggiare nessuno ma chi vuole tentare il balzo sappia da subito che non sarà per niente facile. In bocca al lupo!
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(Purtroppo) conosco fin troppo bene come funzionano le cose lì in Nuova Zelanda, considerato che dovevo andarci a lavorare con tanto di contratto firmato e controfirmato a tempo indeterminato per poi venire silurato 2 gg prima di andare a ritirare i visti. Se state a sentire gli "Head Hunter" neozelandesi c'è sempre bisogno di ricostruire Christchurch ma poi le cose continuano ad essere rimandate (un po' come in Italia per le aree terremotate), inoltre per noi italiani non è affatto semplice essere presi, per 2 motivi. Il primo è perché essendo "overseas" costiamo parecchio alle ditte per farci importare, in particolar modo se accade tramite agenzie di recruitment a cui devono dare qualcosa, oltre al rischio di assumere una persona incapace ecc.... La secondo ragione è che noi non rientriamo nella convenzione di Washington dove si certifica la bontà e le capacità di determinate figure uscite dalle università, principalmente di lingua inglese. Non voglio scoraggiare nessuno ma chi vuole tentare il balzo sappia da subito che non sarà per niente facile. In bocca al lupo! Ema, mi dispiace per la tua esperienza negativa, cmq penso che sia stato uno dei pochi casi del genere. Mi giunge nuovo il fatto che da quelle parti stiano sempre a rimandare, e poi io sono letteralmente bombardato da anni dalle loro mail di offerte di lavoro per geologi. Quanto alla questione visto, conoscenza della lingua, provenienza da universita' di un certo prestigio mi sembrano cose abbastanza ovvie e anche comprensibili. Cioe', voglio dire, la NZ rientra nel mondo anglosassone, riceveranno di sicuro migliaia di cv da inglesi, americani, australiani, per non parlare di india, thailandia, cina, giappone, etc., che ormai hanno neo laureati altamente qualificati, che parlano benissimo l'inglese, etc. Ovviamente per un neo laureato inglese madrelingua proveniente da qualche universita' londinese di fama mondiale e' molto piu' facile ottenere il visto ed essere assunto (anzi, forse per loro il visto e' poco piu' di una formalita'). Insomma, la concorrenza e' forte, e' un mondo altamente competitivo, ma almeno mi sembra basato davvero sulla meritocrazia, non sui privilegi di casta. Quindi non e' assolutamente facile inserirsi in quei contesti, io non ho mai detto che sia il paradiso. Bisogna studiare l'inglese, essere ben preparati come geologi, eventualmente farsi anche un anno di studio all'estero in qualche universita' inglese o cmq di un certo prestigio internazionale. Sono tutte cose che costano soldi e fatica, io le ho fatte, a spese interamente mie, coi soldi che avevo guadagnato da solo e mi ero conservato rinunciando per anni a vacanze, macchina, divertimenti del sabato sera, etc. Ad ogni modo con l'inglese non sono certo bilingual, e come preparazione ho ancora tantissimo da migliorare, non sono mica uscito da harvard, pero' piano piano la mia carriera abroad me la sto costruendo. Quindi in definitiva non bisogna farsi nessuna facile illusione tantomeno scoraggiarsi e pensare che sia impossibile o chissa' quanto difficile. Con l'impegno, la passione, la tenacia e il sacrificio le cose si ottengono, io ne sto avendo la prova con me stesso e con altri. Altrimenti si resta in italia accontentandosi di quello che passa il convento, e secondo me il "convento" italiano in generale ormai offre ben poco, gira e rigira torniamo sempre allo stesso punto. Se poi a uno sta bene l'italia allora il problema non si pone proprio.
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Se hanno tutti questi geologi anglosassoni perchè bombardare di offerte di lavoro i geologi italiani?Non sarà che queste offerte di lavoro arrivano con abbonamenti a pagamento a newsletter? Attenzione molte di questi siti di ricerca di lavoro cercano soldi per sistemarti il cv,pubblicizzarlo e via dicendo.Ci sono colleghi che hanno altre esperienze da raccontare?
Ultima modifica di geo; 28/09/2012 07:36.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Se hanno tutti questi geologi anglosassoni perchè bombardare di offerte di lavoro i geologi italiani?
