Francamente continuo a far fatica a capire le perplessità e la contrarietà di molti all'abolizione delle tariffe minime.
Mi sembra che la liberalizzazione delle tariffe da un lato sancisca uno stato di fatto (almeno per noi geologi): nei confronti dei privati raramente mi è capitato di vedere applicato il tariffario. Già adesso ci sono colleghi che svendono la loro professionalità(?!?) per 200 o 300 € a relazione.
Da questo punto di vista mi pare che il decreto non cambi nulla: chi vorrà un relazione geologica, geotcnica, idrogeologica ecc... seria e ben fatta accetterà la richiesta adeguata (indipendentemente dal tariffario!!) del professionista serio, chi invece vorrà il pezzo di carta si avvarrà (come fa già adesso) del geologo compilatore (sto volutamente usando un eufemismo!).
Lo stesso vale abbastanza per gli enti pubblici: chi vorrà un lavoro serio e ben fatto con dati affidabili accetterà di pagare il giusto. L'ente che vorrà il pezzo di carta (e non credo saranno molti: qual'è quell'amministratore pubblico che si assume la responsabilità di far fare un lavoro male con i rischi che ne potrebbero conseguire?!) chiamerà il geologo compilatore.
Guardando il tutto dal punto vista del cittadino (anche noi siamo cittadini e non solo geologi!) l'abolizione del minimo tariffario produrrà dei benefici in termini di costi per tutti coloro che si devono avvalere dei servizi di categorie professionali che attualmente applicano rigorosamente il tariffario (avvocati, commercialisti, notai, ecc...).
Una piccola nota polemica: il libero professionista (nel bene e nel male) non è un lavoratore dipendente. La libertà di azione, di gestione lavorativa, di organizzazione del tempo sono dei benefici che hanno il proprio contraltare nella precarietà retributiva. Inoltre se un libero professionista è capace, è disposto ad aggiornarsi, si comporta seriamente in genere ottiene anche dei riconoscimenti economici (nel tempo!!!) che raramente un dipendente raggiunge.
Infatti se da un lato sono d'accordo sull'abolizione del minimo tariffario (per i motivi che ho esposto), dall'altro ritengo che i lavoratori dipendenti (soprattutto quelli che lavornao nel settore privato) vadano tutelati dal potere di ricatto che il datore di lavoro può esercitare.
Se un libero professionista ha un conflitto con un suo cliente può mandarlo a quel paese, può rifiutare l'incarico, ecc... con l'unico effetto di vedere ridotto il proprio utile. In genere i liberi professionisti hanno molti clienti e la loro sopravvivenza non dipende da uno solo di loro!
Se un dipendente ha un conflitto con il suo datore di lavoro, nella maggior parte dei casi è costretto a chinare la testa, ad ingoiare amaro ed a dire sissignore perchè non ha alternative!