Alessandro P., ho letto i tuoi post, se in italia ci sono poche persone qualificate in quei settori (mining, petroleum geology, etc.) lo dobbiamo ancora una volta alla "splendida" universita' italiana, con programmi obsoleti, poco o nulla legati alle reali esigenze lavorative, scarsissime strumentazioni sia geologiche sia informatiche sia di laboratorio, etc.
L'inglese, poi, nella maggior parte delle universita' estere (perfino da queste parti, nel sud est asiatico da cui ti scrivo) si usa fin dai primi anni, lo parlano perfettamente tutti i professori, le lezioni sono tenute in inglese, i testi di studio idem, gli studenti (sia del posto sia quelli di altre nazioni) scrivono, parlano e fanno esami comunemente in inglese.
Quanti nostri professori sono invece in grado di tenere conferenze in inglese, di scrivere agevolmente una pubblicazione in inglese, di comunicare senza problemi con professori, ricercatori e studenti stranieri? Pero' quasi tutti si atteggiano a grandi luminari internazionali, ed e' ben difficile entrare nel giro accademico italiano se non sei imparentato o amico di famiglia di qualche "barone".
Io l'inglese e la formazione piu' specifica nel mio campo me la sono fatta da solo, i pochi soldi che avevo da parte (guadagnati da solo) me li sono andati a investire in corsi di inglese, workshop all'estero, master in UK, etc.
Allo stesso modo ho sempre rinunciato a macchine, vacanze, fidanzate, promesse spose, etc.
Diciamo pure che e' dal lontano '85, quando avevo 15 anni, che ho iniziato a capire quanto l'italia stesse andando alla deriva, e infatti ho sempre avuto il pensiero di fuggire all'estero.
Per me il sistema italia ormai sta collassando malamente, io la vedo abbastanza grigia (per non dire nera) sia al sud sia al centro nord, per giovani, adulti e anziani, e anche per quelli che hanno studi professionali gia' avviati da anni, e per me sara' cosi' chissa' quanti anni ancora (ci vorranno decenni per risanare un paese devastato da almeno 30 anni e passa di malaffare politico).
Poi alla fine e' tutta una questione di scelte di vita: io sono anni che sto facendo il girovago e ho rinunciato a tante cose, pero' mi sento ancora giovane e le mie soddisfazioni professionali stanno arrivando.
Se uno vuole per forza restare in italia vicino ai genitori, alla fidanzata, ad amici e parenti, nella propria citta', etc., deve saper anche accettare le misere prospettive offerte dall'Italia.
E mi sa che tra poco all'estero non ci andremo piu' con gli aerei, ma magari ci dovremo andare anche noi sui barconi come i poveracci africani ed asiatici!