Perchè inglesi, americani, australiani, etc., in genere il lavoro lo trovano vicino casa. Se vanno d'altra parte del mondo è perchè sono loro a voler fare un'esperienza nuova, o perchè trovano lavori con stipendi ottimi, non perchè ci sono costretti da quasi 20 anni di crisi economica italiana, a fasi più o meno alterne. In ogni caso chi vuole andare lì sappia che avrà la concorrenza sia di neolaureati anglo americani e australiani (non a frotte, ma cmq ce ne sono) e soprattutto di quelli asiatici, che parlano perfettamente l'inglese e hanno un sistema universitario del tutto simile a quello anglo americano.
Non sarà che queste offerte di lavoro arrivano con abbonamenti a pagamento a newsletter? Attenzione molte di questi siti di ricerca di lavoro cercano soldi per sistemarti il cv,pubblicizzarlo e via dicendo.
A me non hanno mai chiesto MANCO UN CENTESIMO, su nessuno dei link che ho pubblicato, nè in euro, nè in dollari nè in pounds. Al limite ci sono altri siti che hanno determinate tariffe per farti una revisione del cv, una buona cover letter, e ti assicurano perfino di trovare un lavoro entro un determinato tempo, pena la restituzione dei soldi se non dovessero riuscirci. Ad ogni modo i siti che ho pubblicizzato io non chiedono niente, tantomeno ci guadagno qualcosa io, se non la tua diffidenza e perfino gli insulti assurdi da parte di qualche deficiente che frequenta il forum.
Ci sono colleghi che hanno altre esperienze da raccontare?
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La mia diffidenza nasce da questo puntiglio peloso nel voler ribattere a tutto ed a tutti,il fatto che lei signor forren non abbia mai incontrato una particolare situazione non significa che quella situazione non esista,siti che si fanno pagare per la pubblicazione del cv ci sono ed è giusto che i colleghi inesperti sappiano che non è una cosa sempre normale,che ci siano però agenzie serie che chiedano soldi anche a chi si propone è probabile ma in genere si tratta di libere associazioni di professionisti,qualcosa di analogo agli ordini professionali esiste comunque ,sulla considerazione poi che americani ed inglesi non si spostano se non per la sete di avventura calerei un velo pietoso,senza offesa ma per certi mercati la crisi sta colpendo duro e per molti colleghi stranieri l'unica alternativa è l'emigrazione,fino ad una decina di anni fa per esempio sulla gazzetta ufficiale si potevano leggere decreti di riconoscimento di lauree di altri paesi dell'unione,principalmente Grecia ed io mi ricordo alcuni colleghi greci che studiavano a catania agli inizi degli anni 90,quindi l'emigrazione non era solo in uscita,ma anche in entrata. Ci sarebbe poi da considerare se le nostre università siamo ormai in grado di formare geologi che possano poi spendersi sul mercato del lavoro appena usciti,secondo me oramai no
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No le agenzie di recruitment non puntano ad abbonamenti o altre cose, non fanno sganciare niente. Io le conosco molto bene, ho mandato un curriculum praticamente a tutte ma come vi ho detto per quanto qualificati saremo sempre l'opzione B anche se dotati di buon inglese certificato appunto per la questione relativa alla convenzione di Washington. Loro ovviamente mettono tutto nei database e se con un può di fortuna si trova un lavoro per loro è come fare bingo, guadagnano moltissimo ad "importare" uno da così lontano. Questo però è il rovescio della medaglia, le società preferiscono non passare da queste agenzie in quando dovrebbero pagarle per avergli trovato un lavoratore, ergo è sempre meglio autocandidarsi presso le compagnie per cui si vuole lavorare. Beh certo la questione inglese è basilare non si può sperare di andare a lavorare li sapendo solo dire "de kat is on de teibol...." per ottenere la residenza bisogna dare lo IELTS con un voto minimo medio per gli skilled migrant di almeno 6,5. Ma come già detto non è l'unico aspetto base dato che l'inglese lo so abbastanza bene, faccio il mud logger adesso e vi sto scrivendo dal mare del nord e se non lo sapessi un minimo andrei poco lontano..... Ripeto provate pure e sempre (magari evitate di mandare il cv alla RDCL dato che sono quei bast.... che, beh avete capito). Pure io pensavo che la Nuova Zelanda fosse la terra promessa ma almeno dalla mia esperienza l'ho scoperta abbastanza simile all'Italia.
