(Purtroppo) conosco fin troppo bene come funzionano le cose lì in Nuova Zelanda, considerato che dovevo andarci a lavorare con tanto di contratto firmato e controfirmato a tempo indeterminato per poi venire silurato 2 gg prima di andare a ritirare i visti.
Se state a sentire gli "Head Hunter" neozelandesi c'è sempre bisogno di ricostruire Christchurch ma poi le cose continuano ad essere rimandate (un po' come in Italia per le aree terremotate), inoltre per noi italiani non è affatto semplice essere presi, per 2 motivi. Il primo è perché essendo "overseas" costiamo parecchio alle ditte per farci importare, in particolar modo se accade tramite agenzie di recruitment a cui devono dare qualcosa, oltre al rischio di assumere una persona incapace ecc.... La secondo ragione è che noi non rientriamo nella convenzione di Washington dove si certifica la bontà e le capacità di determinate figure uscite dalle università, principalmente di lingua inglese.
Non voglio scoraggiare nessuno ma chi vuole tentare il balzo sappia da subito che non sarà per niente facile.
In bocca al lupo!
Ema, mi dispiace per la tua esperienza negativa, cmq penso che sia stato uno dei pochi casi del genere. Mi giunge nuovo il fatto che da quelle parti stiano sempre a rimandare, e poi io sono letteralmente bombardato da anni dalle loro mail di offerte di lavoro per geologi. Quanto alla questione visto, conoscenza della lingua, provenienza da universita' di un certo prestigio mi sembrano cose abbastanza ovvie e anche comprensibili. Cioe', voglio dire, la NZ rientra nel mondo anglosassone, riceveranno di sicuro migliaia di cv da inglesi, americani, australiani, per non parlare di india, thailandia, cina, giappone, etc., che ormai hanno neo laureati altamente qualificati, che parlano benissimo l'inglese, etc. Ovviamente per un neo laureato inglese madrelingua proveniente da qualche universita' londinese di fama mondiale e' molto piu' facile ottenere il visto ed essere assunto (anzi, forse per loro il visto e' poco piu' di una formalita'). Insomma, la concorrenza e' forte, e' un mondo altamente competitivo, ma almeno mi sembra basato davvero sulla meritocrazia, non sui privilegi di casta. Quindi non e' assolutamente facile inserirsi in quei contesti, io non ho mai detto che sia il paradiso. Bisogna studiare l'inglese, essere ben preparati come geologi, eventualmente farsi anche un anno di studio all'estero in qualche universita' inglese o cmq di un certo prestigio internazionale. Sono tutte cose che costano soldi e fatica, io le ho fatte, a spese interamente mie, coi soldi che avevo guadagnato da solo e mi ero conservato rinunciando per anni a vacanze, macchina, divertimenti del sabato sera, etc. Ad ogni modo con l'inglese non sono certo bilingual, e come preparazione ho ancora tantissimo da migliorare, non sono mica uscito da harvard, pero' piano piano la mia carriera abroad me la sto costruendo. Quindi in definitiva non bisogna farsi nessuna facile illusione tantomeno scoraggiarsi e pensare che sia impossibile o chissa' quanto difficile. Con l'impegno, la passione, la tenacia e il sacrificio le cose si ottengono, io ne sto avendo la prova con me stesso e con altri. Altrimenti si resta in italia accontentandosi di quello che passa il convento, e secondo me il "convento" italiano in generale ormai offre ben poco, gira e rigira torniamo sempre allo stesso punto. Se poi a uno sta bene l'italia allora il problema non si pone proprio.