Egregio Troncarelli, quello di farci sentire è un problema di cui più volte si è discusso, anche in questo Forum. Non so se ha seguito i nostri discorsi precedenti al Decreto Sviluppo, ma si è cercato tra noi di combinare qualcosa, ma come è ovvio senza un appoggio da parte vostra (intendendo sia Ordini Regionali che Nazionale)è pressochè impossibile combinare alcunchè. Si, uno può andare a rompere le scatole al proprio Ordine Regionale per cercare di ottenere qualcosa (anche una sola mail informativa da inviare agli iscritti, ovviamente promessa non mantenuta), però non è il singolo iscritto a poter muovere le cose. Perchè non iniziare con una serie di convegni regionali indetti dagli Ordini relativi alle problematiche della nostra Professione, che confluiscano poi in un convegno nazionale?
Inoltre, la comunicazione con stampa o altro deve essere svolta da chi ci rappresenta, non è il singolo iscritto a poterlo fare.
Sono inoltre convinto che di Colleghi pronti a dare una mano ce ne siano parecchi, non necessariamente legati alla questione delle certificazioni (dato che non è l'unico segno di "decadenza" della nostra Professione). Però è ovvio che nessuno ha risorse da gettare in iniziative isolate supportate da nessuno. Io credo che la nostra sia l'unica categoria in Italia incapace di protestare per un chiaro atto di sopruso da parte di poteri forti.
Senza polemica, la mia opinione è che, se gli Ordini hanno un loro senso, è proprio in casi come questo che devono dimostrare di saper mettere in atto quel che serve per salvaguardare i nostri interessi, informando (appunto con riunioni), diffondendo a mezzo stampa (non solo su testate specialistiche) e lottando nelle sedi istituzionali. Come categoria non abbiamo una grande massa critica, ma se coordinata può comunque avere un suo impatto.
PS: sarebbe interessante capire chiaramente chi sono i "non orientati" e per quale motivo la pensano diversamente...
Saluti.


Andrea Alessandrini