Saluti
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 Ecco finalmente una risposta senza coltello fra i denti,questo volevo,dimmi Ema mai avuto a che fare con la Schulberger? Io molti anni fa avevo fatto un colloquio con loro,mi pagarono pure il biglietto aereo ma poi arrivò la crisi del 98 e il petrolio scese a 10 dollari,strana la vita a volte
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Che tu ci creda o no la tua domanda è contestuale alla Nuova Zelanda.... Nel 2009 stavo per fissare un colloquio con la Geoservices (società di Logging adesso assorbita dalla Schlumberger) ma rifiutai perché credevo nella libera professione (potete pure slogarvi la mascella dalle risate). Nel 2011 da disoccupato riuscii a fissare un nuovo colloquio a Parigi se non rifiutarlo nuovamente in quanto avevo già firmato il contratto con la ditta neozelandese (della serie che l'ho presa doppiamente in c...). Alla fine nonostante non ami molto questa vita per il semplice fatto che mi obbliga a stare metà anno lontano da mia moglie sono stato "costretto" a fare questo tipo di lavoro presso una (La) società di logging italiana che ad oggi è una delle poche che offre lavoro e stipendio certo alla nostra categoria, ovviamente i prezzi sono quelli che sono per la vita che faccio ma almeno tiro avanti e faccio esperienza.
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I laureati in queste società sono un pò trattati da sciaquini,io ho conosciuto un tecnico specializzato pagato come 10 fanghisti anche quando stava a casa,è un mondo un pò folle,molti colleghi non resistono ma un esperienza così sarebbe da fare,ecco questi sono gli stage da far fare alle università solo che i docenti rimasti sono lontani anni luce da queste realtà
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Se proprio vogliamo parlare di tirocini ti dico questo. In Gabon lavoravo per una società giapponese dove c'erano circa 5 ragazzi tirocinanti di 22-23 anni che prendevano oltre 3.000$ il mese (per carità in Giappone la vita è cara, ma prima che io arrivi a quello stipendio.....). Io il tirocinio l'ho fatto nella "bottega di mastro Geppetto" vicino casa mia, con il ricco stipendio di 0€ (lordi) a smanettare con autocad. Il lavoro che faccio è quello che è ma bisogna avere anche un ottica futura e poi ripeto o così o a casa a leggere gli annunci sul giornale per andare a fare il centralinista.
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No anzi è buona come opportunità,non ci siamo capiti, considerati fortunato,su alcune strutture nel canale di Sicilia si vociferava anni fa di croati assunti con contratti internazionali pogati 300 dollari al mese,che poi fosse vero non so
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Ecco finalmente una risposta senza coltello fra i denti Concordo pienamente
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La mia diffidenza nasce da questo puntiglio peloso nel voler ribattere a tutto ed a tutti,il fatto che lei signor forren non abbia mai incontrato una particolare situazione non significa che quella situazione non esista,siti che si fanno pagare per la pubblicazione del cv ci sono ed è giusto che i colleghi inesperti sappiano che non è una cosa sempre normale,che ci siano però agenzie serie che chiedano soldi anche a chi si propone è probabile ma in genere si tratta di libere associazioni di professionisti,qualcosa di analogo agli ordini professionali esiste comunque ,sulla considerazione poi che americani ed inglesi non si spostano se non per la sete di avventura calerei un velo pietoso,senza offesa ma per certi mercati la crisi sta colpendo duro e per molti colleghi stranieri l'unica alternativa è l'emigrazione,fino ad una decina di anni fa per esempio sulla gazzetta ufficiale si potevano leggere decreti di riconoscimento di lauree di altri paesi dell'unione,principalmente Grecia ed io mi ricordo alcuni colleghi greci che studiavano a catania agli inizi degli anni 90,quindi l'emigrazione non era solo in uscita,ma anche in entrata. Ci sarebbe poi da considerare se le nostre università siamo ormai in grado di formare geologi che possano poi spendersi sul mercato del lavoro appena usciti,secondo me oramai no Geo, tu stai continuando a fare sta polemica assurda contro di me, lanciandomi frecciate perfino mentre rispondi ad altri colleghi in altri post. Qua mi sembra proprio che sei tu ad avere il "puntiglio peloso" (peloso??? ma che espressione