Ma in questo caso specifico secondo te può esistere una normativa che vieti le fondazioni superficiali in alveo? E allora dovrebbe dire anche quando devono essere profonde! In base a cosa?
La circolare integrata al DM è chiara! Nel dire che le fondazioni in alveo o golena devono essere adeguatamente protette e approfondite obbliga il progettista ad eseguire studi specifici! Tali studi dipendono, come già detto, dal terreno, dalla velocità critica di trascinamento, dalla disposizione della pila, dalla velocità media della corrente ecc., oltre che al fatto se l'alveo risulta già di per se in fase d'erosione regressiva.
E' come se ci fosse una normativa generica che a prescindere dagli approfondimenti vietasse un tipo di fondazione su un tipo generico di terreno. Credo che anche se in forma cautelativa ciò non sia corretto.
Anche la nuova normativa "Norme Tecniche sulle Costruzioni" (uno può applicare entrambi Circolare integrata al DM o nuova normativa) Cita:
6.2.2.5. Compatibilità idraulica
Per opere in attraversamento di corsi d’acqua naturali o artificiali, il progetto dovrà essere
corredato da una relazione riguardante i problemi idrologici, idrografici ed idraulici
relativi alle scelte progettuali, alla costruzione ed all’esercizio del ponte.
L’ampiezza e l’approfondimento delle indagini e della relativa relazione tecnica saranno
commisurati all’importanza del problema ed al grado di elaborazione del progetto.
Va evitata la realizzazione di pile nell'alveo di piena ordinaria, salvo casi eccezionali,
rigorosamente motivati e da sottoporre al parere preventivo delle competenti Autorità di
Bacino. Qualora ciò si verificasse e, in ogni caso, per pile e spalle in zone golenali o in
zone potenzialmente interessate da correnti idrauliche, sono richiesti uno studio dei potenziali fenomeni di erosione e di scalzamento e la definizione delle azioni idrauliche .
Per la valutazione dell'azione idraulica agente sulle pile e sulle spalle il periodo di ritorno
sul quale va valutata la massima intensità dell'azione è assunto pari 200 anni.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti