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Iscritto: Sep 2012
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come sempre quoto Forren ( chissa come mai sono sempre d accordo con le sue idee peccato che sono ancora troppo giovane senno potrei usare anche io i suoi consigli)
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Iscritto: Apr 2000
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Il problema forse è che io sono troppo vecchio,la fuga all'estero è sempre dipinta come salvifica ed inevitabile ma non riesco a fare a meno a pensare che in tempi di crisi i tecnici che non sono dello stesso paese da cui provengono le ditte sono i primi ad essere espulsi
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Iscritto: Jul 2006
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Iscritto: Jul 2006
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Ciao
....non sono d'accordo nell'impostare il discorso delle possibilità di lavoro estere come fuga, una valvola di sfogo per le difficoltà riscontrate in Italia (come per motivi suoi fa Forren).
Il lavoro all'estero può essere semplicemente molto "redditizio" in campi specialistici per i quali in Italia semplicemente non esiste mercato. Ecco che secondo me vale la pena passare anni all'estero a maturare esperienze specifiche.
Quando Geo scrive: "Ma in Nuova Zelanda vogliono un permesso di lavoro o la residenza,siamo sicuri che sia così facile?" Chi ha detto che deve essere facile? Proprio Forren cita ossessivamente gli infiniti tentativi di trovare un lavoro decente in Italia. Ci vogliono una determinazione e una motivazione feroce....e fortuna: in ogni ambito. Specie se vuoi essere retribuito al di sopra della media
Me la prendo di nuovo con Geo: "Ma lo sapete quanti soldi ci vogliono solo per il biglietto aereo?".....ma scherziamo? il mondo (non solo quello del lavoro) è selettivo. L'esperienza di Forren non è per tutti. Ma per chi ha l'abilità e la determinazione di affrontare difficoltà, anche economiche (che ognuno può e deve affrontare come può) e risolverle. Intravedendo un'obiettivo futuro. Non la convenienza immediata. C'è chi potrà affrontare il problema economico grazie allo Zio ricco, chi la borsa di studio....chi non ci riuscirà affatto.
Quando Geo scrive: "i tecnici che non sono dello stesso paese da cui provengono le ditte sono i primi ad essere espulsi"...rifletto sul fatto che in molti casi può essere vero. Ma è un problema solo per chi pensa di stabilirsi per la vita in un paese specifico e spesso vivibile. Il vantaggio in molti casi è proprio quello del mordi e fuggi (a patto che sia molto ben retribuito). Certo questo riflette la mia situazione: lavoro in Saudi, un posto dove non porterei la mia famiglia, e so bene che se fra 1 o 2 anni scoppierà la guerra con L'Iran dovrò abbandonare). Ma non è detto che questo sia un male: in campo minerario il turnover tra tecnici è tale che se un tecnico rimane nella stessa azienda per più di 4 o 5 anni viene guardato con sospetto.
Ripeto ogni caso: non esiste una via facile utilizzabile da tutti per avere successo all'estero.
Trovo l'input di Forren utile: specie per i più giovani, che nella vita non hanno ancora fatto gravi errori di valutazione......e possono permettersi di guardarsi intorno con meno vincoli familiari. Ma non una strada obbligata o facile per tutti.
