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Su quanto dice Bingo, beh....meglio lasciar perdere, le sue affermazioni sono a dir poco scandalose! Quanto a me, spero di completare presto la SSIS e inserirmi a scuola, così me ne strafotto di tutte le porcherie che vedo e sento da sei anni a questa parte, decreti o non decreti del c....
Rosario Madaffari
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e questo, caro ros.mad è proprio quello che vogliono certi signori: meno persone vi sono a dividersi la torta (o il tramezzino) meglio è ! Non bisogna arrendersi ! tieni duro !
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Se continua così credo che sarò costretto ad abbandonare definitivamente.
Non si può lottare contro i mulini a vento.
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Iscritto: Dec 2004
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caro VM (aspetto ancora il consenso ad utilizzare la tua mail) il problema è proprio questo: SIAMO PROPRIO CONVINTI CHE SIANO MULINI AL VENTO ? se vogliamo "cambiare il mondo" (esagerato !!)dobbiamo cominciare a vedere le questioni, professionali e non, con un'ottica diversa: lavorare, lavorare e lavorare ma non solo sul tecnico ma anche sull'organizzativo coinvolgendo le persone una ad una, educandone la sensibilità di uomini (e non caporali) Cervantes avrà scritto anche un bel libro....ma ci ha predisposto un pò tutti (nessuno escluso)ad abbandonare il campo di battaglia (quello attivo) un pò troppo presto.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Cascone, grazie per l'incoraggiamento! Cerco sempre di tenere duro, ma ogni tanto mi va di pensare "chi caspita me lo fa fare?". Certo arrendersi......
Rosario Madaffari
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Iscritto: Aug 2001
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caro VM (aspetto ancora il consenso ad utilizzare la tua mail) Utilizzala pure
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Iscritto: Jun 2006
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La ragione per la quale a mio avviso è interessante la possibilità di elimin are le tariffe minime è legata ad uno spirtio concorrenziale che al momento non c'è nel mercato, e vi ricordo che concorrenza non è solo quella al ribasso (faccio un lavoro di merda e me lo faccio pagare due lire, l'importante è farne tanti). La concorrenza è anche al rialzo ed è legata a opzioni di qualità che un professionista può mettere nel suo lavoro. Se il committente pezzente vuole risparmiare e non vuole pagare il mio tempo e la mia professionalità (che ho acquisito con un investimento notevole tra università e quant'altro) si fotta e con lui il suo lavoretto. Io snoo un giovane e non pretendo di aver capito tutto, ma da due anni mi sono trasferito in un'altra regione per provare ad inserirmi lì (quella dalla quale proverngo è la Sicilia e lì non si può proprio lavorare). Risultato: in un mercato abbastanza saturo mi sono inserito nei piccoli comuni a fare lavori su offerte economicamente meno vantaggiose (per il committente) ma qualitativamente superiori. Adesso da un pò di tempo, secondo lo stesso standard di qualità e di valori aggiunti che vanno oltre la semplice perizia, riesco a prendere, ancora una volta a prezzi superiori a quelli dei miei colleghi, lavori anche da privati. Questa abolizione del tariffario mi tocca davvero poco, non essendomi mai riferito ai minimi tariffari ed avendo sempre chiesto più del minimo tariffario. Chi vuole lavorare con l'agente immobiliare che vuole il foglio continui a farlo; dal mio punto di vista è una perdita di tempo anche parlare con questo genere di persone. Vi auguro buon lavoro
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Iscritto: Jul 2006
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Utente inviato 27-07-2006 22:47 -------------------------------------------------------------------------------- Egregi colleghi, nel leggere questo argomento di forum ed il precedente postato ho provato a mettere una specie di filo di lana tra le posizioni pro e contro eliminazione tariffario, legge Bersani e altre varie ed eventuali. Naturalmente non ci sono riuscito. Il motivo del mio fallimento è che non esiste in realtà alcuna differenza (a mio parere) tra i sostenitori dell'abolizione ed i colleghi contrari. Almeno a me non appare. Non appare perchè tutti (o quasi) dimenticano che l'esercizio di una professione è UN'ATTIVITA' D'IMPRESA. Chi ha un minimo di conoscenza di economia aziendale ben conosce questa semplice e palese verità. Le aziende di erogazione (Comuni, enti pubblici e stato) erogano servizi "gratuiti" o meglio il cui scopo non è il profitto. L'esercizio della professione ha lo scopo di RICAVARE un PROFITTO da un INVESTIMENTO iniziale. E' da