Ciao

A parte le specifiche vicende personali (la carriera di ognuno di noi è unica), che hanno portato al successo o all'insuccesso, credo che un giovane debba fare alcune considerazioni fondamentali:

1) Avere le idee chiare e un obbiettivo preciso ben prima di laurearsi. Scegliere una combinazione di ciò che più piace nella geologia, con un minimo di realismo sulle possibilità lavorative;

2) Iperspecializzazione. Il geologo deve far valere una propria peculiare competenza, essere un tecnico specializzato.....non la flessibilità di un geometra. L'affermazione di Forren: "E dove stanno più le offerte di lavoro, fosse pure come entry level, in quel settore in Italia? Io onestamente ho passato anni e anni a girare mezza italia e a cercare annunci online dalla sicilia alla val d'aosta e ho trovato ben poco, in qualsiasi settore della geologia" rivela (a mio modesto parere) l'errore di fondo. Non si esce dall'università con una base di conoscenza sufficiente a fare qualsiasi cosa, piuttosto quasi nessuna. Ma quello che si deve fare è perseguire maniacalmente, con estrema determinazione, uno specifico obbiettivo: quello di diventare iperspecializzati in una determinata nicchia della propria professione. E allora l'idea di trovare annunci sul giornale perde significato, e si scopre invece che il mondo intero è un tuo probabile terreno di caccia. Come fare? non lo so, o meglio so come ho fatto io. Ognuno può far valere le proprie capacità, ognuno parte da situazioni diverse. Ma la linea guida rimane, secondo me, sviluppare una forte competenza su una specifica e limitata nicchia.

3) ...Rivolgersi ANCHE all'estero è una conseguenza naturale di quanto sopra. Nell'ambito lavorativo che io ho scelto, minerario, il pallino del gioco e in mano agli anglosassoni. Le pubblicazioni su cui si studia provengono da università anglosassoni, gli investimenti sono fatti da imprese anglosassoni. Naturale per me rivolgermi all'estero. Sinceramente io per primo mi sono stupito di aver trovato lavoro in Italia: ma è stato "grazie" a esperienze maturate all'estero, dove sono poi tornato. Non conosco gli ambiti lavorativi legati ad esempio ai GIS o all'idrogeologia, ma fatico a credere che siano molto diversi. Ripeto parlo soprattutto ai giovani che hanno la fortuna di poter plasmare giorno per giorno il loro futuro lavorativo a partire dai primi anni di università.

Se si combinano questi principi con l'ottimismo di Pasionaria.....credo che si possa possa affrontare il futuro con serenità. Evitando di pensare all'estero come ultima spiaggia o fuga. Ma solo come grandissima opportunità da poter cogliere, se si è in grado di farlo.....

G