Expo_3001 come non condividere le tue opinioni? hai analizzato in dettaglio numerosi aspetti, non ultimo che il professionista deve ragionare in termini di "impresa", quindi ho fatto quattro conti "alla femminina" (con tutto il rispetto per le donne ma dalla mia parte si dice così

ed è anche un complimento nei loro confronti), pertanto ho cominciato a chiedermi, in primo luogo, quanto denaro occorre mensilmente per vivere con dignità? (senza grilli per la testa!): diciamo che dalle mie parti potrebbero essere sufficienti circa €1500,00 al mese (ovviamente nette!).
Poichè mi guadagno da vivere facendo il professionista, supponiamo che applicando il tuo metodo (relazione di qualità a 100,00€ nette nel minor tempo possibile), mensilmente dovrei redigere almeno 15-20 relazioni circa, che in un anno fanno circa 180-240 relazioni, salvo eventuali periodi di "magra" di lavoro, con importo annuo netto di circa € 18000,00-24000,00.
Mi chiedo, pertanto, quanti colleghi possono vantare o potranno vantare questa tipologia di "portafoglio lavori annuo", e se tale tipologia è aderente alla realtà italiana, perchè credo che dalle mie parti nemmeno lo studio o il professionista singolo più avviato e conosciuto possa contare di tanta mole di lavoro.
Tenete conto che questi conteggi li ho fatti ipotizzando il lavoro del professionista singolo, perchè se vi è l'aiuto ovviamente tali cifre vanno perlomeno triplicate, portando il "portafoglio lavori" ad un minimo di circa 540 lavori/anno!
Può darsi che le realtà lavorative al Nord siano differenti rispetto alla mia regione, ma proprio non riesco a "digerire" la relazione a 100€ pur di qualità, è una mancanza di rispetto prima di tutto verso se stessi, in secondo luogo verso i rispettivi genitori che hanno fatto sacrifici per farci studiare e garantirci un futuro migliore, in terzo luogo è una mancanza di rispetto nei confronti della categoria.
Come ho già espresso in altri post, sono favorevole ad una abolizione dei minimi tariffari, tuttavia contesto il "metodo" con cui viene fatta tale riforma, che di fatto non tutela per niente il "CLIENTE", il quale spinto dal "risparmio" (fittizio) andrà a finire nelle grinfie del "furbetto di quartiere".
Ciao