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posto anche qua alcune considerazioni in merito alla condanna:
vado in netta controtendenza e non mi sento di parlare di "agnelli sacrificali" o di criticare le motivazioni della condanna (certo, bisogna prima leggerle e ho l'impressione che molti, sui media (come il nostro collega Mario Tozzi) e su questo forum, si siano espressi senza aver letto la motivazione).
in sintesi la condanna non si basa sull'incapacità di definire la probabilità di una scossa di forte entità (quindi non viene additata l'incapacità di prevedere il sisma! e ci mancherebbe....) ma sul fatto che la commissione ha dato indicazioni in senso opposto e questo, dal punto di vista tecnico, è davvero assurdo!!! anche Tozzi, nel suo articolo pubblicato su qualche giornale ieri, diceva, in sintesi: "non si può condannare qualcuno che non ha saputo prevedere un sisma perchè i terremoti non sono prevedibili". affermazione che si confuta da sola perchè se non è prevedibile un sisma neanche il fatto che non avvegna è prevedibile (come già altri hanno evidenziato) ed è invece ciò che ha fatto la commissione grandi RISCHI!
ora, poniamo l'attenzione sul nome della commissione. a loro nessuno chiedeva di definire la probabilità che ci fosse una scossa di forte entità nei giorni a seguire. ma il ruolo di una commissione grandi RISCHI è appunto quello di definire e gestire un rischio. è questo il punto cruciale! che si basa sia sulla probabilità di un evento che sul suo impatto! e sulla gestione del rischio, così come sulla messa in pratica di misure di mitigazione (controllo degli edifici sensibili, che poi son crollati per primi, esercitazioni, etc. INOLTRE: se è vero come è vero che parte degli edifici sono stati edificati in decenni in cui le norme sismiche non esistevano o non erano applicate con la dovuta attenzione, e se c'era qualche dubbio sulla capacità degli edifici di resistere ad una scossa di forte entità, allora il rischio valutato avrebbe dovuto essere ancora più elevato perchè maggiore era l'incertezza circa l'imopatto del sisma. ovvvero: se devo fare una valutazione del rischio in giappone, per una data probabilità di un dato evento ottengo un certo livello. per lo stesso evento, o un evento di grado inferiore, e a parità di probabilità, in italia il rischio è + elevato in quanto so che gli edifici non sono antisismici oppure non ho la certezza che lo siano!), la commissione ha fatto cilecca in modo clamoroso e, negativamente, esemplare! forse la condanna è eccessiva in termini di entità. ma secondo me il senso e la motivazione non fanno una piega, viste le finalità della commissione!

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Esprimo la mia opinione su queste condanne:
Secondo me la forma è sostanza e la sostanza è forma. Che significa? La riunione è stata tenuta senza un ordine del giorno, si poteva dire qualsiasi cosa su qualsiasi apsetto dell'argomento; non è stato eletto un segretario che doveva sintetizzare il pensiero degli intervenuti o addirittura scriverlo sotto dettatura. Il verbale è stato redatto postumo sulla base di appunti presi casualmente e fatto firmare dai componenti la commissione in un periodo postumo al terremoto. Secondo voi quale valore può avere uno scritto del genere da un punto di vista legale? Su questa carta sono state comminate delle pene pesantissime, sulla base di un interpretazione che risulta lacunosa e fuorviante, mi sembra che Boschi non abbia riassicurato affatto. Come il codice penale dice che non è condannabile per imperizia un medico che tenta un'operazione disperata su un paziente, neanche gli esperti possono essere condannati per un fatto che la scienza non è in grado ancora di capire. Mi sembra del resto che la teoria dello scarico di energia, prima accettata da parecchi, si stia rivelando poco esatta ma era pur sempre una teoria non il pensiero di un ciarlatano. Forse l'unica colpa della commissione è stata davvero quella di non saper prevedere i terremoti ma anche per questo, come si suol dire "ci stiamo attrezzando".
Saluti da Spirifer

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Originariamente inviato da: Spirifer
... Il verbale è stato redatto postumo sulla base di appunti presi casualmente e fatto firmare dai componenti la commissione in un periodo postumo al terremoto. Secondo voi quale valore può avere uno scritto del genere da un punto di vista legale?


