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Da più di un mese c'è un intenso sciame sismico nel Pollino

Il punto è esiste qualcuno al mondo capace di prevedere se susseguirà una forte scossa? no

Esiste qualcuno al mondo capace di prevedere se non susseguirà una forte scossa? no

Ci sono ipotesi suffragate da dati e ipotesi contrarie suffragate da dati, ma se qualcuno da quelle parti va a dormire tranquillo è solo perché dorme in un bell'edificio costruito con criteri antisimici

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il documento è stato reso reso noto solo dopo il terremoto quindi dov'è il nesso causale? Ammesso che quel documento conteneva rassicurazioni...io non le ho trovate.


Il documento era noto però ai membri stessi tra cui Di Berardinis che ha usato i contenuti per 'rassicurare'.

Il documento non conteneva esplicite rassicurazioni, ma ne conteneva di implicite, vedi la perdita di energia nei foreshocks, il comportamento degli edifici...

C'è stata poi l'omissione del quadro sismico regionale, le carte INGV, l'articolo di Boschi et al., la carta di Faenza et al., la cronologia dei terremoti nell'aquilano... Avere omesso dati che deponevano a favore di un serio rischio (a lungo termine, sì, sono d'accordo, ma il PM non ha fatto distinzioni), il tono del documento è stato falsamente rassicurante quando non vago e ambiguo.

I 7 componenti sono stati ritenuti solidalmente responsabili dell'intero contenuto del documento, poichè si sono tutti espressi nella riunione, quello che hanno detto è stato inserito a verbale, hanno firmato e non c'è stato dissenso formale da parte di qualcuno.

Non non c'è stato dissenso poi espresso pubblicamente quando ci sono state le pubbliche 'rassicurazioni' per cui per l'accusa erano d'accordo con quanto si diceva, rassicurando, nelle pubbliche trasmissioni televisive.

Questo è quanto è scritto nella requisitoria.


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Luca...Luca l'intervista a De Bernardinis è avvenunta prima della riunione e mandata in onda dopo non lo sapevi? Gli altri componenti non erano nemmeno al corrente. E' noto ma vedo che tu sempre guardi solo in una direzione.

Infatti il giornalista non gli chiede "ci può dire cosa è emerso dalla riunione?" e poi alla fine sempre il giornalista propone di bere un bicchiere di montepulciano.
Quando si dice che la stampa non c'entra nulla con questa vicenda vero?
http://www.youtube.com/watch?v=kLIMHe0NnW8
Il dissenso per un verbale che non presenta conclusioni ma singole considerazioni? E quali sono queste conclusioni? La cosa che invece accomuna tutti nel verbale è quello di intensificare, per quanto di competenza dei presenti (sindaco..regione..) le azioni di prevenzione.
Il dissenso per qualche incauta rassicurazione dopo la riunione (mi dici quale per favore?) non poteva esserci perchè non risulta che sia stata fatta a nome della commissione...come faccio a dissentire da un qualcosa che non ha a che fare con le mie considerazioni o che non sono state fatte a nome dell'intera commissione?

Queste si che sono considerazioni intelligenti..anche io inizio ad aver seriamente paura di chi procede con tale logica:
http://silviabencivelli.it/2012/processo-dell%E2%80%99aquila-perche-credo-che-non-ci-sia-niente-da-festeggiare/

Ultima modifica di Alex-64; 24/10/2012 07:09.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Vado di fretta e purtroppo mi sa che non riuscirò a proseguire nella lettura degli atti perchè sono intervenuti dei problemi personali. Le questioni che sollevi sono trattate dalla pagina 54 in poi della requisitoria (vedi anche pg. 122 per l'intervista, pg. 145, dal capoverso in poi; ma sono tralci, bisognerebbe leggere tutto il ragionamento).
Io credo che la commissione si sia comportata malissimo e che lo abbia fatto consapevolmente. Questo, che gli è stato contestato e che è la motivazione della condanna, mi trova d'accordo. Sono perplessa invece per il nesso di causalità tra il loro comportamento e la morte di quelle persone (a proposito, la gente ha capito che sono stati condannati per la morte di tutte le vittime e per questo fa i calcoli e le divisioni... Anche la stampa estera in buona parte non ha capito niente, se solo i giornalisti si prendessero più briga di informarsi meglio o di abbandonare la loro ricerca del sensazionalismo: qui si sono giudicate persone che avevano un compito importantissimo e lo hanno svolto in maniera pessima e moralmente condannabile. Poi, da qui al penalmente bisogna vedere, e per farsi una idea bisognerebbe leggere le motivazioni della condanna).