e'???) e a voler ribattere e denigrare a tutti i costi le opportunita' di lavoro che ho messo io. Ma pensi forse che io ci guadagno qualcosa??? Oppure vuoi apparire per forza quello che la sa piu' lunga di tutti sia sull'italia sia sul mondo intero? Io ho messo un sacco di link per lavoro all'estero, siti che ho trovato in anni e anni e consultato per anni e anni, ho girato mezza italia, sono stato in UK, in svizzera, in austria, ora in bangladesh, ho conosciuto o almeno parlato con geologi e professori di ogni parte del mondo, sto iscritto a decine e decine di mail di offerte di lavoro per geologi in tutto il mondo, seguo costantemente le nuove tendenze, le nuove richieste, i programmi universitari, cerco di stare sempre ben aggiornato in tutto, e ho semplicemente condiviso tutto questo, in modo del tutto gratuito e generoso (quando ti ripeto, ci stanno persone che si guardano bene dal dar simili info, o addirittura si fanno pagare). Dunque penso che se scrivo qualcosa qui sopra lo faccio con cognizione di causa. Non pretendo di essere depositario di ogni verita' assoluta, ma ti ho portato e posso portare ancora decine e decine di esempi. Casomai sei TU che fai affermazioni dogmatiche, senza portare alcun dato a sostegno. Il mondo intero sta in crisi??? ma vuoi che ti mando le mie foto da Bangkok e perfino da Dhaka (terzo mondo) per vedere se stanno tutti alla fame come pensi tu??? Poi "stendiamo un velo pietoso sul fatto che gli stranieri devono emigrare per trovare lavoro"... e te ne esci con gli studenti della grecia che e' andata sottosopra prima ancora (e ben peggio) dell'Italia??? ma se stiamo parlando di australia, nuova zelanda, america, UK, che diavolo c'entra la grecia che sta peggio di noi??? Se vuoi ti faccio parlare con i miei colleghi americani, inglesi, olandesi, tedeschi, indiani, cingalesi, ne saranno almeno una 40ina tra l'ufficio qui e quello centrale a bangkok, vedrai quali sono i motivi che li hanno spinti a venire qui: tutto fuorche' la mancanza di lavoro nei loro paesi! Qua non e' affatto questione di puntiglio, tu sollevi delle obiezioni infondate e io ti rispondo con dati di fatto, con ragionamenti logici e obiettivi, con esempi concreti, e se vuoi che io ti stia a sentire devi fare altrettanto, se no la figura di quello che parla senza essere informato e che parla solo per darsi arie di grande esperto del mercato del lavoro la fai TU, non io. Se tu non vuoi lasciare l'italia, se pensi che stai bene li', sei padronissimo di farlo, ma non venire a dire ne' che in italia si lavora bene, ne' che fuori italia le cose siano piu' o meno le stesse, perche' le differenze sono sotto gli occhi di tutti ormai, non solo sotto i miei! E non hai diritto ne' di screditare i link seri che metto io, ne' di stare a scoraggiare i giovani o meno giovani che hanno il coraggio di partire.
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Non si preoccupi signor Forren non oserò più mettere post con domande o discussioni in libertà in quanto di repliche con la bava alla bocca onestamente mi sono stufato
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sapessi invece come sono contento io di essere continuamente attaccato in branco qua sopra da voi altri già sistemati, quando sto solo cercando di dare qualche opportunità in più ai neolaureati (e non solo neolaureati, e tra l'altro senza il benchè minimo tornaconto personale).
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Consiglio a tutti i volenterosi geologi di leggere estero-resoconto australiano che trovate su questo blog,la dritta giusta c'è e poi dopo serie ricerche su internet http://www.immi.gov.au/skilled/general-skilled-migration/
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Iscritto: Mar 2004
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Incoraggio tutti a proseguire la discussione in maniera pacata, forren, anch'io sono d'accordo con quello che dici, ma capisci che l'animosità che mostri verso il sistema italiano, anche se giustificata, può urtare la suscettibilità patriottica di chi anche vorrebbe darsi da fare per cambiare le cose (anche se purtroppo è difficile).
geo, circa la crisi, mi risulta in effetti che Australia e Nuova zelanda siano in controtendenza, è noto che le miniere di minerali ferrosi stanno andando fortissimo in Australia a causa della eccezionale richiesta da parte di Cina e dei paesi in via di sviluppo.
Sull'economia attuale della NZ non so dire molto.