Saludos G
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Iscritto: Mar 2009
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Iscritto: Mar 2009
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io mi accontento anche di andare non troppo lontano dall'Italia a fare qualunque lavoro che sicuro è più remunerato di un lavoro in Italia, non per forza uno deve andare a rischiare facedo il geologo per una ditta in un paese ai confini del mondo. Ad un colloquio di lavoro mi chiesero se ero interessato ad un lavoro in sud Africa per fortuna il ragazzo di fronte che mi ha fatto il colloquio mi ha detto chiaramente che il posto era un merda, almeno è stato onesto, conosco un ragazzo che è morto ucciso da dei guerriglieri quindi, parlare di estero non è facilissimo, riguardo la situazione in Italia lo sappiamo che stiamo messi male ma questo è a livello globale. Comunque sia sto provando ancora in Italia anche se so di non avere speranze, almeno però non ho rimpianti e posso dire averle provate tutte.Per finire un amico geologo che da 5 anni gira per il mondo avendo anche guadagnato abbastanza (non da permettersi un attico ma abbastanza) un giorno mi disse che se tornasse indietro a 18 anni avrebbe fatto il ragioniere a 1200 euro al mese almeno a questo punto già si sarebbe creato una famiglia. Saluti
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Iscritto: Jun 2002
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OP
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Iscritto: Jun 2002
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Parliamo dell'economia mondiale o dell'economia dei geologi professionisti all'estero?Onestamente non lo capisco.
I geologi, sia in Italia sia all'estero, fanno parte dell'economia di un paese esattamente come tutte le altre categorie professionali e non professionali, o sbaglio??? E in italia l'economia nazionale va MALE e il settore dei geologi anche PEGGIO, o sbaglio anche qui?
Ci saranno sempre quelli che guadagnano di più è indubbio ma non sono certamente gli unici lavoratori ben pagati,anche io ho conosciuto lavoratori dell'industria petrolifera ,il più pagato in assoluto era un tecnico con la quinta elementare in grado di aggiustare qualsiasi circuito idraulico,guadagnava molto di più dei colleghi geologi che si affiancavano a lui durante il lavoro.
Ah a proposito veniva pagato anche quando era a casa ,in fase di riposo,non lo si voleva lasciare alla concorrenza Ma certo, se è per questo ci stanno calciatori semi analfabeti che guadagnano miliardi, almeno questo tecnico doveva avere un talento unico. Ma tu vuoi fare il geologo o l'idraulico? O magari il calciatore???
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Iscritto: Jun 2002
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Iscritto: Jun 2002
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come sempre quoto Forren ( chissa come mai sono sempre d accordo con le sue idee peccato che sono ancora troppo giovane senno potrei usare anche io i suoi consigli) Ma tu hai la FORTUNA di essere ancora giovane e di poterti costruire una carriera come si deve, lontano dall'italietta!
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Iscritto: Jun 2002
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Iscritto: Jun 2002
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Il problema forse è che io sono troppo vecchio,
Io ne ho 41 e sono emigrato la prima volta all'estero a 38 anni, per un Master in UK. Fai un pò tu...
la fuga all'estero è sempre dipinta come salvifica ed inevitabile ma non riesco a fare a meno a pensare che in tempi di crisi i tecnici che non sono dello stesso paese da cui provengono le ditte sono i primi ad essere espulsi Ma dove??? Ma quando??? ma se quando stavo ad Hull city una raffineria licenziò trecento inglesi assumendo 300 nuovi tecnici proprio italiani! E di fronte alle proteste dei nazionalisti inglesi (lo yorkshire è dominato da una specie di leghisti inglesi) l'azienda rispose chiaramente "sono tecnici più bravi dei nostri, più produttivi, e quindi ci teniamo loro" (così poi non mi dite che soffro di esterofilia, so anche riconoscere quando gli italiani fanno qualcosa di buono).
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Iscritto: Jun 2002
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Iscritto: Jun 2002
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io mi accontento anche di andare non troppo lontano dall'Italia a fare qualunque lavoro che sicuro è più remunerato di un lavoro in Italia, non per forza uno deve andare a rischiare facedo il geologo per una ditta in un paese ai confini del mondo. Ad un colloquio di lavoro mi chiesero se ero interessato ad un lavoro in sud Africa per fortuna il ragazzo di fronte che mi ha fatto il colloquio mi ha detto chiaramente che il posto era un merda, almeno è stato onesto, conosco un ragazzo che è morto ucciso da dei guerriglieri quindi, parlare di estero non è facilissimo,
A Dhaka onestamente la situazione è più sicura che in certi quartieri di Napoli, dove ho pur sempre la residenza. Poi prima di fare una scelta ci si informa, no? Io non sono certo venuto qui allo sbaraglio, ho preso tutte le info in anticipo, e in ogni caso non è affatto vero che fuori europa ed USA sia tutto teatro di guerra, terrorismo, povertà, etc. Ma voi avete presente o no il boom tecnologico ed economico che stanno avendo specialmente nel sud est asiatico?
riguardo la situazione in Italia lo sappiamo che stiamo messi male ma questo è a livello globale.