Ultima modifica di DanielaP; 24/10/2012 07:43.
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Daniela ti posto questo articolo da un blog dove le considerazioni sono più interessanti di quelle chi si fanno su questo che dovrebbe essere un blog tecnico o scientifico:

Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare
BY SILVIA, ON OCTOBER 23RD, 2012


Il titolo esatto di questo post dovrebbe essere perché sono ventiquattro ore che provo una terribile vergogna per il mio paese, per i miei colleghi, per quello che sento dire. Vergogna mista a un terribile senso di impotenza. È una sentenza umiliante per tutti gli italiani, eppure vedo gente festeggiare. Mentre la mia minoranza d’elezione, quella dei giornalisti scientifici, si indigna e si affanna a precisare. E non serve a niente, a niente. Ho la sensazione, sempre di più, di vivere in un paese fermo al Medioevo: irrazionalità, furia degli elementi, forconi e falò. Il mondo, lo sapete il mondo? Il mondo ci ride dietro. Che vergogna. Che vergogna. Ma sarebbe troppo lungo.

Non mi interessa, oggi, definirlo processo alla scienza o agli scienziati o alla comunicazione della scienza o boh. Non mi interessa, oggi, dire che è una occasione per riflettere sul rapporto tra scienza e politica, scienza e cittadini, scienza e rischio… Il nostro paese non ci ha mai fatto mancare queste opportunità e farlo all’indomani di una sentenza per omicidio colposo plurimo, questa sentenza in particolare, mi sembra cinico, snob, inutile. O comunque, oggi non mi interessa.

Oggi mi interessa che riusciamo a fare chiarezza, davvero, su un processo animato da un senso di vendetta imbarazzante e baro, che probabilmente ha obnubilato anche l’umana pietà e il comprensibile dolore. Sembriamo quello che tira una freccia al vento per farlo sanguinare. Il suo dolore è anche il mio, sapere che i bambini dormono sul letto del Sand Creek: ma a che serve tirare frecce al vento?

Oggi, quindi, proverò solo a elencare qualche punto della vicenda.
(Per altri chiarimenti rimando al blog di Marco Cattaneo, a Oggiscienza, al blog di Leonardo Tondelli sull’Unità, a Pietro Greco su Scienza in rete e agli articoli di Nicola Nosengo su Nature e al suo commento su Scienza in rete).

