Originariamente inviato da: balocchi
Le faglie generalmente si formano con sistemi coniugati: una faglia principale con una data immersione e faglie secondarie con immersione opposta.


Pian pianino sto inquadrando tutto.....

Le faglie principali dovrebbero essere il risultato della delaminazione, quelle secondarie il risultato della depressione di cui parli alla fine:

Quote:
Superata una certa profondità lungo la piastra in subduzione si hanno forte distensive che "risucchiano" la piastra discendente che a sua volta traina tutta la placca

Se non ho male interpretato è attraverso queste fratture che dovrebbe risalire il magma dei vulcani dell'arco eolico.


C'è ancora un dettaglio che non mi torna e nasce da qui:
Quote:
L'obduzione c'è stata, ma la placca che scende continua in parte a scendere e in parte viene laminata e attaccata alla placca sovrascorrente. La parte attaccata da origine alle Ofioliti.

Nella collisione, la placca viene praticamente divisa in 2. La parte superiore più rigida si ammassa davanti l'ostacolo ed anche sopra, ma viene anche lentamente risucchiata in basso (depression=vulcanismo); la parte inferiore più plastica continua.

La subduzione, per quello che capisco io, è quella che continua. (e che dovrebbe alimentare l'Egeo, va dritta lì!) ma fino ad ora, sentendo parlare di subduzione del Tirreno ho sempre visto (invece) la rappresentazione di una lastra che scende dal versante tirrenico e va verso il centro.

In realtà, quella che scende, dovrebbe essere proprio la serie di faglie descritte da Balocchi (la parte della obduzione più prossima all'ostacolo-collisione), richiamate dalla depressione sempre da lui descritta. Quindi ci sono 2 subduzioni? O si potrebbe parlare di una unica che nasce dal fianco tirrenico, scende verso il centro Tirreno e viene modellata dal flusso attorno l'ostacolo (collisione) cambiando direzione da SE-NO a NO-SE fino ad esserne trascinata via in direzione Egeo? A me questa ultima sembra più reale. Quella rappresentata nelle varie letture fatte finora ha la parte finale, quella che si adagia sul fondo del Tirreno, che va al contrario!

Analizzando in sezione direi che la parte più lontana all'arco calabro è quella che si delamina e si ammassa, la parte più prossima è quella (precedentemente delaminata) che scende verso il centro Tirreno (dopo aver prodotto, a causa del risucchio, le faglie secondarie ad immersione opposta) fino ad una certa quota, che non ho ancora capito qual'è, per poi riprendere (invertendo senso di marcia) il treno e continuare verso l'Egeo.

Ultima modifica di Pierlo; 15/11/2012 06:27.