condivido pienamente ciò che hanno scritto Antonio Scaglione e Simone Lisi, e faccio, sviluppando in parte le loro considerazioni, alcune riflessioni:

1)l'abolizione dei minimi tariffari nasce non da una autonoma scelta di politica nazionale ma da direttive europee che l'Italia, essendo membro della CE, è OBBLIGATA a seguire, il tutto in virtù di un'articolo della nostra Costituzione, il 117, che dichiara " la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali

2)il problema dei minimi tariffari investe, nella sostanza, solo i lavori pubblici per i quali prevalgono sempre i "soliti ignoti" tagliando fuori tutti gli altri, soprattutto se novizi.

3)sarebbe bello sapere se il senso di categoria tanto invocato da alcuni, Egidio in testa, viene stabilito solo sulle argomentazioni che i vari "alcuni" ritengono plausibili oppure dovrebbe (forse) investire la categoria in tutte le sue componenti, professionali e imprenditoriali(vedi circolare 349)


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)