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ATTENZIONE ! il ballast ferroviario è e rimane rifiuto (soprattutto a causa del tenore di amianto) con il CER 170508 (se non pericoloso) o CER 170507 se pericoloso ! Non cadere nell'errore (sprattutto se suggerito dal committente) di considerare il ballast come terre e rocce ! Si rischia la galera (sto seguendo come consulente una miriade di processi su questo). Dato che smaltire il ballast come rifiuto è molto costoso (si va dai 28 ai 140 Euro/ton, escluso trasporto, a seconda del grado di pericolosità)tanti ci provano a considerarlo Terre e rocce (dove per smaltirlo vai dai 5 ai 15 euro/ton) !!!!
Occhio no_no

Ultima modifica di GeofranzDesio; 02/10/2012 16:20.
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Il committente rischia la galera, il Professionista una causa civile per richiesta danni dal Committente....... Attenete i alla definizione di terre e rocce e ad un sano buonsenso da geologi. Il ballast è un rifiuto......... Oltretutto codificato.
Massimo


Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace.
(Tacito, Agricola, 30).
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Da noi in Piemonte ho l'impressione che sia raro che il geologo presenti il piano scavi per una congenita paura da parte nostra di far qualcosa di nuovo (ai geologi viene però spesso affidata la caratterizzazione ambientale).

Tuttavia l'uscita della nuova norma e la sua lettura, mi impongono di considerare che sia un argomento DI ESCLUSIVA PERTINENZA DEL GEOLOGO per come si sono messe le cose ora, nero su bianco.

Ovvero:
Allegato 5 PIANI DI UTILIZZO
Quote:
3. Inquadramento geologico ed idrogeologico:
3.1 descrizione del contesto geologico della zona, anche mediante
l'utilizzo di informazioni derivanti da pregresse relazioni
geologiche e geotecniche;
3.2 ricostruzione stratigrafica del suolo/sottosuolo, mediante
l'utilizzo dei risultati di eventuali indagini geognostiche e
geofisiche gia' attuate. I riporti se presenti dovranno essere
evidenziati nella ricostruzione stratigrafica del
suolo/sottosuolo;
3.3 descrizione del contesto idrogeologico della zona (presenza o
meno di acquiferi e loro tipologia) anche mediante indagini
pregresse;
3.4 livelli piezometrici degli acquiferi principali, direzione di
flusso, con eventuale ubicazione dei pozzi e piezometri se
presenti (cartografia preferibilmente a scala 1:5.000);


O si può fare dei copia incolla da altri lavori
O questa è esclusiva del geologo, perchè se non lo fosse tutti potrebbero fare relazioni geologiche, non pensate?


Su questo bisognerà senz'altro interessare gli Enti di controllo, il CNG e chi più ne ha ne metta.

Ovvero l'individuazione degli acquiferi principali, e il monitoraggio piezometrico e la sua interpretazione (anche come direzione di flusso) sono di esclusiva pertinenza del geologo?

Ultima modifica di massimo trossero; 03/10/2012 11:27.

"Prosunt omnia quae obstant"
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Originariamente inviato da: massimo trossero
Da noi in Piemonte ho l'impressione che sia raro che il geologo presenti il piano scavi per una congenita paura da parte nostra di far qualcosa di nuovo (ai geologi viene però spesso affidata la caratterizzazione ambientale).

Tuttavia l'uscita della nuova norma e la sua lettura, mi impongono di considerare che sia un argomento DI ESCLUSIVA PERTINENZA DEL GEOLOGO per come si sono messe le cose ora, nero su bianco.

Ovvero:
Allegato 5 PIANI DI UTILIZZO
Quote:
3. Inquadramento geologico ed idrogeologico:
3.1 descrizione del contesto geologico della zona, anche mediante
l'utilizzo di informazioni derivanti da pregresse relazioni
geologiche e geotecniche;
3.2 ricostruzione stratigrafica del suolo/sottosuolo, mediante
l'utilizzo dei risultati di eventuali indagini geognostiche e
geofisiche gia' attuate. I riporti se presenti dovranno essere
evidenziati nella ricostruzione stratigrafica del
suolo/sottosuolo;
3.3 descrizione del contesto idrogeologico della zona (presenza o
meno di acquiferi e loro tipologia) anche mediante indagini
pregresse;
3.4 livelli piezometrici degli acquiferi principali, direzione di
flusso, con eventuale ubicazione dei pozzi e piezometri se
presenti (cartografia preferibilmente a scala 1:5.000);


O si può fare dei copia incolla da altri lavori
O questa è esclusiva del geologo, perchè se non lo fosse tutti potrebbero fare relazioni geologiche, non pensate?


