Credo che ogni problema abbia una soluzione specifica, o anche più di una, il più delle vote difficilmente ripetibili e reiterabili, quindi complicare la vita con delle clausole Normative è una cosa che spesso insabbia il libero fluire delle idee.
L’esempio riportato sopra è uno dei tanti, se però il progettista invece di fare una soluzione che prevedeva pali che portassero tutto il carico avesse pensato ad una fondazione mista (pile raft) era difficile che chi non fosse l’utilizzatore (ing o geol) di un programma specifico potesse fare un modello geotecnico, tipo Duncan Chang o hardening, o soft soil o altro.
Per modello intendo che per ogni layer di terreno considerato omogeneo o con le caratteristiche variabili linearmente si definiscano i parametri adeguati. Forse si intende troppo spesso la parola modello come una serie di parametri che vanno bene qualunque analisi si faccia invece è il contrario, è il tipo di analisi che condiziona il modello.
Proprio per tale motivo una norma, prescrizione, o chicchessia deve lasciare piena libertà di interazione tra le figure professionali al fine che al risultato si pervenga con un processo, che varia di volta in volta, a seconda dell’obiettivo e della strada necessaria da percorrere.
Anche per tale motivo, credo che la parola modello sia spesso usata in modo semplicistico.
Sui modelli geotecnici trovo ben fatto il seguente documento, certamente più esaustivo delle mie parole:
http://lib.hpu.edu.cn/comp_meeting/....../CARTER.PDF Per inciso, il modello non è solo quello che ti chiede il computer, ma anche per un calcolo manuale, pali per esempio: se voglio la curva carico cedimenti di un palo o il cedimento dello stesso solo per un prefissato valore del carico posso usare due modelli diversi, la capacità portante verticale avrà un suo modello, quella orizzontale un altro ancora, gli effetti cinematici ancora diverso, si vede che il tema non è così semplice.
Ciao
m.