|
0 membri (),
331
ospiti, e
1
robot. |
|
Chiave:
Admin,
Mod Globale,
Mod
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391
Member
|
OP
Member
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391 |
La mia domanda era mal posta all'inizio credo. Quello che intendevo era "Chi è stato/è il Theis dell'idrogeologia italiana?".
Ovvero, chi ha: a) dato un significativo contributo all'idrogeologia italiana? b) dato un significativo contributo all'idrogeologia internazionale? c) ha fatto parlare di se nella comunità degl'idrogeologi a livello internazionale?
Se dovessi andare negl'Stati Uniti, e pronunciassi il nome di Zuppi, Celico, Chiesa, etc. tra 1000 idrogeologi americani, quanti alzerebbero la mano riconoscendo uno o più di questi nomi (o altri nomi che avete fatto voi)?
Antonio
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2005
Posts: 1,886
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2005
Posts: 1,886 |
inaspettate condizioni geologiche durante perforazione Secondo te dove era più probabile intercettare grossi quantitativi d'acqua nella sequenza carbonatica-dolomitica al di sotto di Vado di Corno e la piana di Campo Imperatore oppure attraversando il flysch della Laga aggirando tale massiccio carbonatico a nord-ovest? Insomma non è che ci volevano conoscenze tanto approfondite...Per quanto ricordo nell'incontro organizzato dal prof. Crescenti alcuni anni fa, per convincere la comunità scientifica della utilità del terzo traforo, in cui invitò a supporto il prof. Celico e l'ing. Aurelio Misiti, allora Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP., il prof. Celico non fece nessuna obiezione al progetto...che prevedeva un chilometro di galleria in falda..il concetto era che tanto aggiungere danno al danno già arrecato (600 mt di abbassamento della falda acquifera a seguito delle due gallerie) cambiava di poco....infatti questa estate abbiamo avuto una crisi idrica che ha visto molti alberghi senza acqua e i turisti andare via (il prossimo anno è previsto "el Niño") il problema ha riguardato anche l'acqua utilizzata dagli invasi (a compenso di quella non più sufficiente del Gran Sasso) che ironia della sorte dopo tanta siccità con una improvvisa e consistente pioggia è stata intorbidita mettendo fuori uso i potabilizzatori....cioè oltre a berci l'acqua dei laghi, quando piove tanto, non può essere utilizzata...e tutto questo per i due trafori...immaginiamo il danno di un terzo traforo....lasciamo perdere va...
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2002
Posts: 25
Junior Member
|
Junior Member
Iscritto: Oct 2002
Posts: 25 |
Ottorino Borgogni 
potius sero quam numquam
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391
Member
|
OP
Member
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391 |
Ottorino Borgogni Non ho chiesto di elencare i più grandi truffatori della storia ...
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814 |
Comfermo non Italiani mi sono formato con castany. Ho poi visto bei lavori di quail he anno fa napoletani sugli ammssi calcarei fratturat
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1 |
Tornado alla domanda iniziale :secondo voi chi sono gli idrogoelogi che hanno caratterizzato l'idrogeologia italiana dagl'inizi ad oggi?
Mi limito agli inizi: Il padre dell'idrogeologia italiana, a mio modesto parere, è senz'altro il Prof Mario Canavari della Regia Università di Pisa.
Trovai il suo "manuale" su di una bancarella a Pisa con la copertina ricoperta ancora gli schizzi di fango dissecati dell'alluvione dell'Arno del 1966, al non "modico" prezzo per l'epoca di 10.000 lire ( la miscela al 6% di olio per la Vespa costava allora 125 £/litro).
Nel suo Manuale di Geologia Tecnica ,edito nel 1928,Canavari dedica alla idrogeologia ben trecento pagine: per l'esattezza da pag.361 a pag 963.
Nessun aspetto della idrogeologia è tralasciato.
Cito i titoli di alcuni capitoli: metodi per determinare la velocità delle acque soterranee nei terreni permeabili,studio delle acque termominerali, studio delle derivazioni per scopi potabili delle acque freatiche esistenti nelle alluvioni presso i fiumi ed eventualmente anche ravvenate, considerazioni sulle frane di fronte all'idrogeologia.
Insegnando il Canavari anche alla Reale Scuola d'ingegneria di Pisa, il suo Trattato (perchè di trattato si tratta e non di un manuale) è ricco di formule e formulette senza tante derivate ed integrali ma non per questo meno efficaci nelle determinazioni quantitative .
Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 07/10/2012 09:58.
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1 |
Mi sono dimenticato di scrivere che è unamemente riconsciuto come il primo erudito che scrisse di idrogeologia in modo razionale in Italia sia stato Antonio Vallisneri (1661-1730), emiliano d'adozione perchè visse a lungo a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, cittadina posta sulle ultime propaggini collinari appenniniche.
Per primo diede un grande contributo alla comprensione della circolazione delle acque sotterranee attraverso la "lezione Accademica intorno all'origiene delle fontane" edita nel 1715.
Vellisneri non limitò solo all'idrogologia i suoi studi nell'ambito delle scienze della terra ma raccolse e tramandò interessantisisme notizie sui metodi di sfruttamento minerario delle manifestazioni spontanee di idrocarburi liquidi presenti nel modenese e nel reggiano e sull'impiego del petrolio stesso a fini terapeutici fra cui quello nella lotta ai pidocchi (impiego che si è protratto sino al dopoguerra, quindi agli anni 50 del secolo scorso).
Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 08/10/2012 17:39.
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391
Member
|
OP
Member
Iscritto: Apr 2005
Posts: 391 |
Continua così Antonio. Ho trovato Valisnieri qui: http://archive.org/details/lezioneaccademic24vallSarebbe bello se qualcuno ci indicasse una fonte online per Canavari. Visto che sono ormai passati 70 anni dalla publicazione dovrebbe essereci qualche fonte online. No? Oppure mi sono perso qualcosa in questi anni e qualcuno ha alzato il limite?
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1 |
Visto che siamo in tema di padri italiani delle Geoscienze secondo me merita tale titolo anche Gaetano Rovereto con il suo trattato in due volumi di geologia morfologica (geomorfologia) edito da Hoepli negli anni 20 del secolo scorso.
Il primo volume tratta "delle basi e generalità" della geomorfologia , contiene 250 incisioni e XVI tavole ed è di ben 641 pagine.
Il secondo volume sui tipi regionali della gemorfologia contiene 178 incisioni e XXII tavole ed è di ben 541 pagine ( il termine incisioni equivale e figure).
L'opera è edita da Hoepli ed è rarissima (ci vuole un colpo di fortuna notevole per trovarla sulle bancarelle dei libri usati, e un colpo di fortuna ancora maggiore trovarlo a un prezzo ragionevole).
L'opera comunque merita per la sua completezza perchè in essa sono citati con abbondanza geositi di tutt' Italia oltre dell’Argentina (Patagonia in particolare).
Un altro trattato sull'argomento di tale mole e completezza non mi risulta che esista per lo meno Italia.
|
|
|
Link Copiato negli Appunti
|
|
Vendo
by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Forum34
Discussioni21,080
Post147,877
Membri18,157
| |
Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
|
|
|
|