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Forren

Un commerciale di livello medio che lavora nel campo dei minerali industriali. Un personaggio di questo genere ha una traiettoria professionale tipo: Geologo di cava...

Un personaggio cosi ha un'elevata professionalità e competenza mineraria, sui relativi trattamenti, che propone i prodotti a un cliente di cui conosce esigenze e processo produttivo.

Un lavoro che garantisce entrate (fisse e su provvigione) sopra la media.

Quanti geologi così esistono in Italia? tanti garantisco. Basta pensare al mercato della ceramica (di cui l'Italia è nonostante tutto un'eccellenza europea).

Quanti possono sperare di entrare in questo mondo? non so. Ancora una volta ripeto: è una delle tante strade possibili.

TANTI??? UNA DELLE STRADE POSSIBILI??? Se ce ne sono così tanti ed è un mercato così fiorente e redditizio perchè allora non si trova mai un annuncio di lavoro in questo settore? Io sono stato in emilia romagna, dove questo mercato dovrebbe essere tanto sviluppato, e non ho trovato una sola possibilità d'inserimento. Tra l'altro una decina d'anni fa parlai con vari laureati di quelle parti e mi dicevano tutti che era considerato un lavoretto iniziale per neolaureati, tanto per fare un pò di esperienza in laboratorio ricevendo 4 soldi. Poi se uno nasce figlio di miliardari una società simile può aprirsela da solo e senza manco essere geologo, ma io sto parlando di mercato del lavoro e relative posizioni offerte, soprattutto ai giovani.


Secondo punto: "vabbè, certo, poi a questo punto bisogna decidere se è più importante farsi una famiglia, avere il posto fisso vicino casa, oppure fare molte esperienze, avere una vita con meno certezze ma molto più variegata, etc. Io ho scelto la seconda, poi ognuno sceglie per sè"

Chi l'ha detto che si è obbligati a vivere all'estero? Quasi tutte le società minerarie (e mi riferisco nuovamente al mio piccolo ambito) offrono FIFO più o meno flessibili. Io ho un roster 10/21. Che mi consente di passare del tempo con la famiglia e di lavorare all'estero. E' un caso fortunato.....ma esistono innumerevoli formule di questo genere.

Saludos

G

Questo mi fa piacere per te, neanche io voglio vivere per sempre in Bangladesh. Del resto stiamo nel 2012, con gli aerei bastano 24 anche per tornare dall'australia all'italia, non bisogna fare più le trasversate oceaniche a bordo di velieri. E queste cose sono ulteriori punti a favore per incoraggiare le persone ad andare a lavorare all'estero!






Ciao


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[b][u][u][quote=Forren][quote=Granit]Forren


TANTI??? UNA DELLE STRADE POSSIBILI??? Se ce ne sono così tanti ed è un mercato così fiorente e redditizio perchè allora non si trova mai un annuncio di lavoro in questo settore? Io sono stato in emilia romagna, dove questo mercato dovrebbe essere tanto sviluppato, e non ho trovato una sola possibilità d'inserimento. Tra l'altro una decina d'anni fa parlai con vari laureati di quelle parti e mi dicevano tutti che era considerato un lavoretto iniziale per neolaureati, tanto per fare un pò di esperienza in laboratorio ricevendo 4 soldi. Poi se uno nasce figlio di miliardari una società simile può aprirsela da solo e senza manco essere geologo, ma io sto parlando di mercato del lavoro e relative posizioni offerte, soprattutto ai giovani.

Forren: la tua esperienza è stata negativa, ma evidentemente non assoluta.
Ti porto l'esempio della Gruppo Minerali Maffei. Ho lavorato per loro per 5 anni (io tra l'altro sono stato assunto perchè ho risposto a un annuncio su un giornale). Durante la mia permanenza in azienda ho selezionato e valutato personalmente almeno una ventina di geologi. Molti di loro arrivati per tirocini, altri selezionati per i loro CV, altri per realizzare la loro tesi di Laurea. Circa il 30 % ha mostrato qualità tali da essere successivamente assunto. Molti di loro ora hanno un ruolo di responsabilità nelle tante filiali estere del Gruppo. E proprio la GMM ha fatto di questa strategia (assumere i più giovani, perchè costa di meno e perchè possono essere formati come nessuna università può fare) una sorta di marchio distintivo.