Be', Massimo, parlando onestamente ed in termini pratici, mi sembra ovvio che tutte queste informazioni deriveranno da un copia e incolla...
Partendo dal presupposto che un piano di utilizzo non sarà certamente un documento per cui chiedere migliaia di euro (coi tempi che corrono poi...), chi è che si metterebbe a fare rilievi e studi specifici?
Le relazioni geologiche dei PRGC (spesso presenti in rete), il Piano di Tutela delle Acque, etc, tutti documenti ufficiali reperibili in rete, costituiranno la base di partenza per questi piani di utilizzo...
ATTENZIONE. Non sto parlando del fatto e tali documenti sia validi o no, adeguati alla realtà di piccola scala o meno. Sto semplicemente dando un'opinione su quello che succederà.
Quindi, in ultima analisi, non è che saranno indispensabili i geologi per i piani di utilizzo, ma saranno alla portata di qualunque tecnico che mastichi un po' di questi argomenti...


Quote:

Ovvero l'individuazione degli acquiferi principali, e il monitoraggio piezometrico e la sua interpretazione (anche come direzione di flusso) sono di esclusiva pertinenza del geologo?


Be, dai, su questo direi di no. Io sono ingegnere, ho seguito due diversi corsi di idrogeologia, ho fatto una tesi in Idrogeologia, sono 10 anni che lavoro in questo campo.
Un po ne capirò anche se non sono geologo...


Stefano Zanarello
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Stefano, certamente tu saprai farlo meglio di me, tenuto conto della esistenza degli ingegneri ambientali, ma è da dimostrare che altre figure professionali abbiamo i requisiti professionali e soprattutto legali per farlo, non credi?




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Meglio sicuramente no, ma magari alla pari..
Per quanto riguarda l'esigenza di un controllo sulle effettive competenze dei redattori di questi piani, ovviamente son d'accordo con te.
Io però, in modo realistico, do la mia opinione su quello che succederà...
Hai presente com'è finita per le certificazioni energetiche degli edifici? A farla bene serve sopalluogo, verifiche, ...diciamo che 600-1000 € sarebbe il prezzo giusto per un lavoro ben fatto. Orbene, su quel mercato di lavoro sono calate le cavallette, architetti, geometri, ... ed ora il prezzo medio è 200-400 €...

Ora, il piano di riutilizzo è magari ad un livello tecnico più alto rispetto alla certificazione energetica, e soprattutto c'è più controllo sul documento prodotto, ma in ogni modo sarà un documento da non molti € (ovviamente, in funzione del costo dell'opera), ragion per cui sarà erosimilmente basato esclusivamente/prevalentemente su letteratura.

Ultima modifica di s.zanarello; 03/10/2012 14:54.

Stefano Zanarello
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Anch'io penso sarà una valutazione a macchia di leopardo, in un comune spaccheranno il capello in 4 ed in una non la apriranno nemmeno. Problema tipico italiano.


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Originariamente inviato da: s.zanarello[quote

Be, dai, su questo direi di no. Io sono ingegnere, ho seguito due diversi corsi di idrogeologia, ho fatto una tesi in Idrogeologia, sono 10 anni che lavoro in questo campo.
Un po ne capirò anche se non sono geologo...



Il problema non è la "concorrenza" di tecnici esperti e qualificati come S. Zanarello, con i quali,anzi, il confronto reciproco sarebbe più che proficuo e più che auspicabile, bensì l'afflusso in massa di altre figure non particolarmente esperte che, spinte dalla "fame" dovuta al momento contingente, si metteranno a ciclostilare i piani di utilizzo riducendoli ad un mero adempimento burocratico e, come tale, ampliando lo "spead" tra valore economico reale della prestazione e valore effettivamente richiesto!!
Come fare per erigere un firewall??


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)
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Il problema non è la "concorrenza" di tecnici esperti e qualificati come S. Zanarello, con i quali,anzi, il confronto reciproco sarebbe più che proficuo e più che auspicabile, bensì l'afflusso in massa di altre figure non particolarmente esperte che, spinte dalla "fame" dovuta al momento contingente, si metteranno a ciclostilare i piani di utilizzo riducendoli ad un mero adempimento burocratico e, come tale, ampliando lo "spead" tra valore economico reale della prestazione e valore effettivamente richiesto!!
Come fare per erigere un firewall??


Dovrebbe essere un compito degli Enti fare questa selezione, respingendo i documenti non idonei.
Della qual cosa, purtroppo, non nutro eccessiva fiducia...

Anchè perchè, proviamola a vedere dall'altro lato, quello ad es. dell'impresario edile che deve dare l'incarico per sbrigare queste pratiche, probabilmente viste come l'ennesima rottura di cojoni della burocrazia.
Voi paghereste 2000 € al geologo (o ingegnere) coscienzioso o 500 € all'improvvisato di turno, sapendo che poi il documento viene comunque approvato?


Stefano Zanarello
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La base del regolamento è stata scritta da un geologo, per quello traspare l'imprintig tecnico.

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