Certo, certo, è tutta colpa dei cinesi, loro sono poveri, comunisti, e stanno rendendo tutto il mondo povero e comunista...
Comunque sia sto provando ancora in Italia anche se so di non avere speranze, almeno però non ho rimpianti e posso dire averle provate tutte.Per finire un amico geologo che da 5 anni gira per il mondo avendo anche guadagnato abbastanza (non da permettersi un attico ma abbastanza) un giorno mi disse che se tornasse indietro a 18 anni avrebbe fatto il ragioniere a 1200 euro al mese almeno a questo punto già si sarebbe creato una famiglia. Saluti Scelte di vita. C'è pure chi guadagna 10mila euro al mese lavorando in banca. Ma io non cambierei mai il mio lavoro di geologo con un lavoro di banca, forse manco per 20mila euro al mese. Per me conta fare il lavoro CHE MI PIACE ed essere pagato in modo ADEGUATO e DIGNITOSO.
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Iscritto: Jun 2002
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Iscritto: Jun 2002
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Ciao
....non sono d'accordo nell'impostare il discorso delle possibilità di lavoro estere come fuga, una valvola di sfogo per le difficoltà riscontrate in Italia (come per motivi suoi fa Forren).
Il lavoro all'estero può essere semplicemente molto "redditizio" in campi specialistici per i quali in Italia semplicemente non esiste mercato. Ecco che secondo me vale la pena passare anni all'estero a maturare esperienze specifiche.
Scusa, sai dirmi in Italia quale settore redditizio o quanto meno dignitoso c'è per i geologi? E allargando il discorso all'intero paese, in Italia quante sono le persone ricche ma oneste? Io di ricchi in italia vedo quasi solo i politici furbi, i mafiosi, gli imprenditori senza scrupoli, e gente simile.
Quando Geo scrive: "Ma in Nuova Zelanda vogliono un permesso di lavoro o la residenza,siamo sicuri che sia così facile?" Chi ha detto che deve essere facile? Proprio Forren cita ossessivamente gli infiniti tentativi di trovare un lavoro decente in Italia. Ci vogliono una determinazione e una motivazione feroce....e fortuna: in ogni ambito. Specie se vuoi essere retribuito al di sopra della media
Ma io non ne faccio manco un discorso di diventare ricco, ne faccio un discorso di DIGNITA' professionale, e questo implica anche avere una retribuzione adeguata a una categoria di laureati!
Me la prendo di nuovo con Geo: "Ma lo sapete quanti soldi ci vogliono solo per il biglietto aereo?".....ma scherziamo? il mondo (non solo quello del lavoro) è selettivo. L'esperienza di Forren non è per tutti. Ma per chi ha l'abilità e la determinazione di affrontare difficoltà, anche economiche (che ognuno può e deve affrontare come può) e risolverle. Intravedendo un'obiettivo futuro. Non la convenienza immediata. C'è chi potrà affrontare il problema economico grazie allo Zio ricco, chi la borsa di studio....chi non ci riuscirà affatto.
Le difficoltà ci sono, ma non le trovo affatto insormontabili. E ripeto io non mi sento certo un "eroe" o una gran coraggioso, nè sono un genio della geologia, nè ho avuto alcun particolare vantaggio iniziale, se non una famiglia nella normalissima media italiana. Per me chi non riesce è perchè non VUOLE riuscire.