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Non contesto i dati macroeconomici ma non mi sembra giusto dire partite giovani volenterosi,non puoi partire all'avventura per canada ,australia,nuova zelanda ,devi avere tutte le informazioni sia pro sia contro e poi solo dopo puoi decidere,ho apprezzato molto l'intervento sull'australia perchè ti chiariva alcune cose sui visti che se non ci hai sbattuto addosso non puoi sapere,è così che bisogna dare le indicazioni,invito chiunque abbia avuto delle esperienze all'estero a raccontarle anche se negative,anzi deve farlo le esperienze negative sono quelle che ti danno più informazioni
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Salve, vorrei sapere da chi ha fatto o sta facendo esperienza all'estero quanto in percentuale conta la conoscenza della lingua (inglese fluente) rispetto alle capacità ed all'esperienza maturata (bagaglio tecnico). Grazie.
Un saluto
P.S. in linea di massima ovviamente
Fa' sempre la cosa giusta.
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Quindi io avrei detto piu' o meno "Armiamoci e PARTITE" (VOI GIOVANI, non io)? Io, da Napoli, sono partito a 34 anni per Roma (sei mesi), a 35 per Bologna (quasi un anno), a 38 per l'UK (un anno e mezzo), a 39 per la Toscana (sette mesi) e ora scrivo dal Bangladesh (dove mi sono trasferito sei mesi fa, alla tenera eta' di 41 anni). E in tutti questi anni ho avuto opportunita' di sondare l'aria che tira (per colloqui, concorsi, etc.) sia in altre citta' d'italia (Padova, Milano Urbino, Lecce, etc.) sia in altri paesi ancora (Svizzera e Austria, ma indirettamente anche altri, incontrando geologi di ogni parte del mondo). Ho raccontato gia' un bel po' delle mie esperienze in altri miei interventi, e credo di poter fare un paragone attendibile tra Italia ed estero. Tra l'altro, sui link che ho postato c'erano anche info sui visti, accomodations, etc., specie per australia e nuova zelanda. Se poi devo mettere ogni volta fino all'ultima info, e al tempo stesso fare anche la storia della mia vita, ditemelo, basta che poi non arriva qualcun altro a dire che io sto qui a scrivere solo per darmi arie, o per lamentarmi, o per scatenare polemiche.
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Considera che spesso chi vuole invitarti ad un colloquio ti fa un intervista telefonica o con video chiamata per accertarsi della tua conoscenza della lingua,se non superi questo esame le cose si complicano infatti il problema spesso non è quello che si sa ma quello che si può comunicare,non capirsi al volo in certi contesti può anche essere pericoloso,se devono decidere a distanza preferiranno chi ha più know linguistico quindi o fai il colloquio a distanza con questa limitazione o sul posto ,se hai parenti all'estero fatti un periodo di permanenza,almeno 6 mesi oppure ancora meglio investi i tuoi soldi in qualche corso all'estero. per male che ti vada qualcosa resta
Ultima modifica di geo; 01/10/2012 12:46.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Salve, vorrei sapere da chi ha fatto o sta facendo esperienza all'estero quanto in percentuale conta la conoscenza della lingua (inglese fluente) rispetto alle capacità ed all'esperienza maturata (bagaglio tecnico). La tua è una domanda a risposta "ampia". Per quanto sia banale la migliore è, dipende..... Ovviamente dipende per il tuo lavoro sia fondamentale comunicare con gli altri, oppure bastano le tue doti "tecniche". Vediamola così se sei particolarmente qualificato in un settore ove vi è carenza di figure professionali chi ti assume tenderà a soprassedere, viceversa se sei uno dei tanti ovviamente saperlo bene diventerebbe un punto di forza. Io lavoro sulle piattaforme petrolifere, in un ambiente dove si parla comunemente l'inglese ma al tempo stesso non serve saperlo come un madrelingua ma neanche come quello di Biscardi. Per quelli per cui sarei dovuto andare a lavorare in Nuova Zelanda non era ad esempio basilare che lo sapessi a menadito in quanto sarei stato più una figura tecnica. Insomma tanto per dirlo con un italianismo, l'inglese sallo che è meglio.....