Se la difesa non ha eccepito immediatamente la prova, questa è valida comunque.
Se i membri del CGR hanno firmato, vuol dire che hanno asseverato il fatto che durante la riunione hanno parlato proprio di quello che hanno sottoscritto, altrimenti alla imputazione di omicidio colposo si sarebbero aggiunte le aggravanti del dolo.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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La commissione è stata condannata per aver retto il sacco ai politici,d'ora in poi sarà molto più difficile farlo,o fai il tecnico o fai il politico,se fai il tecnico quindi la politica dovrà imparare a subire ciò che hai da dire che gli piaccia o no

Ultima modifica di geo; 24/10/2012 20:14.

Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Finalmente qualcuno che ha capito che non trattasi di processo contro la scienza
http://blogs.scientificamerican.com/gues...-communication/

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Originariamente inviato da: geo
La commissione è stata condannata per aver retto il sacco ai politici,d'ora in poi sarà molto più difficile farlo,o fai il tecnico o fai il politico,se fai il tecnico quindi la politica dovrà imparare a subire ciò che hai da dire che gli piaccia o no


Per lanciare questa calunnia devi dimostrare chi erano i politici e la motivazione politica altrimenti è pura calunnia.
Comunque per farti capire come vanno le cose in Abruzzo se ci spostiamo ad appena 60 Km a Teramo per il crollo di una discarica costruita sopra un calanco sono stati assolti i tecnici, progettisti e direttori dei lavori, mentre sono ancora sotto processo i politici e lo stesso magistrato Billi che ha emesso la condanna proviene da due anni da quel tribunale.

Ultima modifica di Alex-64; 25/10/2012 07:06.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Evidentemente il documento ufficiale è basato sulle conclusioni contenute in una bozza di verbale della riunione, bozza in base alla quale sono poi state emesse le varie dichiarazioni, come appare nella requisitoria, pag. 283:


Potresti dire quali sono le dichiarazioni emesse dopo la riunione? E da chi a chi? Così giusto per non fare come chi sostiene che "Ehh si lo sentito dire anche io alla Rai a Mediaset a rete 8" C'è stato un comunicato stampa? Dov'è la registrazione della conferenza stampa che è seguita? Ma dai su queste basi di accusa neanche nel medio evo si condannava una persona.......
Insomma tra i condannati c'è chi ha contribuito a definire la pericolosità sismica aquilana che poi è diventata legge mentre un consiglio comunale ne votava la declassificazione...questo è il contesto culturale in cui la commissione si è trovata.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Articolo tratto da Linkiesta
Quale Galileo, scienziati condannati per asservimento
Jacopo Barigazzi

Il processo dell'Aquila che ha condannato gli scienziati per le vittime del terremoto non è stato un processo alla scienza. La colpa degli scienziati è quella di aver taciuto tutto quello che sapevano per obbedire a un’esigenza politica. Il che cambia diametralmente la prospettiva della vicenda.

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24 ottobre 2012 - 18:18

No, quello dell'Aquila non è stato un processo alla scienza. Nessun Galileo da tirare in ballo come ha fatto oggi il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Non c'entra Galileo, né Giordano Bruno, né la cultura antiscientifica di matrice crociana di cui è tristemente pervaso il paese. E con questo abbiamo esaurito le buone notizie sul processo dell'Aquila che si è concluso, in primo grado, con la condanna a sei anni, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, al gotha della nostra sismologia, i sette componenti della commissione Grandi Rischi della Protezione Civile (Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva, Gianmichele Calvi). A leggere la requisitoria del pm Fabio Picuti (in attesa delle motivazioni) e le analisi che ne sono uscite, quello che ne viene fuori è meglio e peggio di un processo alla scienza. Si è trattato infatti di una sentenza che più che condannare il metodo sperimentale su cui è basata la ricerca scientifica - ci mancherebbe altro - condanna il modo in cui è stata comunicata. O meglio, il modo in cui non è stata comunicata la verità scientifica raggiunta.