Non è un processo a Bertolaso. Bertolaso in questa fase non c’è, non è tra gli imputati. Forse oggi lo abbiamo capito, ma mi ricordo bene che qualche mese fa ho dovuto insistere per convincerne colleghi, i miei colleghi migliori, convinti che adesso a Bertolaso facciamo un culo così. Perché l’intercettazione in cui Bertolaso apparecchiava la riunione della Commissione Grandi Rischi (Cgr) che è finita sotto processo è uscita quando eravamo ancora lì con la storia del Salaria Sporting Village e delle ripassatine. Ma sono due cose diverse. Un paese in cui i giornalisti di sinistra (e vorrei potermi sentire di sinistra anch’io, cavolo), dicevo, i giornalisti di sinistra, i miei amici, si fanno idee di questo tipo e lavorano in questo modo è un paese che mi fa paura.
Tra gli imputati c’è chi, invece, quella mattina lì ha partecipato alla riunione. Punto. Compreso l’allora direttore del Centro nazionale terremoti (uno scienziato a capo di un organo tecnico, non un politico) che accompagnava il suo capo, l’allora presidente dell’Ingv Enzo Boschi, ma che della Cgr non faceva parte. A me un paese che butta dentro un processo uno che, di fatto, non c’entra niente, è un paese che fa molta paura. Penso che un giorno potrebbe toccare anche a me.
Ah: a processo non ci sono, invece, i politici che quella mattina, in quella stanza, c’erano e ci dovevano essere, e avevano responsabilità ben maggiori dei tecnici. E perché?
La storia dei ricchi gettoni è imbarazzante. Se domani mi propongono di far parte di una Commissione per la valutazione dei rischi connessi alla comunicazione della scienza fatta un po’ come cavolo ci pare, beh, a me sembra normale avere un gettone. A voi no? Prendereste un rischio (e un lavoro) gratis? Nella fattispecie, però, vi dirò con sorpresa, non tutti gli imputati sono stati pagati per essere stati lì (diciamo che per quanto ne so io non sono stati pagati, ma non posso escludere che qualcuno lo sia stato). Un paese che strilla alla casta senza prima informarsi, che tira fuori storie di ricchi gettoni ogni tre passi, è un paese che a me fa paura, o forse, ed è peggio, noia.
Uno dei perni della vicenda è un’intervista che il vicecapo di Bertolaso rilasciò a una televisione locale e in cui sosteneva la famosa teoria dello scarico dell’energia, teoria priva di senso scientifico secondo le conoscenze attuali (e che dunque, oggi, nessuno scienziato sosterrebbe con quelle parole). La teoria dice che uno sciame sismico prolungato scaricherebbe l’energia e impedirebbe una botta maggiore. cavolate. Tipo come quando ti dicono piangi e scaricati, vedrai che passa. cavolate, se uno piange piange. Poi potrebbe smettere di piangere o avere una ragione per continuare a farlo, o addirittura buttarsi da un balcone.
Però l’idea di Bertolaso, come si evince dalle intercettazioni, era di usarla per convincere la popolazione che non ci fossero rischi. Peraltro, in quel periodo c’era un certo Gianpaolo Giuliani che stava seminando il panico per la profezia (sbagliata, no?) dell’arrivo di un terremoto a Sulmona. Quindi fu impapocchiata, male, una specie di risposta in cui i cittadini avrebbero dovuto credere alla scienza chiunque gliela presentasse.
Però c’è un particolare.
L’intervista fu registrata prima della riunione della Cgr e mandata in onda dopo. La situazione me la immagino: venga stamani, così facciamo prima, tanto immagino che saprete che cosa verrà detto… Succede, succede immagino molte volte. Solo che quello che fu detto in quella intervista non sarebbe stato sottoscritto da molti dei partecipanti alla riunione. E questi ne erano del tutto ignari. Allora perché incolparli?
Un pasticcio colossale. Ma mi spiegate perché a farne le spese devono essere persone (non sto parlando del gruppo dei sette, ma dei singoli imputati) che di quella intervista ne sapevano quanto noi? Persone a cui quelle parole sono state messe in bocca per disattenzione. Neanche la disattenzione è un omicidio, ma a chi proprio non c’entra niente che colpa vogliamo dare? Un paese che confonde gli imbroglioni e gli imbrogliati è un paese che mi fa una grande paura.
Chi ha ascoltato quella intervista, si è detto, è stato impropriamente rassicurato. Mi spiegate però come si fa a dire che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero? Questo paese mi fa paura davvero.*
Il verbale della Cgr fu redatto dopo, dopo il terremoto. Si è detto che è un verbale sciatto. Sono comparse versioni varie della cosa. Sicuramente un pasticcio colossale anche quello. Mi viene da dare ragione a chi, però, dice, che occhei: non bisognava farlo dopo, è una inadempienza grave. Ma proprio perché è stato fatto dopo come si fa a dire che è stato quello a convincere la gente di cui al punto 5? Un paese che imposta un processo con almeno due confusioni tra i prima e i dopo mi fa un po’ paura, a voi no?
Non sono di quelli che pensano che la scienza debba essere l’unico sistema di conoscenza del mondo (mi piacerebbe molto che lo fosse, ma so di non poterlo imporre a tutti). Sono però profondamente convinta che in certi casi sia davvero il migliore. Se mi chiedo perché ogni mese mi vengono le mestruazioni, sarò mica malata o impura? Credo che la risposta della scienza sia migliore di qualsiasi altra risposta mistica, religiosa o di buon senso che l’umanità si sia mai data.
Una sentenza come quella dell’Aquila, e le cronache che stanno seguendo, porta un sacco di brava gente (a quelli in malafede non voglio nemmeno pensare) a credere che invece possa essere considerata uno dei fattori in ballo, opinabile quanto gli altri. E che l’opinione di uno scienziato, su fatti tipo terremoti e mestruazioni, sia paragonabile a quella di un mago, di un Paperoga con le sue invenzioni da garage o di un aruspice in saio che scruta il volo dei piccioni. No. Non è così. È per questo che il resto del mondo occidentale ci ride dietro.
Altra conseguenza: ma secondo voi, domani, i sismologi (anche considerando tutto quello che ha detto e fatto loro Grillo, quel Grillo che oggi nei sondaggi viaggia verso il 20% di preferenze alle prossime elezioni) accetteranno di andare in tivvù a spiegare che cosa sta succedendo sul Pollino o in Emilia e in tutti i posti che, proprio adesso, stanno tremando come matti?
Scusate, avevo detto che oggi la teoria non mi interessava. È solo che volevo concludere con la cosa che mi fa più paura di tutte: che la brava gente, che si trova dall’una e dall’altra parte, oggi abbia rinunciato a parlarsi e ad ascoltarsi. Un paese che deve per forza avere un colpevole, che impugna il forcone e convince la brava gente a uno schieramento manicheo contro altra brava gente, è un paese che mi fa una enorme paura.
Per questo credo che non ci sia niente, ma proprio niente, di cui essere felici.