questo punto che si deve partire e non da altri e vari confronti con dipendenti. Confrontare lo status di dipendente con quello d'imprenditore è fondamentalmente sbagliato. Anche se spesso ci si trova a fare il "Libero professionista" perchè non c'è altro modo di sbarcare il lunario, quindi "torto collo". Capisco la situazione in quanto anche da me vissuta ma non è su questa base che si può giustificare una "tariffa minima". Almeno giuridicamente. Vorrei quindi partire dall'assunto che ogni libero professionista è un imprenditore. Vende servizi per ottenere un profitto. Quindi è assoggettato alle regole del mercato e la prima e più forte regola del mercato è: se reggi la concorrenza sopravvivi. Lo Stato ha per anni tentato di sottrarre alcune professioni alle regole della concorrenza (a torto o a ragione) in questo però sbagliando mira (a mio parere). Le regole "economiche" della concorrenza sono connaturate alla legge della domanda e dell'offerta. E nessun imprenditore (anche se esercita l'attività d'impresa come libero professionista) potrà mai reggere la concorrenza di chi ha (ad esempio) un minimo vitale garantito da un lavoro come dipendente e si "diletta" di relazionare a tempo perso. Non sul campo economico. E di questo tutti abbiamo chiara conoscenza. Compresi quelli tra noi che usano questo sistema di "doppio binario" consentito dalla legge ma profondamente ingiusto e deontologicamente scorretto, soprattutto se chi lo pratica è un dipendente pubblico già salariato dalle nostre tasse. E qui mi fermo per questo aspetto. Andrei avanti con il tema del forum. Quindi la concorrenza esiste anche se la legge ne ha fissati i profili di "minima decenza". Ora quali siano i profili di "minima decenza" è però un problema di non facile soluzione. Per meglio spiegarmi farei un esempio: se io ho uno studio ed esercito la professione ho probabilmente (non certamente) un dipendente (o più) al quale devo uno stipendio (se sono onesto). Dallo stipendio del dipendente e da altri COSTI fissi ricavo il COSTO ORARIO del lavoro dello STUDIO. Quando faccio un'offerta tengo in considerazione (devo farlo) questo costo, magari lo aumento di qualche percento per coprire i "Periodi di magra" e poi decido quanto voglio guadagnare tenendomi tra il costo e il massiomo prezzo di mercato. Ma un moltiplicatore importante per il costo di base è il numero di ore-uomo che impiego per svolgere il lavoro. Supponiamo che io eserciti da dieci anni e abbia uno studio pieno zeppo di stratigrafie raccolte nel tempo. Se per fare un lavoro d'inquadramento generale mi basta alzare il sedere e prendere dati che già ho ci metto poco tempo. A parità di costo orario il mio sistema organizzativo (cominciamo a parlare di QUALITA' dei PROCESSI ?) mi consente di risparmiare tempo. Poi ho una lista di società che fanno sondaggi rodate da dieci anni. Tre telefonate per verificare la prima disponibile, il costo è noto perchè l'ho fissato ad inizio anno), ed ecco che in cinque minuti ho trovato il fornitore. Che verrà pagato su voci a listino di uno standard che uso in studio. Potrei andare avanti all'infinito. Ma il tutto mi serve per evidenziare che (da quando è nata) la qualità dei processi (e la curva di esperienza) servono ad abbassare i costi e quindi un competitor già inserito sul mercato e maturo potrà vendere (paradosso ? no, semplice realtà) a prezzi inferiori rispetto un giovane professionista che esercita dalla cucina di casa, fornire il prodotto in tempi minori e con una maggiore qualità intrinseca. Potrà, non è detto che lo faccia, almeno non è detto che faccia le tre cose insieme. Dal punto di vista del cliente che fareste voi ? Giovane professionista più costoso, maggiori tempi d'attesa e minore garanzia di qualità (non minore qualità ma minore GARANZIA di qualità) o studio avviato, organizzato, minor prezzo e più sollecita consegna. Ed ecco il punto: dimentichiamo sempre il cliente, salvo quando ce ne vogliamo scandalizzare. Ogni buona azienda SA, DEVE SAPERE, che esiste per il CLIENTE. Noi spesso ce ne dimentichiamo e facciamo finta di essere notai o avvocati o becchini, categorie tutte rispettabili alle quali i clienti non mancano mai. Quindi dal mio punto di vista il problema non è nel minimo tariffario ma nella percezione che i clienti hanno della nostra azienda. Io non farei mai un'offerta verbale in piedi dopo un sopralluogo. Neanche se costretto con fucile. Sbagliamo anche noi a buttarci sul mercato (ma spesso, capisco, ne siamo costretti) senza un minimo di "esperienza aziendale". Non è questione di 700 euro o 100 euro. E' questione di "stile". E lo stile spesso è il primo biglietto da visita dell'azienda. Certe volte anche l'unico. Quindi, riassumendo: i prezzi in realtà dovrebbero formarsi dai costi e se qualcuno ha costo zero (o molto basso) farà prezzi bassi, in barba ad ogni tariffario e legge vacazionale,sia in piena onestà e trasparenza sia con sistemi poco ortodossi. Avviene già adesso. Perchè dovrebbe essere diverso nel futuro, tariffario o non tariffario ? Quindi ? Quindi il problema non è il "tariffario per legge" ma la forma di esercizio della "professione". Che io nella mia follia "aziendalista" continuo a chiamare "impresa". Questo tipo "d'impresa" è arrivata al capolinea. Fine della corsa, addio geologo di campagna, addio figura di romantico smartellatore solitario o miniassociato con moglie geologa, divisa tra fornelli e martelli. Come battere chi vende a 100 euro ? Semplice: vendendo a cento euro una cosa migliore prodotta in minor tempo. MIGLIORE e PRODOTTA in MINOR TEMPO. Non scandalizzatevi. Io le prime isofreatiche della mia vita (non si scordano mai) le ho disegnate a mano. Chi di voi non ha mai usato surfer alzi la mano. Se avete alzato la mano e siete idrogeologi siete fuori mercato. Se non avete i soldi per comprare surfer siete fuori mercato. E non solo per i costi ma anche per la qualità. Ma surfer ha un costo e imparare bene ha un costo: dicesi costi d'investimento. Dicesi barriere in ingresso. E qui sta il gioco perfido di Prodi perchè tra le righe questa legge ci spinge ad AGGREGARCI, ASSOCIARCI. Notato ? Non nel mugugno, ma usando fattivamente le nostre risorse. Questa legge, come tutta la filosofia di questo governo (condivisa o meno) dice: per il bene del cliente e per il vostro non fate più i liberi battitori. Fate studi associati (ora si possono fare studi a responsabilità limitata), create piccole e compatte società d'ingengeria con i vostri colleghi, aumentate la competività e sbaragliate le concorrenze con bassi costi ed elevata qualità. Io credo che forse il programma sia un puntino troppo ambizioso ma della necessità di fare gruppo per ridurre i costi ed aumentare la competitività ormai non ci SONO e non CI DEVONO essere DUBBI. L'alternativa, a mio parere, tariffario o meno, è quella di finire FUORI e tra tre o quattro anni, mollare le braghe davanti ai nostri colleghi europei, che verrano ad esercitare a casa nostra. E se pensate che sia fantageologia ... forse vi sbagliate di grosso perchè nell'ambito della geologia ambientale, ad esempio e già da qualche anno, che comanda ha nome molto anglosassone e americani nel CdA. Agli altri solo bricciole. Quindi è giusto rivendicare un minimo tariffario ? Forse si, forse no. Ma se proprio dobbiamo perderlo (anche se ha sempre funzionato poco e male) almeno perdiamolo per qualche vantaggio fiscale nella formazione di società di capitali o persone, o per qualche agevolazione (vera) nell'acquisto di software e materiale vario o per altro che serva più di un numerino scritto su una tariffario che pochi si filano, già da ora.
Expo 3001
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DA REPUBBLICA.IT:
LIBERALIZZAZIONI: ROMA, 500 PROFESSIONISTI IN CORTEO E' inferiore alle attese la partecipazione alla manifestazione unitaria dei professionisti italiani indetta dal Comitato unitario delle professioni (Cup) per protestare contro il decreto Bersani. Circa 500 tra avvocati, farmacisti in camice bianco, commercialisti, geologi, periti industriali e architetti si sono ritrovati davanti al Colosseo, da dove e' partito il corteo che sfilera' lungo via dei Fori Imperiali, per giungere a piazza Santi Apostoli dove si terranno i comizi finali. Sotto un sole cocente, in un centro storico semideserto, i piu' numerosi a sfilare sono ancora i farmacisti con i loro fischietti e i loro slogan contro la vendita dei farmaci nei supermercati, a 48 ore dalla manifestazione sotto il ministero dello Sviluppo. Sono particolarmente compatti gli avvocati, pronti a sfilare dietro un grande striscione con su scritto "Non svendete la giustizia, non uccidete la liberta'", firmato dall'Unione italiana forense. Poco fa si e' unito alla manifestazione anche il deputato di An Maurizio Gasparri, secondo il quale "il decreto Bersani e' stato studiato scientificamente per colpire categorie e settori non vicini a chi governa. E' un decreto vendetta - ha aggiunto - perche' non liberalizza le grandi centrali cooperative, non toglie ai sindacati il monopolio dei Caf, e non interviene sulle aziende municipalizzate che mal gestiscono in regime di monopolio i servizi pubblici esseniali".
Forse è il caso di lasciar perdere battaglie di retroguardia e cercare di darsi da fare per adattarsi alle nuove condizioni...
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.......... per EXPO_3001: COMPLIMENTI, sono d'accordo al 1000 per 1000
cordiali saluti, rob linari csg_ts@fastwebnet.it
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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