Senti vorrei approfondire se non ti dispiace la figura dell'"engineering geologist" come viene intesa ed utilizzata questa figura ad esempio il geologo è confinato all'ambito geologico o appunto essendo un geologo applicato entra o comunque affianca l'ingegnere nell'aspetto porgettuale, oppure si ferma alla determinazione del modello geotecnico?
La tua è una domanda molto intelligente. Anche questa è una faccenda di non facile lettura all'estero e ti riporto appunto la mia (non) esperienza neozelandese. Generalmente i professionisti che operano nel settore edile/civile sono considerati appunto "engineering geologist" come il sottoscritto in quanto ho operato in questo settore per circa 3 anni, ovviamente con scarso o nullo successo. Noi (nonostante mille discussioni) possiamo operare anche in ambito geotecnico e quindi fare la progettazione e la verifica delle fondazioni tra le altre cose. All'estero però esistono 2 figure ibride a riguardo appunto l'engineering geologist ed il geotechnical engineer e anche al di fuori dell'Italia ci sono alcune controversie a riguardo. Tempo fa parlai con un ragazzo inglese, anche lui engineering geologist, che lavora per Aecom a Christchurch e ne approfittai per chiedere informazioni sul suo operato, le differenze ecc. In pratica lui mi spiegò che per lo più di occupava della fase "a monte" dei progetti, per lo più raccolta e gestione dati, quindi niente di particolarmente "skilled". Dal canto mio gli cominciai a chiedere se avesse a che fare con la progettazione vera e propria, formule trinomie, parametri correttivi, coefficienti sismici eccetera cadde un po' dalle nuvole e mi disse che di queste cose se ne occupavano i geotechnical engineer.
La cosa da una parte mi galvanizzò perché a parte questo caso mi rendo conto che spesso e volentieri noi italiani siamo più preparati di alcuni colleghi esteri sulla carta migliori di noi, ma dall'altro canto era frustrante perché evidenzia ancor di più quanto il potenziale di buona parte dei laureati italiani finisca per essere inutilizzato.
Io in quel periodo stavo seguendo un master in engineering geologist a Siena e mi ero molto addentrato nell'ambito geotecnico ed anche nella RSL ed era demoralizzante sapere che all'estero questo in sostanza non lo potevo esportare in quanto non "geotechnical engineer" ed ergo non laureato in ingegneria.
Continuo a dire non è che voglio demoralizzare nessuno dicendo a me è andata male ergo andrà male anche a voi, io ho deciso con estremo malincuore di abbandonare il percorso engineering in quanto avaro di linfa vitale ed economica al momento per passare a quello petrolifero che ancora oggi qualcosa lo offre, auguro a coloro che ci proveranno di avere più fortuna di me ma che comunque non sarà un'impresa facilissima.
A proposito di quanto detto da geodc, vorrei spezzare una lancia in favore dell'Italia. Sì, è vero che sarebbe gradevole avere una risposta (anche negativa) dalle aziende verso cui ci si propone e ciò da noi non accade quasi mai, ma anche all'estero talvolta non succede o sennò nel 95% dei casi è la classica mail preimpostata e niente più. Inoltre posso testimoniare in prima persona che le porcate contrattuali avvengono anche all'estero in quanto vittima diretta (la loro solo fortuna è che fossero agli antipodi e non ho certo i soldi per intraprendere una causa internazionale). Infine, in ultima analisi, le nostre tanto odiate raccomandazioni e passaparola sono uno strumento di assunzione molto usato anche all'estero.....
Saluti