Questa non è una soluzione per la grande massa dei laureati in geologia. Ma una possibilità reale che alcuni geologi hanno saputo sfruttare in questi anni. Non ho mai parlato di abbondanza. Ma se tu non fossi in Bangladesh oggi ti consiglierei di fare un salto al Cersaie o al Marmomacc per vedere che non si tratta proprio di un mercato esiguo.

Ed è pure ovvio che chi inizi in una realtà completamente nuova non abbia stipendi siderali: nei primi anni in azienda hai solo da imparare e quasi nulla a dare (se non sudore e lacrime).
Nel mio post precedente come hai visto ho parlato di "ruolo commerciale" come punto di arrivo e non di partenza.

G

Ultima modifica di Granit; 23/09/2012 06:45.
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Volevo aggiungere una cosa,senza polemiche, ma cmq una cosa doverosa... una cosa che mi è venuta in mente proprio poco fa, visto che sto facendo i biglietti aerei per un breve ritorno in Italia... ogni volta che vado e vengo trovo gli aerei pieni zeppi di bangladesi, indiani, etc., di ogni età, dai ragazzini di 18 anni (a centinaia) alle famiglie intere con bambini piccoli e nonni, a gente di mezza - età (50 anni e oltre). Per molti di loro è la prima volta che prendono l'aereo in vita loro, anche per quelli di 50 anni. Vanno tutti a lavorare negli emirati arabi, a sharm el sheik, etc. dove in genere noi italiani ci andiamo per vacanza... e ci vanno a fare lavori tipo cameriere (nella migliore delle ipotesi) per 4 soldi, magari con contrattini di pochi mesi, oppure vengono addirittura in europa praticamente a tentare la fortuna, senza alcun contratto o contatto preciso di lavoro e senza manco la certezza di avere il visto, il permesso di soggiorno, etc.
Avete idea poi di quanto tempo ci mettono loro per mettere da parte i 5-600 euro del biglietto aereo di sola andata, vi rendete conto di cosa rappresenta per loro una tale cifra? (Più o meno i risparmi di una vita). Vi rendete conto che partono con 4 stracci addosso e poche valigie scassate, che rappresentano tutti i loro averi? Vi rendete conto che partono senza avere la minima certezza di riuscire a restare all'estero e senza manco avere i soldi per tornarsene eventualmente almeno a casa?

E voi mi venite a dire che per voi in Italia andare all'estero è troppo costoso, che i visti per noi italiani sono complicati, che è rischioso, che non avete sufficienti certezze di trovare esattamente il lavoro che vi piace e che vi fa diventare ricchi, che tutto il mondo è paese, e menate varie?????

Ma per piacere, ognuno si dia da fare come può (o meglio come VUOLE), nella vita non si può pretendere di trovare il posto fisso da direttore generale magari per giunta al palazzo di fronte a casa.

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Forren: la tua esperienza è stata negativa, ma evidentemente non assoluta.
Ti porto l'esempio della Gruppo Minerali Maffei. Ho lavorato per loro per 5 anni (io tra l'altro sono stato assunto perchè ho risposto a un annuncio su un giornale). Durante la mia permanenza in azienda ho selezionato e valutato personalmente almeno una ventina di geologi. Molti di loro arrivati per tirocini, altri selezionati per i loro CV, altri per realizzare la loro tesi di Laurea. Circa il 30 % ha mostrato qualità tali da essere successivamente assunto. Molti di loro ora hanno un ruolo di responsabilità nelle tante filiali estere del Gruppo. E proprio la GMM ha fatto di questa strategia (assumere i più giovani, perchè costa di meno e perchè possono essere formati come nessuna università può fare) una sorta di marchio distintivo.

