CALMA.

E' vero che la questione circ.349-TU 2005 ci ha preoccupato seriamente, ma qui si stanno accavallando una serie di questioni che nell'insieme rischiano di metterci fuori gioco.

Lasciamo per un attimo da parte le valutazioni politiche sul decreto: qualche preoccupazione mi pare tuttavia condivisibile tra tutti.
La preoccupazione maggiore riguarda lo sfaldamento della nostra categoria, non tanto perchè ci tolgono i minimi tariffari, quanto perchè, oltre a quello, dobbiamo
- rinunciare al penetrometro,
- scannarci sui minimi NEI LAVORI PUBBLICI !,
- essere attaccati sulle competenze geotecniche,
- accettare un regime fiscale sempre più penalizzante (i Geologi hanno sempre ritenuto di aver diritto a gli stessi diritti degli agenti di commercio, per il largo uso che fanno delle auto; si beccano invece lo stesso trattamento del chirurgo e del farmacista)
- essere considerati una categoria chiusa, privilegiata (sic!) e tendente all'evasione fiscale,
e altre piccole piacevolezze.
Tutto ciò ci sta mettendo in grave difficoltà della difesa delle nostre funzioni, delle nostre competenze e in definitiva del nostro ruolo nella società.

Questo è il momento di ritrovare un po' di compattezza attorno ai nostri rappresentanti istituzionali, ve lo dice uno che non ha mai risparmiato critiche al nostro Presidente.
In Italia c'e' da combattere contro una visione del mondo che vuole i Geologi fuori dalle attività tecniche. La visione dell'ex (per fortuna) Ministro Lunardi.
Credo che sia necessario più che mai essere compatti. Se chiamiamo il CNG a rispondere di taluni problemi, dobbiamo anche cercare di rispondere quando siamo noi ad essere chiamati.
Una categoria che non fa sentire la propria voce o è contenta di come vanno le cose, oppure NON ESISTE. I poveri farmacisti protestano per non perdere il 10% di fatturati a sei zeri; noi?

Le nostre tariffe sono ferme dal 1996. Saranno state anche tariffe principesche, allora, ma oggi sono meno che normali. il nuovo tariffario sarebbe pronto nel cassetto del CNG. Pensiamoci.