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Si certo capisco a pieno la tua risposta. Senti vorrei approfondire se non ti dispiace la figura dell'"engineering geologist" come viene intesa ed utilizzata questa figura ad esempio il geologo è confinato all'ambito geologico o appunto essendo un geologo applicato entra o comunque affianca l'ingegnere nell'aspetto porgettuale, oppure si ferma alla determinazione del modello geotecnico? Puoi darmi una risposta per la tua esperienza, oddio se lavori in campo petrolifero i ruoli sono ovviamente più chiari e definiti ma per tutti quei cantieri su terra ferma che cosa ci si aspetta che sappia fare il geologo? E' come da noi che sconfiniamo abbondantemente nel campo geotecnico? Anche qua si potrebbe parlare per ore.. P.S. Non è che sono all'oscuro le offerte le ho viste ma a volte dall'esperienza diretta, dai colloqui intercorsi si apprezzano certe sfumature...
Grazie
Fa' sempre la cosa giusta.
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Concordo conq uanto detto da Forren mi sono candidato per un offertain Svizzera da premettere in italiano, e mi hanno risposto il giorno dopo ringranziandomi e vogliono adesso un CV più approfondito, ovviamente non so se mi prenderanno anche perchè non ho un ottima conoscenza del francese, però hanno risposto e per me è già qualcosa qui in Italia sono rare le vole che hai una risposta
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Senti vorrei approfondire se non ti dispiace la figura dell'"engineering geologist" come viene intesa ed utilizzata questa figura ad esempio il geologo è confinato all'ambito geologico o appunto essendo un geologo applicato entra o comunque affianca l'ingegnere nell'aspetto porgettuale, oppure si ferma alla determinazione del modello geotecnico? La tua è una domanda molto intelligente. Anche questa è una faccenda di non facile lettura all'estero e ti riporto appunto la mia (non) esperienza neozelandese. Generalmente i professionisti che operano nel settore edile/civile sono considerati appunto "engineering geologist" come il sottoscritto in quanto ho operato in questo settore per circa 3 anni, ovviamente con scarso o nullo successo. Noi (nonostante mille discussioni) possiamo operare anche in ambito geotecnico e quindi fare la progettazione e la verifica delle fondazioni tra le altre cose. All'estero però esistono 2 figure ibride a riguardo appunto l'engineering geologist ed il geotechnical engineer e anche al di fuori dell'Italia ci sono alcune controversie a riguardo. Tempo fa parlai con un ragazzo inglese, anche lui engineering geologist, che lavora per Aecom a Christchurch e ne approfittai per chiedere informazioni sul suo operato, le differenze ecc. In pratica lui mi spiegò che per lo più di occupava della fase "a monte" dei progetti, per lo più raccolta e gestione dati, quindi niente di particolarmente "skilled". Dal canto mio gli cominciai a chiedere se avesse a che fare con la progettazione vera e propria, formule trinomie, parametri correttivi, coefficienti sismici eccetera cadde un po' dalle nuvole e mi disse che di queste cose se ne occupavano i geotechnical engineer. La cosa da una parte mi galvanizzò perché a parte questo caso mi rendo conto che spesso e volentieri noi italiani siamo più preparati di alcuni colleghi esteri sulla carta migliori di noi, ma dall'altro canto era frustrante perché evidenzia ancor di più quanto il potenziale di buona parte dei laureati italiani finisca per essere inutilizzato. Io in quel periodo stavo seguendo un master in engineering geologist a Siena e mi ero molto addentrato nell'ambito geotecnico ed anche nella RSL ed era demoralizzante sapere che all'estero questo in sostanza non lo potevo esportare in quanto non "geotechnical engineer" ed ergo non laureato in ingegneria. Continuo a dire non è che voglio demoralizzare nessuno dicendo a me è andata male ergo andrà male anche a voi, io ho deciso con estremo malincuore di abbandonare il percorso engineering in quanto avaro di linfa vitale ed economica al momento per passare a quello petrolifero che ancora oggi qualcosa lo offre, auguro a coloro che ci proveranno di avere più fortuna di me ma che comunque non sarà un'impresa facilissima. A proposito di quanto detto da geodc, vorrei spezzare una lancia in favore dell'Italia. Sì, è vero che sarebbe gradevole avere una risposta (anche negativa) dalle aziende verso cui ci si propone e ciò da noi non accade quasi mai, ma anche all'estero talvolta non succede o sennò nel 95% dei casi è la classica mail preimpostata e niente più. Inoltre posso testimoniare in prima persona che le porcate contrattuali avvengono anche all'estero in quanto vittima diretta (la loro solo fortuna è che fossero agli antipodi e non ho certo i soldi per intraprendere una causa internazionale). Infine, in ultima analisi, le nostre tanto odiate raccomandazioni e passaparola sono uno strumento di assunzione molto usato anche all'estero..... Saluti