*Mi hanno fatto giustamente notare che questa frase potrebbe essere fraintesa e letta come un’accusa di pecoronaggine che proprio non volevo muovere. La modifico così, a posteriori, qui in calce: “Mi spiegate però come si fa a sostenere che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero non ci sono mille altre ragioni perché uno pensi: basta, da stasera voglio tornare nel mio letto? Davvero vogliamo dirci che, tra le mille cose che saranno successe, e con prove abbastanza opinabili, almeno in parte, sia stata solo l’intervista letta sul giornale o sentita in tv a convincere una persona a rientrare? Davvero stiamo sostenendo che la tv possa fare tanto?”.


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Daniela ti posto questo articolo da un blog dove le considerazioni sono più interessanti di quelle chi si fanno su questo che dovrebbe essere un blog tecnico o scientifico:
Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare
BY SILVIA, ON OCTOBER 23RD, 2012

... “Mi spiegate però come si fa a sostenere che è per quella intervista trasmessa sulla tivvù locale che ha deciso di tornare a casa proprio quella notte in quelle case? Davvero basta sentire le cose in tivvù? Davvero non ci sono mille altre ragioni perché uno pensi: basta, da stasera voglio tornare nel mio letto? Davvero vogliamo dirci che, tra le mille cose che saranno successe, e con prove abbastanza opinabili, almeno in parte, sia stata solo l’intervista letta sul giornale o sentita in tv a convincere una persona a rientrare? Davvero stiamo sostenendo che la tv possa fare tanto?”.



No, qui appare errato il concetto proposto da Daniela, almeno giuridicamente (e anche secondo logica).
È evidente, almeno secondo il giudice, che, dalle testimonianze depositate agli atti e presenti in requisitoria, le cose sentite in tivvù hanno concretamente influenzato il comportamento dei cittadini. Certo, potrebbero essere stati anche altri i motivi concomitanti che hanno indotto le vittime a rimanere negli edifici crollati, ma se non erro nelle procedure penali un contributo di un azione, anche se non predominante, ad un effetto, costituisce un efficace motivo di condanna.
In altre parole, se la vittima era stanca, avrebbe potuto decidere di rimanere a casa anche senza le rassicurazioni. Ma le rassicurazioni potrebbero anche essere stato il fattore decisivo e finale che ha indotto a rimanere a casa, in maniera concomitante con gli altri fattori.
In ogni caso per ogni singola testimonianza è stato stabilito il nesso causale tra rassicurazioni e decisione finale di permanenza nell'edificio.


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Luca...Luca l'intervista a De Bernardinis è avvenunta prima della riunione e mandata in onda dopo non lo sapevi? Gli altri componenti non erano nemmeno al corrente. E' noto ma vedo che tu sempre guardi solo in una direzione.
...Il dissenso per qualche incauta rassicurazione dopo la riunione (mi dici quale per favore?) non poteva esserci perchè non risulta che sia stata fatta a nome della commissione...come faccio a dissentire da un qualcosa che non ha a che fare con le mie considerazioni o che non sono state fatte a nome dell'intera commissione?


