Il problema dei tariffari secondo me va ricondotto ad una sola cosa: di fatto non lo rispettava più nessuno e di fatto era obsoleto visto che è del '96 qiundi con dieci anni di svalutazione ed euro comporeso. Però trovo scorretto che per certe categorie si facciano delle battaglie, tipo art. 18 e flessibilità, e da un altro si tolgono i "minimi sindacali". Credo che sia un aspetto piuttowsto politico e che coinvolge soprattutto coloro i quali, come me, hanno votato unione. L'aspetto invece che ci toccherà molto di più sarà l'aspetto burocratico di questo decreto che di fatto ci obbliga a tenere un conto corrente in più con l'obbligo di alimentare quello familiare con dei bonifici, il che comporterà un aumento di costi ed altri probleemi quali per esempio la valuta dell'assegno.. IO per esempio non saprei quanto prelevare mensilmente perhè non so mai casa incasserò per cui potrei fare prima il bonifico sul conto personale e poi rifarlo su quello profesionale nel caso mi manchino i soldi per pagare tasse, iva ed epap. (ho semplificato ma credo che si capiosca il concetto).
Un'altro aspetto è questo: ma se per colpa o merito della maggiore concorrenza non riusciro più ad essere congruo e coerente con lo studio di settore cosa succederà?
Se volevano combattere l'evasione bastava fare:
1)come gli americani: tutti si detraggono tutto
2)mettere iva la 5% per la prima casa, anche per i professionisti
Eppoi: gli artigiani come mai non li hanno toccati, forse perchè più di sinistra?
In definitiva mi sembra il tutto un po demagogico e troppo semplificativo della complesità dell'esercizio della professione, in particolare la nostra che non è neppure paragonabile a quella degli ingegneri, archityetti e geometri.
P.S.: il collegio dei geometri di la spezai ha inviato ai suoi iscritti le indicazioni sul decreto bersani dopo pochi giorni.... il nostro ordine dov'è? e a questo punto a cosa serve: a confezionare corsi nelle vicinanze di Roma oltre che molto onerosi e basta?