Salve, dovrei collaborare alla progettazione della copertura di un tratto di torrente (100 mt.) che ricade in territorio ad alto rischio idraulico e che, negli anni passati, ha esondato mediamente ogni 50 anni provocando anche numerosi morti.
Il terreno nell'alveo da sondaggi fatti con una terna risulta di tipo marno argilloso.
Io sono l'ultimo arrivato, ma mi sembra che si voglia progettare l'opera con superficialità.
Per evitare di ridurre la sezione idraulica, si vorrebbe ricorrere ad una struttura prefabbricata divisa in tre campate, invece che in una unica come risulta il ponte immediatamente a monte.
Ciò che mi lascia perplesso è l'intenzione di fare insistere la campata centrale su pilastri anch'essi prefabbricati inseriti su plinti isolati gettati in opera.
Tali fondazioni dirette, dovrebbero essere impostate alla stessa quota del fondo della savanella - quindi emergendo rispetto allo scorrimento dell'acqua - protette in pratica dall'erosione dal solo rivestimento in cls (20 cm) della savanella.
A parte la certezza di eventuali futuri cedimenti differenziati, a me sembra una follia in generale, ma il consulente della lottizzante, la quale deve realizzare a prorie spese l'opera nell'ambito di un piano integrato di intervento, afferma che il genio civile darà 'autorizzazione.
Io non ci vedo chiaro voi che ne pensate?
Mi conviene stare al gioco per guadagnare con la mia collaborazione, visto che il tale consulente è evidentemente ammanicato al Genio Civile?
Io, quasi quasi, rinuncerei a fare la mia parte.


sasalino