Alex, il verbale incrimanto è datato 31/03/2009, il sisma è avvenuto il 06/04/2009, è ovvio che il nesso causale cronologicamente compatibile si riferisce a questi 7 giorni, se non fosse così le considerazioni di Picuti (PM) e Billa (Giudice) non sarebbero altro che un castello di carte per cui dò per scontato che ci siano state rassicurazioni in questo lasso di tempo, altrimenti il processo d'appello è già stato vinto dai condannati.
Il dissenso doveva avvenire innanzi tutto all'interno della riunione, non dimentichiamo che si tratta di un documento emanato dai luminari e dove si parla di tutto e di niente e la cui utilità pratica nel contesto del risk management è nulla o peggiore di nulla.
Sul dissenso successivo alle rassicurazioni mediatiche, il dovere della CGR era quello di intervenire, se fosse apparso ai suoi membri che le notizie propagate dai media fossero diverse da quelle proposte nel verbale.
Non dimentichiamo che si trattava di una commissione grandi rischi che doveva fornire consigli di tipo esecutivo nella paventata imminenza di un grande sisma, non stiamo parlando di una riunione condominiale.
Qualcuno porebbe sollevare l'obiezione? E se i membri non vedevano la televisione? L'obiezine è sensata, però, nel contesto, avrebbero dovuto vedere attentamente la televisione ed è scontato che lo abbiano fatto, poichè faceva parte del loro servizio di alta consulenza.


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...Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare
BY SILVIA, ON OCTOBER 23RD, 2012


Il verbale della Cgr fu redatto dopo, dopo il terremoto. Si è detto che è un verbale sciatto. Sono comparse versioni varie della cosa. Sicuramente un pasticcio colossale anche quello. Mi viene da dare ragione a chi, però, dice, che occhei: non bisognava farlo dopo, è una inadempienza grave. Ma proprio perché è stato fatto dopo come si fa a dire che è stato quello a convincere la gente di cui al punto 5? Un paese che imposta un processo con almeno due confusioni tra i prima e i dopo mi fa un po’ paura, a voi no?


La data del verbale è 31/03/2009, 7 giorni prima del sisma.
Se il verbale fosse davvero stato redatto dopo, la difesa avrebbe avuto la vittoria in pugno, ma forse si sarebbero ravvisati altri reati, forse molto gravi, per gli imputati...

Questo punto poco chiaro doveva essere sollevato dalla difesa in maniera molto decisa, lo ha fatto?


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Dal Fatto Quotidiano di oggi...comunque è nella requisitoria:

"quella delicata riunione dei massimi esperti scientifici si conclude incredibilmente senza che venga redatto alcun verbale: il documento attestante le conclusioni di quella riunione viene infatti prodotto e firmato in occasione di una successiva riunione della Commissione Grandi Rischi a L’Aquila avvenuta in data 6 aprile, poche ore dopo il terremoto che ha sconvolto la città e ucciso centinaia di persone. “Qualcuno corregge il testo alla meno peggio e Dolce (Mauro Dolce, capo Ufficio rischio sismico della Protezione Civile, ndr) ce lo fa firmare per ragioni interne"


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Evidentemente il documento ufficiale è basato sulle conclusioni contenute in una bozza di verbale della riunione, bozza in base alla quale sono poi state emesse le varie dichiarazioni, come appare nella requisitoria, pag. 283:

Quote:
Attesero le conclusioni cui sarebbe giunta la Commissione di esperti riunitasi a
L’Aquila il 31 marzo 2009. Vittorini Vincenzo e Spaziani Claudia guardarono insieme
i telegiornali locali e nazionale (RAI e MEDIASET), lessero i giornali il giorno
successivo (La Stampa) che riportavano passaggi delle dichiarazioni rilasciate dai
membri che avevano partecipato a quella riunione, all’uscita da essa e le successive
dichiarazioni. Commentò tutto ciò con Claudia. Si tranquillizzarono, modificando,
conseguentemente, da quel momento le radicate abitudini di prudenza. Ricorda il
teste, le dichiarazioni del prof. BARBERI Franco, la conferenza stampa cui partecipò
il sindaco Cialente Massimo, le dichiarazioni di Stati Daniela e del prof. DE
BERNARDINIS Bernardo. Ricorda le loro parole, la tranquillità dei loro visi mentre le
pronunciavano; ricorda di aver udito che “era chiaro che più scaricava e meglio era”,
una frase che lo colpì costituendo successivamente il fulcro della decisione di
restare a casa la notte a cavallo tra il 5 e il 6 aprile 2009, perché significava che il
sisma perdeva energia, rappresentando un segnale positivo il fatto che ci fossero
tante piccole scosse anziché una “grande”:

Ultima modifica di mccoy; 24/10/2012 12:55.

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