Questa non è una soluzione per la grande massa dei laureati in geologia. Ma una possibilità reale che alcuni geologi hanno saputo sfruttare in questi anni. Non ho mai parlato di abbondanza. Ma se tu non fossi in Bangladesh oggi ti consiglierei di fare un salto al Cersaie o al Marmomacc per vedere che non si tratta proprio di un mercato esiguo.

Ed è pure ovvio che chi inizi in una realtà completamente nuova non abbia stipendi siderali: nei primi anni in azienda hai solo da imparare e quasi nulla a dare (se non sudore e lacrime).
Nel mio post precedente come hai visto ho parlato di "ruolo commerciale" come punto di arrivo e non di partenza.

G


[color:#3366FF]Scusa Granit, ma tu quanti anni hai? Quanti anni fa hai iniziato a lavorare alla Maffei? E dove stanno più le offerte di lavoro, fosse pure come entry level, in quel settore in Italia? Io onestamente ho passato anni e anni a girare mezza italia e a cercare annunci online dalla sicilia alla val d'aosta e ho trovato ben poco, in qualsiasi settore della geologia (e non solo della geologia). C'è una marea di offerte per lavoretti assurdi, ai limiti della legalità, in tutta italia, quei pochi lavori concreti sono quasi sempre pagati ben poco e precari, gli stessi datori di lavoro ti chiedono come prima cosa la residenza entro al max 50 km e di essere automunito, perchè sanno in anticipo che non possono (o forse semplicemente NON VOGLIONO) darti una retribuzione adeguata e un contratto decente (tale almeno da permetterti le minime spese necessarie di vitto e alloggio). E questo è stato per me negli ultimi dieci anni nel settore della geologia, ma da quello che sento è ancora peggio per tantissimi altri un pò in tutta italia e un pò in tutti i settori. Sono io che non ho saputo "muovermi" in Italia? Sono io lo sfortunato che la vede quasi nera in Italia mentre invece le possibilità ci sono? Sono io che faccio ingiustamente il catastrofista invitando la gente a emigrare? A me pare che l'italia sia un paese con pochi privilegiati e pochissima meritocrazia da una parte, e con molti altri invece che si lamentano (e su questo a ragione) ma che poi non fanno nulla, non si impegnano politicamente per cambiare in meglio l'italia nè vogliono emigrare all'estero. Poi non lo so, forse sono io che interpreto male la notizie che leggo sull'italia (incluse quelle che leggevo quando ancora ci stavo). Ditemi voi se non avete le mie stesse percezioni. A me sembra di parlare in modo oggettivo, sulla base di dati di fatto.[/color]

Ultima modifica di Forren; 23/09/2012 07:11.
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Con questo intervento vorrei dare una soffiata di ottimismo ai nostri giovani.

Io sono un'ottimista non perchè (come mia nonna) abbia vissuto la guerra o sia vissuta nel bisogno, piuttosto perchè credo fermamente che la tenacia e l'onestà premino il merito di una persona (in tutte le sfere della sua vita).

Negli ultimi tre sabati (in Toscana e Veneto) ho partecipato alla gioia di tre coppie di giovani sposi (accidenti, mi sono svenata sui regali...sui vestiti,ovvio, ma questa è un'altra storia).
Le lei (tra i 35 e 27 anni): medico-matematico-avvocato
I lui(tra i 27 e 40): ingegnere civile-commercialista-ingegnere areo navale.
L'età dei ragazzi può confermare che in Italia si riesce a sposarsi in età più avanzata rispetto al passato, ma anche che per sposarsi (e avere dei figli) è necessario aver messo da parte un gruzzolo sufficiente. Ok, questi esempi-miei parenti non sono un campione rappresentativo, ma confermano che il ritardo nello stringere il matrimonio (o farsi una famiglia) non è solo legato al raggiungimento di un titolo di studio.E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole (diranno i pessimisti).
Nessuno degli sposi è dipendente pubblico.
Uno degli sposi ha firmato un contratto a tempo determinato a Bruxelles e la sua ragazza (sposa) ha ora lasciato il suo lavoro per seguirlo. "Qualcosa da fare troverò", dice.

