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Vedi, nell'ambito di una altra singolare vicenda in cui, aimè mi sono trovato coinvolto, un'ingegnere d.l. di opere di urbanizzazione, per contestare (sic) alcune opere in calcestruzzo, pensava bene di rivolgersi ad un geologo/a, per fagli predisporre una relazione inerente ad alcune indagini strutturali (carotaggi) disposte su dei muri di recinzione privati e su massetti di sottofondo ai marciapiedi di urbanizzazione, realizzati in calcestruzzo.
Il geologo, ignorando i risultati ufficiali di laboratorio che richiesti dallo stesso D.L. erano emersi positivamente, daillo schiacciamento dei provini prelevati dai getti, si avventurava in una serie di valutazioni soggettive sulla qualità e sulle resistenze del cls. emerse dallo schiacciamento dele carote.
In effetti, le valutazioni del geologo che avrebbero potuto essere cmq. il risultato di esperienze più o meno ufficiali, oltre che da richiami impropri al Cestelli - Guidi erano infarciti di sciocchezze incredibili come ad esempio l'affermazione che il frammento di acciaio d'armatura avrebbe sopravvalutato il risultato presuntivamente scarso ottenuto dallo schiacciamento della carote.
Il geologo si lagnava di non aver potuto sottoporre a prove di schiacciamento il magrone dei massetti, non riuscendo quindi a distinguere tra un calcestruzzo a composizione (quello posto in opera) e un cls a resistenza garantita.
Era evidente che il professionista non conosceva neanche le norme U.N.I.
Evitando nell'occasione di evidenziare quale fosse il traguardo da raggiungere, posso affermare che l'ordine dei geologi si è rifiutato di rispondere alla mia legittima richiesta di chiarimenti sulla liceità dell'operato del suo iscritto.
Il rifiuto, peraltro non è stato mai formalizzato per iscritto, ma solo preannunciato attraverso una telefonata al mio cellulare.
Cercando di capire da cosa derivasse tale comportamento omertoso, mi rivolgevo a qualche altro geologo di mia conoscenza, ricevendo risposte elusive e qualche volta anche espressioni eloquenti.
Solo dopo la risposta, anche questa un pò sofferta, da parte dell'ordine degli ingegneri, che di fatto asserivano l'incompetenza professionale del geologo in merito alle indagini sui calcestruzzi come da relazione, riuscivo a capire il motivo di tanto silenzio: il geologo, iscritta solo da qualche mese al relativo albo, era sorella del tizio che doveva esprimersi in un giudizio arbitrale su quei calcestruzzi e moglie del caio che lavorava in in certo ufficio pubblico; entrambi i fratelli erano figli di un ex potente; peraltro il marito della donna era molto vicino, addirittura lavorava nello stesso ufficio di colui che, pur essendo un funzionzrio pubblico, di fatto collaborava alla stesura di progetti pubblici e privati nello stesso studio di quell'ingegnere che in pratica aveva usato la geologa ncompetente per raggiungere i propri sciagurati obiettivi senza rischiare nulla.
Non avete capito nulla? siete giustificatissimi!
Pensate che partendo da zero ho impiegato tre anni a capacitarmi dell'operato di questi signori.
Indovinate chi è il consulente del lottizzante?
Dal faceto passiamo al serio.
Se foste voi a dover relazionare sui terreni presenti nell'alveo (marno argillosi - più argillosi che marno) consigliereste di fondare su plinti isolati, indicandone persino le misure o, vi limitereste a relazionare sulle caratteristiche fisiche e tecniche dei terreni interessati?
La domanda mi sembra pertinente; voi cosa ne dite?
Grazie delle eventuali risposte.