Partiamo da una domanda. Gli scienziati sono colpevolI di quei 309 morti? Risponde bene, su Il Centro, il giornalista Giustino Parisse che ha perso due figli nella tragedia: «Eppure anche di fronte a una condanna tanto dura non riesco a immaginare quegli uomini, che ora potrebbero rischiare il carcere, come gli assassini dei miei figli.[...] No. Non me la sento di gridargli contro la mia rabbia. Quella continuo a gridarla a me stesso. Sono io la causa prima della morte di Domenico e Maria Paola e non me lo perdonerò mai. Certo fra le tante colpe che ho c’è anche quella di essermi fidato della commissione Grandi Rischi credendo a una scienza che in quella riunione del 31 marzo del 2009 rinunciò a essere scienza».

E arriviamo così al punto. Più che un processo alla scienza è stato un processo al modo in cui la scienza è stata usata, al modo in cui, avrebbe detto Althusser, è diventata ideologia. Il Pm, che aveva chiesto una pena inferiore, a 4 anni, afferma nella requisitoria che «le considerazioni che seguono non hanno lo scopo di accertare la fondatezza delle posizioni scientifiche circa la possibilità (o, meglio, l’impossibilità) di prevedere i terremoti; o circa la validità degli studi sui cosiddetti precursori quali strumenti di previsione dei terremoti». Anche perché «i terremoti non si possono prevedere, e questo lo si è già dato per acquisito». Il punto è invece che «ciò che agli imputati era richiesto, per legge, era l’analisi del rischio e una corretta informazione». In pratica, per farla breve, si sono spesi troppo nel tranquilizzare la popolazione.

Ma se è stato un processo all'informazione, allora gli scienziati c'entrano poco da un punto di vista legale e molto da un punto di vista etico. Naturalmente, resta fermo che i processi dovrebbero riguardare solo la legge e il suo mancato rispetto, ma ciò non toglie nulla all’obbligo di guardare a quanto, da quel processo, è stato accertato. L'accusa imputa di aver dichiarato che la famosa riunione del 31 marzo della Commisione Grandi Rischi, nel comunicato stampa, veniva descritta come avente «l’obbiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane» cosa che non sarebbe stata fatta. Non tanto e non solo nel comunicato al termine di quella riunione ma in molte affermazione ai media e anche in alcune intercettazioni, non è stata detta tutta la verità. E non ha certo aiutato la causa degli scienziati la telefonata del 30 marzo 2009, una settimana prima del sisma, in cui Guido Bertolaso (all'epoca saldissimo numero uno della Protezione Civile) chiama Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione Civile, e le spiega che quella riunione della Commissione sarà «un'operazione mediatica».

Gli scienziati avrebbero dovuto essere più netti nel dire che non sapevano con ragionevole certezza se quello sciame sismico avrebbe dovuto essere ragione di preoccupazione o meno. E se non l'hanno fatto, hanno abdicato a quel principio di condivisione delle informazioni su cui è basata la vita della comunità scientifica. Per scrivere la Divina Commedia - si sa - o nasce Dante o nessuno la scrive mentre le grandi scoperte scientifiche sono prodotto del lavoro di una comunità, Leibniz e Newton litigano a lungo sulla paternità del calcolo infinitesimale, Meucci e Bell su quella del telefono... Se gli scienziati non l'hanno fatto è perché, come mostra la telefonata di Bertolaso, c'era un input politico dietro a quella riunione stranamente durata solo un'ora.