Quando Geo scrive: "i tecnici che non sono dello stesso paese da cui provengono le ditte sono i primi ad essere espulsi"...rifletto sul fatto che in molti casi può essere vero. Ma è un problema solo per chi pensa di stabilirsi per la vita in un paese specifico e spesso vivibile. Il vantaggio in molti casi è proprio quello del mordi e fuggi (a patto che sia molto ben retribuito). Certo questo riflette la mia situazione: lavoro in Saudi, un posto dove non porterei la mia famiglia, e so bene che se fra 1 o 2 anni scoppierà la guerra con L'Iran dovrò abbandonare). Ma non è detto che questo sia un male: in campo minerario il turnover tra tecnici è tale che se un tecnico rimane nella stessa azienda per più di 4 o 5 anni viene guardato con sospetto.
Su questo sono perfettamente d'accordo. ma chi l'ha detto che bisogna passare tutta la vita a lavorare sempre nello stesso posto??? Che grandissima noia!
Ripeto ogni caso: non esiste una via facile utilizzabile da tutti per avere successo all'estero.
Ma certo, ognuno deve regolarsi in base alle proprie aspettative, potenzialità, ambizioni, etc. In generale però penso che la tenacia e la determinazione premiano chiunque.
Trovo l'input di Forren utile: specie per i più giovani, che nella vita non hanno ancora fatto gravi errori di valutazione......e possono permettersi di guardarsi intorno con meno vincoli familiari. Ma non una strada obbligata o facile per tutti.
Saludos G
vabbè, certo, poi a questo punto bisogna decidere se è più importante farsi una famiglia, avere il posto fisso vicino casa, oppure fare molte esperienze, avere una vita con meno certezze ma molto più variegata, etc. Io ho scelto la seconda, poi ognuno sceglie per sè.
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Forren
rispondo a: "Scusa, sai dirmi in Italia quale settore redditizio o quanto meno dignitoso c'è per i geologi?"
Un commerciale di livello medio che lavora nel campo dei minerali industriali. Un personaggio di questo genere ha una traiettoria professionale tipo: Geologo di cava (diciamo di produzione, che consente di sviluppare la conoscenza del processo estrattivo) > responsabile di laboratorio qualità (che consente di conoscere le specifiche commerciali e i processi mineralurgici) > Responsabile qualità (che mettendo insieme la conoscenza delle materie prime e delle specifiche, consente di confrontarsi ad esempio con i clienti per in caso di contestazioni) > Commerciale (in grado di vendere il minerale finito).
Un personaggio cosi ha un'elevata professionalità e competenza mineraria, sui relativi trattamenti, che propone i prodotti a un cliente di cui conosce esigenze e processo produttivo.
Un lavoro che garantisce entrate (fisse e su provvigione) sopra la media.
Quanti geologi così esistono in Italia? tanti garantisco. Basta pensare al mercato della ceramica (di cui l'Italia è nonostante tutto un'eccellenza europea).
Quanti possono sperare di entrare in questo mondo? non so. Ancora una volta ripeto: è una delle tante strade possibili.
Secondo punto: "vabbè, certo, poi a questo punto bisogna decidere se è più importante farsi una famiglia, avere il posto fisso vicino casa, oppure fare molte esperienze, avere una vita con meno certezze ma molto più variegata, etc. Io ho scelto la seconda, poi ognuno sceglie per sè"
Chi l'ha detto che si è obbligati a vivere all'estero? Quasi tutte le società minerarie (e mi riferisco nuovamente al mio piccolo ambito) offrono FIFO più o meno flessibili. Io ho un roster 10/21. Che mi consente di passare del tempo con la famiglia e di lavorare all'estero. E' un caso fortunato.....ma esistono innumerevoli formule di questo genere.
Saludos
G
Ciao
Ultima modifica di Granit; 22/09/2012 19:47.
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