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anche nella seria Svizzera succede?? penso comunque che sia meglio della nostra cara italia dove ti devi accontentare di lavorare a P.iva per 4 soldi in un mercato alla deriva. Probabilmente le raccomndazioni esistono questo è sicuro ma se posso avere una minima speranza di futuro concreto e non tirando avanti con collaborazioni e 3 relazioni all'anno e rimanere fino a 50 anni ancora a casa dei miei genitori bhe io la prendo al volo, io non schifo L'italia sia ben chiaro e nemmeno il sud dove sono nato e cresciuto io amo la mia terra ma schifo il sistema
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Io da disoccupato se non erro ho mandato 3 cv in Svizzera, mi hanno risposto (negativamente per assenza di lavoro) in 2, quindi diciamo un 67%. Beh certo con le percentuali qui arriviamo forse al 15-20%. Sono d'accordo con te, io ho lasciato l'Italia lavorativamente parlando e difficilmente penso ci rimetterò piede, ho amici/colleghi che o fanno tutt'altro o come dici te lavoratori a p.iva, ma è anche vero che ne ho altri che lavorano indipendentemente oppure con regolare contratto a tempo indeterminato. Il senso che volevo dare io al mio discorso è che l'Italia non è sempre e soltanto sterco e l'estero non è sempre la terra promessa.
Saluti
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Sono daccordo con te ci sono i pro e i contro in ogni paese e in ogni cosa, sicuramente però in altri paesi c'è maggiore serietà. è vero che non è semplice trovare lavoro anche all'estero però c'è più serietà contrattuale è inutile nasconderci in Svizzera fai il tirocinio e ti pagano qui devi pregare che te lo facciano fare a gratis, che quando lo sentono fuori si mettono a ridere. Se posso permettermi in che paese vivi adesso e che lavoro fai?
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Se posso permettermi in che paese vivi adesso e che lavoro fai? Io continuo a vivere in Italia ma lavoro all'estero, o meglio sulle piattaforme petrolifere come mud logger. Lavoro con una ditta italiana ma con contratto indeterminato internazionale (cosa spesso frequente in questo settore), lo stipendio in rapporto allo stile di vita non è che sia esaltante ma ti consente di condurre una vita più che dignitosa, passi metà dell'anno a casa (lasciandoti libero di fare anche altre attività), hai la possibilità di fare carriera ed esperienza per magari cercare anche lavoro altrove un giorno. Tornando al discorso relativo al nuovo continente posso dire che il ramo engineering è un settore un po' disgraziato ovunque nel mondo, ma da quelle parti il minerario carbone/ferro ha vita e lavoro da offrire quindi penso che in tal senso sia indicato fare un tentativo, il problema è che qui ci sono relativamente poche figure ferrate sulla materia.
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Io sto mandando curriculum a nastro all'estero ed alle piu importanti ditte Italiane, offrendomi per missioni in Italia ed Estero Vedremo, non so se avrò successo, non so se accetterei di andare anche nei peggio posti, ma qua non so più dove battere la testa, sto vivendo di briciole ed inizio ad avere troppo tempo libero. Il fatto di ricevere quasi sempre risposte personalizzate, o addirittura consigli su dove indirizzare meglio le mie presentazioni (grazie Mirelle!), mi ha risollevato moralmente e dal punto di vista strettamente pratico mi ha evitato di impazzire nella ricerca e selezione dei destinatari. Tentar non nuoce e mandare delle email non è poi tutta sta fatica. La vedo più complicata per i colloqui, ma tanto ancora siamo moooolto indietro. Nel frattempo, appena possibile, andrò a fare una lunga visita al mio cuginetto africano che vive a Birmingham, per fare un pò di conversazione. Bisogna muovers, io vorrei vivere accanto al mio amore(casa appena comprata!), ma pare proprio che non sia il tempo dello mele questo che stiamo vivendo. Semmai di quelle marce...
Ultima modifica di Alessandro P.; 10/10/2012 18:01.
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