Concludendo: la sentenza è sbagliata ma non perché si tratta di un processo contro la scienza. Come scrive Nicola Nosengo, che ha seguito tutta la vicenda per la rivista Nature, «il processo ha provato oltre ogni ragionevole dubbio che quei 29 cittadini de L'Aquila oggi sarebbero sicuramente vivi se quei 7 imputati avessero fatto qualcosa di diverso? Mi pare che la risposta sia no. Gran parte dell'accusa si basa su ciò che altri ricordano sui motivi delle decisioni prese dalle vittime ormai anni fa. Con l'assoluto rispetto che si deve a chi ha perso familiari e amici in quella tragedia, e della cui buona fede non è lecito dubitare, bisogna dire che mandare in galera sette persone su questa base è un grande azzardo giuridico».

Inoltre, il problema morale sottostante (morale, non giuridico) dovrebbe essere posto, almeno al pare degli scienziati, a quella politica che ha dato l'input, trovando nella scienza invece che un argine di verità un docile megafono dei suoi desiderata. Come hanno osservato anche altri, la scienza ha certamente fatto un errore madornale, etico e morale, ad essere prona alla politica, come si vede dal fatto che diversi tra gli imputati hanno apertamente preso le distanze da quei messaggi che finivano con l'escludere la possibilità di un forte terremoto. Ma questo è un problema che abbiamo già discusso, che non riguarda solo la scienza ed ha semmai a che fare con la difficoltà che c'è in questo paese a sapere dire di no al potere. Tale capacità è misurata da un'indice specifico, il Pdi, di cui abbiamo appunto scritto in passato. Anche in questo caso è stata la mentalità servile a fare danni, e questo vale sempre: soprattutto quando la classe dirigente di un paese preferisce cani da compagnia a “cani da guardia”.

Twitter: @jacopobarigazzi

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/sentenza-condanna-l-aquila-terremoto-galileo#ixzz2AIKdZWW7


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Io ci sono stato dopo un mese circa (nel campo di Tornimparte ),so benissimo che clima c'è,so benissimo che razza di costruzioni schifose c'erano,nei pilastri di cemento armato le staffe erano fatte con il filo di ferro che a casa mia si usa per il bucato oltre ad altri obbrobri ingeneristici ma se non parlano chiaro le figure più importanti della protezione civile chi dovrebbe farlo?


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Il punto è invece che «ciò che agli imputati era richiesto, per legge, era l’analisi del rischio e una corretta informazione». In pratica, per farla breve, si sono spesi troppo nel tranquilizzare la popolazione.


L'analisi del rischio al fine di poter dare indicazioni utili deve contenere elementi che attraverso gli studi e le azioni di prevenzione a cui sono preposte per legge le amministrazioni regionali e gli enti locali possono concorrere ad un quadro indicativo utile. Ma se tu arrivi e ti trovi tabula rasa anzi le uniche informazioni che hai sono quelle prodotte dagli organi statali presenti, qualsiasi indicazione che dai sicuramente è fuorviante.
Esempio: se si fosse allarmata la popolazione potevano esserci più morti in quanto molti potevano andare a dormire dai parenti e dagli amici nelle frazioni che hanno subito più danni (per amplificazione sismica, vulnerabilità degli edifici, sorgente sismogenetica attivata e direttività della rottura) in quanto i più preoccupati erano quelli del centro storico dove le scosse si sentivano di più.

Quote:
Se gli scienziati non l'hanno fatto è perché, come mostra la telefonata di Bertolaso, c'era un input politico dietro a quella riunione stranamente durata solo un'ora


Siamo sicuri che i componenti erano a conoscenza di alcune delle cazz..ate che si sono scambiati Bertolaso e la Stati?
Come lo scarico di energia?
Perchè di tale intercettazione si prende solo la parte inerente giuliani e non quella del comunicato stampa regionale?
L'imput perchè è definito politico cosa si intende...quali erano le intenzioni politiche? Questo sarà dimostrato nelle motivazioni della sentenza? Dimostrato dico dimostrato con i fatti e non con le chiacchiere.
Questo è un processo basato sulle chiacchiere sul sentito dire e sulle interpretazioni e su tali basi si possono chiedere 6 anni a tutti?


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