Ringrazio te e Michele per le manifestazioni di stima ed a Michele che mi ha inopinatamente definito più autorevole di lui rispondo che sono semplicemente più vecchio (ahimè).
Quanto all’argomento “certificazione delle indagini” non so se sono idoneo a discuterne perché a mio parere è un falso problema.
Chi deve essere certificato è infatti chi esegue l’indagine non la ditta per cui lavora la cui attrezzatura e organizzazione incidono in maniera non significativa sulla qualità delle indagini stesse.
Quando preparo un modulo di offerta per una campagna geognostica (sondaggi, prove in situ) una delle voci a cui le ditte devono rispondere è quanti sono i sondatori con diploma federale che ne fanno parte (lavoro principalmente in Svizzera) e se non ce sono scelgo comunque la persona che mi aggrada, conoscendola per esperienze precedenti, tra quelle che mi vengono proposte.
Certo è che anche chi segue le indagini (noi geologi)deve saperne abbastanza per apparire autorevole agli occhi del caposondatore del quale altrimenti sarà alla mercé con esiti potenzialmente disastrosi.
È mia opinione infine che l’appartenenza all’AGI non sia una discriminante perché se si vuole incidere sul problema il nostro Ordine Nazionale dovrebbe semplicemente dire all’Ente delegato a decidere che dovrà prima obbligatoriamente confrontarsi con una sua delegazione (composta al massimo da 5 persone con competenze specifiche).


Gianni Togliani