La morale:
- il difficile mercato del lavoro in Italia non colpisce solo i geologi (ma odio il detto : mal comune, mezzo gaudio);
- spesso il titolo di studio che consegui non ti apre lo specifico mercato del lavoro (per noi geologi, poi, c'è uno scollamento tra competenze universitarie e quelle del lavoro), ma ti privilegia comunque rispetto a chi non ce l'ha;
- in due si fanno scelte più coraggiose in assoluto, sia dentro che fuori l'Italia
salute


The road not taken
(Robert Frost)
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Quasi perfettamente d'accordo, quasi...
anch'io sono ottimista e intraprendente, ma solo al di fuori dell'italia, entro i confini italiani vedo solo una grande palude immobile, piena di furbi e disonesti vari oppure di gente che sa solo piangersi addosso.
Quanto alle scelte coraggiose da fare in "due", forse è meglio che mi sto zitto... io non ho problemi a fare le scelte coraggiose da solo, sono sempre andato ovunque senza avere alcun amico sul posto e senza portarmi dietro nessuno... men che meno nel caso delle donne italiane, che tantissime volte si rivelano solo una palla al piede: sposiamoci subito, compriamo casa di fronte a quella di mia madre, devi lavorare e guadagnare bei soldi, essere un buon partito per farmi fare la vita da ricca signora borghese, anzi, va bene pure se i soldi ce li hai di famiglia o se li fai in modo disonesto, l'importante è che io stia ben comoda, etc., etc., ...
Vabbè, ma questa è un'altra storia, mò non voglio scatenare polemiche di tipo uomini contro donne. Su questo spero veramente di sbagliarmi.

Ultima modifica di Forren; 23/09/2012 08:38.
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Forren qui ti sbagli è vero che molte donne Italiane sono cosi ma non tutte mai generalizzare.

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Forren qui ti sbagli è vero che molte donne Italiane sono cosi ma non tutte mai generalizzare.


Lo spero anch'io. Cmq ho detto tantissime, non tutte. Se poi devo essere sincero fino in fondo in Italia vedo ormai molte più donne (anche ragazzine minorenni) che, anzichè impegnarsi nello studio, nel lavoro serio, nella politica VERA, preferiscono impegnarsi a fare le "veline", le miss, le starlette, o addirittura il "bunga bunga" vero e proprio con i potenti. E non mi sembrano dei casi isolati, visto che ai provini per certe cose si presentano in migliaia e migliaia, in ogni città d'Italia. Ma ora non voglio stare a fare il predicatore noioso, penso però che sia chiaro perchè considero l'Italia una repubblica delle banane in tutto e per tutto.

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Lo spero anch'io. Cmq ho detto tantissime, non tutte. Se poi devo essere sincero fino in fondo in Italia vedo ormai molte più donne (anche ragazzine minorenni) che, anzichè impegnarsi nello studio, nel lavoro serio, nella politica VERA, preferiscono impegnarsi a fare le "veline", le miss, le starlette, o addirittura il "bunga bunga" vero e proprio con i potenti. E non mi sembrano dei casi isolati, visto che ai provini per certe cose si presentano in migliaia e migliaia, in ogni città d'Italia. Ma ora non voglio stare a fare il predicatore noioso, penso però che sia chiaro perchè considero l'Italia una repubblica delle banane in tutto e per tutto.


No, beh, grazie. Grazie davvero. Da parte di tutte quelle che studiano lavorano e sono indipendenti.
E invece spunta sempre l'equazione "ci volete incastrare con matrimonio e figli/volete fare le veline/volete che lavoriamo noi così voi fate le mantenute".
Ed evitiamo la sega che non è rivolta a tutte, che non vuoi generalizzare o che non vuoi essere predicatore. Si, lo sei stato, e sei stato offensivo. E dire "tantissime, non tutte" fa solo vedere che lanci il sasso ma nascondi la mano.
Cosa si dovrebbe dire allora di tutti i mammoni/puttanieri/calciatori ignoranti o ancora peggio quelli che ti dicono "voi donne dovreste stare a casa a cucinare"? Sono tanti? Si. Siete tutti così? No, non lo siete! e meno male. E non mi sognerei mai di fare delle generalizzazioni così tristi e ottuse.

Peccato però, ero arrivata in fondo alla discussione per ringraziarti delle dritte, dei link, del fatto che mi hai dato una speranza (visto che anche io non sono più giovanissima ma spero ancora di emigrare, invece che farmi mantenere dal mio uomo e passare la giornata a darmi lo smalto sulle unghie) e invece trovo questa dichiarazione del caz*o.
In Italia, come nel resto del mondo, è pieno di donne che NON sono come le dipingi te. Chiediti cosa vuoi da una donna e cosa hai cercato fino ad adesso, vista la miseria umana che pare ti circondasse in italia, prima di criticarle tutte.

Ah, mi raccomando, porta alta la bandiera del maschilismo italiano all'estero.

Ultima modifica di CatcherInTheRye; 23/09/2012 11:13.
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Ciao

A parte le specifiche vicende personali (la carriera di ognuno di noi è unica), che hanno portato al successo o all'insuccesso, credo che un giovane debba fare alcune considerazioni fondamentali:

1) Avere le idee chiare e un obbiettivo preciso ben prima di laurearsi. Scegliere una combinazione di ciò che più piace nella geologia, con un minimo di realismo sulle possibilità lavorative;

2) Iperspecializzazione. Il geologo deve far valere una propria peculiare competenza, essere un tecnico specializzato.....non la flessibilità di un geometra. L'affermazione di Forren: "E dove stanno più le offerte di lavoro, fosse pure come entry level, in quel settore in Italia? Io onestamente ho passato anni e anni a girare mezza italia e a cercare annunci online dalla sicilia alla val d'aosta e ho trovato ben poco, in qualsiasi settore della geologia" rivela (a mio modesto parere) l'errore di fondo. Non si esce dall'università con una base di conoscenza sufficiente a fare qualsiasi cosa, piuttosto quasi nessuna. Ma quello che si deve fare è perseguire maniacalmente, con estrema determinazione, uno specifico obbiettivo: quello di diventare iperspecializzati in una determinata nicchia della propria professione. E allora l'idea di trovare annunci sul giornale perde significato, e si scopre invece che il mondo intero è un tuo probabile terreno di caccia. Come fare? non lo so, o meglio so come ho fatto io. Ognuno può far valere le proprie capacità, ognuno parte da situazioni diverse. Ma la linea guida rimane, secondo me, sviluppare una forte competenza su una specifica e limitata nicchia.

3) ...Rivolgersi ANCHE all'estero è una conseguenza naturale di quanto sopra. Nell'ambito lavorativo che io ho scelto, minerario, il pallino del gioco e in mano agli anglosassoni. Le pubblicazioni su cui si studia provengono da università anglosassoni, gli investimenti sono fatti da imprese anglosassoni. Naturale per me rivolgermi all'estero. Sinceramente io per primo mi sono stupito di aver trovato lavoro in Italia: ma è stato "grazie" a esperienze maturate all'estero, dove sono poi tornato. Non conosco gli ambiti lavorativi legati ad esempio ai GIS o all'idrogeologia, ma fatico a credere che siano molto diversi. Ripeto parlo soprattutto ai giovani che hanno la fortuna di poter plasmare giorno per giorno il loro futuro lavorativo a partire dai primi anni di università.

Se si combinano questi principi con l'ottimismo di Pasionaria.....credo che si possa possa affrontare il futuro con serenità. Evitando di pensare all'estero come ultima spiaggia o fuga. Ma solo come grandissima opportunità da poter cogliere, se si è in grado di farlo.....

G

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