Reintervengo sul ruolo del geologo in protezione civile o meglio in emergenza. Come prevede la L 225/92 all'art.6 comma 2 e se non sbaglio confermato dalla L100/12 gli ordini professionali concorrono alle attività di protezione civile.
Ricorrere alla istituzione di una associazione di volontariato certamente può facilitare (benefici di legge DPR 194/00 art 10 e 9) ma decisamente non sfrutta invece quello che ci permette la norma.
Dovrebbero essere gli ordini in quanto tali a organizzare, prima formare in modo specifico, i geologi da inviare a supporto degli enti competenti sotto l'egida del servizio nazionale di protezione civile o di quelli regionali: questo sarebbe il link con gli enti locali.
Andrebbe innanzitutto fatta una declaratoria sul ruolo del geologo in emergenza in modo da far sapere come si può essere impiegati e che struttura i geologi si sono dati per operare in emergenza.
Purtroppo dall'esperienza (come tale relativa)il sottoscritto rileva che siamo ancora lontani: magari bravi geologi che però nella parte operativa si perdono in troppe considerazioni geologico-accademiche, maggiore versatilità di linguaggio (si parla con molti soggetti diversi che spesso non sanno che esistono i geologi ... ), maggiore conoscenza del sistema di PC, un pochino di indipendenza logistica: in eme già c'è casino e se chi viene a darti una mano non è autosufficiente ... ed infine un po di deontologia, un po di etica capisco che è difficile non pensare ad eventuali incarichi ma almeno un pò di pudore (stesso discorso per chi non si fa vedere in eme e poi è sempre in poleposition per l'incaricone). Alla prossima, notte!