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Originariamente inviato da: AndreaEvangelist
LA GEOTECNICA PUO' (e deve, dato che è l'unico a saperla fare, almeno per quanto riguarda la modellazione) FARLA IL GEOLOGO.

Andrea, ti sei risposto da solo. La Relazione geotecnica non è solo il modello geotecnico.
Noi lo sappiamo fornire, ma a patto che lo strutturista ci abbia fornito i carichi; in merito al dimensionamento delle fondazioni è inevitabile ancora una volta, la collaborazione con il progettista dell'edificio. Della serie: nessuno basta a se stesso.


The road not taken
(Robert Frost)
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Originariamente inviato da: Gianni Gambetta Vianna

Quindi a parere mio la ns. forza sarebbe di inserire in normativa esplicitamente la relazione di caratterizzazione geotecnica che fornisca i parametri caratteristici e di progetto


è questo il punto. La suddetta relazione già c'è nelle NTC (punto 10.1 della Circolare), esplicitamente nei regolamenti regionali di Emilia Romagna e Abruzzo e anche nel Decreto del Ministero della Giustizia 20 luglio 2012, n. 140.
è la relazione che faccio io indicando sul frontespizio RELAZIONE GEOLOGICA E RELAZIONE GEOTECNICA SULLE INDAGINI, ma solo se pagata. ALTRIMENTI NIENTE NUMERI!!

Poi tra il dire "non faccio la geotecnica perchè non ho il programmino" e "non posso farla perchè la norma me lo vieta"
c'è una bella differenza!


Andrea Evangelista
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sta sicuro Andrea che mi faccio pagare e bene, vedo che sei duro come il granito

Ultima modifica di michelec; 05/11/2012 14:44.

michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Credo che ogni problema abbia una soluzione specifica, o anche più di una, il più delle vote difficilmente ripetibili e reiterabili, quindi complicare la vita con delle clausole Normative è una cosa che spesso insabbia il libero fluire delle idee.
L’esempio riportato sopra è uno dei tanti, se però il progettista invece di fare una soluzione che prevedeva pali che portassero tutto il carico avesse pensato ad una fondazione mista (pile raft) era difficile che chi non fosse l’utilizzatore (ing o geol) di un programma specifico potesse fare un modello geotecnico, tipo Duncan Chang o hardening, o soft soil o altro.

Per modello intendo che per ogni layer di terreno considerato omogeneo o con le caratteristiche variabili linearmente si definiscano i parametri adeguati. Forse si intende troppo spesso la parola modello come una serie di parametri che vanno bene qualunque analisi si faccia invece è il contrario, è il tipo di analisi che condiziona il modello.

Proprio per tale motivo una norma, prescrizione, o chicchessia deve lasciare piena libertà di interazione tra le figure professionali al fine che al risultato si pervenga con un processo, che varia di volta in volta, a seconda dell’obiettivo e della strada necessaria da percorrere.

Anche per tale motivo, credo che la parola modello sia spesso usata in modo semplicistico.

Sui modelli geotecnici trovo ben fatto il seguente documento, certamente più esaustivo delle mie parole:

http://lib.hpu.edu.cn/comp_meeting/....../CARTER.PDF

Per inciso, il modello non è solo quello che ti chiede il computer, ma anche per un calcolo manuale, pali per esempio: se voglio la curva carico cedimenti di un palo o il cedimento dello stesso solo per un prefissato valore del carico posso usare due modelli diversi, la capacità portante verticale avrà un suo modello, quella orizzontale un altro ancora, gli effetti cinematici ancora diverso, si vede che il tema non è così semplice.
Ciao
m.

Ultima modifica di Egidio Grasso; 05/11/2012 16:00. Motivo: sistemato il link
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Originariamente inviato da: michelec
sta sicuro Andrea che mi faccio pagare e bene, vedo che sei duro come il granito


ok, mi fa piacere, scusa se sono stato sgarbato, d'altronde frontespizio o meno per i privati il prezzo lo fa il mercato.

C'è però effettivamente un problema che riguarda l'affidamento di incarico da parte di enti pubblici, che magari affidano la Relazione Geologica con un costo che fa riferimento alla Relazionegeolocicaesoloquella. Poi però può capitare, se non si mettono in chiaro subito le cose, che si pretenda per lo stesso compenso relazionegeolgica+RSL+geotecnicasulleindagini (e magari anche le indagini)

con il progettista di turno che, incaricato della geotecnica, ne pretende il compenso dovuto per il semplice fatto che preme il pulsante sul programmino per far girare le verifiche.
Non è la vostra esperienza?


Andrea Evangelista
Geologo
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Originariamente inviato da: Ing. Marco Franceschini

Per modello intendo che per ogni layer di terreno considerato omogeneo o con le caratteristiche variabili linearmente si definiscano i parametri adeguati. Forse si intende troppo spesso la parola modello come una serie di parametri che vanno bene qualunque analisi si faccia invece è il contrario, è il tipo di analisi che condiziona il modello.


Concordo, è proprio quello che volevo sottolineare con il mio intervento.
Il ns. lavoro (di geologo geotecnico) deve essere di supporto allo strutturista interagendo e lavorando congiuntamente (cioè la relazione di caratterizzazione geotecnica di cui parlavo deve uscire al termine del progetto e non preliminarmente allo stesso adattando il modello geotecnico al progetto come un work in progress).
La stessa cosa dovrebbe avvenire per le interpretazioni delle prove in sito e di laboratorio, dove purtroppo ancora troppi di noi ritengono di attribuire i parametri geotecnici come se fossero delle caratteristiche univoche del campione analizzato anzichè dei parametri che variano in funzione dello stato tensionale di riferimento.


Impara l'arte e mettila da parte!
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concordo in pieno, aggiungerei che oltre allo stato tensionale bisogna aggiungere la variabilità nel tempo del contenuto in acqua e quindi suzione coeione apparente gamma etc oltre a (nei progetti maggiori) la storia tensionale dei depositi.

un aspetto fondamentale è la parte di interazione (come già hai indicato) tra geologo geotecnico e progettista nel corso del progetto e lavori (aspetto importante).
per Franceschini non si riesce a fare il download dell'articolo


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Originariamente inviato da: Gianni Gambetta Vianna

La stessa cosa dovrebbe avvenire per le interpretazioni delle prove in sito e di laboratorio, dove purtroppo ancora troppi di noi ritengono di attribuire i parametri geotecnici come se fossero delle caratteristiche univoche del campione analizzato anzichè dei parametri che variano in funzione dello stato tensionale di riferimento.


Anche questo concetto è implicito nella definizione di modello.
Infatti basta che esso non sia elastico lineare, che tradotto significa irreale ed inestistente, che ci si rende conto che ogni legge costitutiva dipende dalla tensione deviatorica, stato tensionale o deformativo che sia a seconda di cosa cerco.
m

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Originariamente inviato da: michelec
concordo in pieno, aggiungerei che oltre allo stato tensionale bisogna aggiungere la variabilità nel tempo del contenuto in acqua e quindi suzione coeione apparente gamma etc oltre a (nei progetti maggiori) la storia tensionale dei depositi.

un aspetto fondamentale è la parte di interazione (come già hai indicato) tra geologo geotecnico e progettista nel corso del progetto e lavori (aspetto importante).
per Franceschini non si riesce a fare il download dell'articolo


copia la stringa sul browser (si dice così?) e si riesce

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Cosa credi abbia fatto?


michele conti
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