Come accennavo a proposito delle certificazioni i geoambinti (anche all'interno di una regione) sono talmente diversificati che "obbligare" ad un indagine piuttosto che ad un altra è da "scemi", tra l'altro c'è anche l'evoluzione tecnoclogica (e la fantasia dei geologi) che offre nuove possibilità d'indgine; ciò non toglie che queste debbano essere fatte bene ed essere idonee al geoambiente e al progetto in essere. Per questo proponevo la "certificazione di processo", per salvaguardare la qualità delle indagini (l'esecuzione, la ripetibilità, etc..)mentre spetta al geologo (come progettista dell'inseime indagine geologica e geotecnica) prevedere (e dico prevedere perchè poi quando si "apre" il terreno si può ben cambiare idea e tipo d'indagine) un certo tipo e quantità d'indagine. E anche qui un pò di controllo non ci starebbe male, una sorta di autocertificazione garantita però da controlli seri a campione fatti (suppongo) dall'ordine, giusto per scoraggiare (impossibile fermare) quelli del ciclostile ma anche quelli (visto io in cantiere) che infilando le dita nell'argilla sentenziano "questa tiene 1 kg/cmq"...

Ultima modifica di Vorlicek; 01/10/2012 05:10.

"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it