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I piani di faglia sono all'incirca paralleli alla subduzione?
Non mi hai risposto a questa.... scusa se pongo domande sensa senso, ma nella mia ignoranza ce l'hanno..... Per capire la Calabria, che a me sembra la zona geologicamente più interessante d'Italia.... La zona ionica rivolta a SE è quella in compressione, mi hai detto, ed anche in sovrascorrimento. Devo supporre (posso?) ci sia qualcosa che spinge da (EDIT) NO SO!!! Ma l'interno, o versante tirrenico è in estensione. L'arco che descrive la Calabria, tende quindi ad allargarsi? Altrimenti non riesco a spiegarmi gli stress nei 2 versanti. Detta così sembra il risultato della spinta che il Tirreno stesso esercita sulla Calabria. E' strano che la crosta oceanica non immerga ed invece vada ad impilarsi.... Io riesco a spiegarlo solo (come ho già scritto in precedenza) con un flusso astenosferico proveniente da NO che in parte la investe ed in parte la oltrepassa dal basso. Per questo sopra mi dici di probabile compressione a 75 km di profondità per quel terremoto? Insomma..... non mi tornano i conti! Se c'è una obduzione, con la crosta oceanica che emerge e s'impila, non capisco come fa ad esserci anche una subduzione e dove si trova fisicamente la lastra che affonda. Come coesistono queste 2 cose? A meno che valga il discorso del movimento relativo, per cui viene chiamata subduzione quella che è una obduzione.
Ultima modifica di Pierlo; 14/11/2012 08:44.
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La struttura Rimendiello-Mormanno dovrebbe immergere verso E.
Nella sezione geologica si notano le strutture tettoniche nell'area di Back Arc che sono faglie ad alto angolo (inclinazione di 60° circa) con immersione NW e altri piani con immersione SE. l'assetto lungo l'arco Calabro Peloritano cambiano e le strutture tendono in media ad essere parallele all'asse dell'arco stesso. Le faglie generalmente si formano con sistemi coniugati: una faglia principale con una data immersione e faglie secondarie con immersione opposta.
Alla tua domanda sui piani di faglia che sono paralleli alla subduzione rispondo di si con alcune ecezioni.
L'arco Calabro tende a comprimersi nel settore Ionico e ad una estensione in quello Tirrenico. Compressione ed estensione in termini relativi. In termini assoluti, l'arco Calabro si stà spostando progressivamente da NW a SE, infatti nella sua storia tettonica è partito dalla provenza per arrivare nella posizione attuale, durante una prima fase di rotazione del massiccio Sardo-Corso e ad una sucessiva estensione del Tirreno meridionale.
La litosfera oceanica si è immersa sotto l'arco calabro Peloritano e poi si ha avuto lo scontro tra Litosfera continentale africana ed europea: collisione. L'esempio classico è la placca Adria formata da crosta continentale.
L'obduzione c'è stata, ma la placca che scende continua in parte a scendere e in parte viene laminata e attaccata alla placca sovrascorrente. La parte attaccata da origine alle Ofioliti.
La piastra in subduzione risente dell'aumento della pressione con la profondità. L'aumento di pressione fa si che si generano delle forze compressive lungo immersione della piastra discendente che possono provocare una fagliazione. Superata una certa profondità lungo la piastra in subduzione si hanno forte distensive che "risucchiano" la piastra discendente che a sua volta traina tutta la placca. Questo è uno dei probabili motori della tettonica a placche.
Ultima modifica di balocchi; 14/11/2012 08:58.
Paolo
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Ho capito! C'è un'asperità delle placche in cui la pressione è massima in direzione SO-NE a causa dello scontro Africa-Europa. Una risalita astenosferica proveniente da NO in parte passa sotto e risucchia (slab-pull?), ed in parte si impila sopra con un angolo di circa 60° in salita (ecco l'obduzione?). 
Ultima modifica di Pierlo; 14/11/2012 10:47.
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L'obduzione c'è stata, ma la placca che scende continua in parte a scendere e in parte viene laminata e attaccata alla placca sovrascorrente. La parte attaccata da origine alle Ofioliti. Per questo avrei voluto vedere il meccanismo focale di quel terremoto sopra, che credo sia avvenuto nel punto limite tra la delaminazione e la parte della placca che continua a scendere. Per lo stesso motivo, mi ero fatto l'idea che i vulcani tirrenici fossero diversi visto che li immaginavo: quelli dell'arco eolico poggiati sulla delaminazione, quindi frutto di quella fessurazione e gli altri abissali, frutto di crepe ortogonali allo sforzo distensivo (come in un ridge) del tirreno sulla crosta oceanica. I vulcani profondi del tirreno dovrebbero avere quella forma a causa della depressione creata sopra di loro dalla colonna di calore da loro stessi generata. La corrente ascensionale d'acqa deve averli modellati a partire da una fessura. Altrimenti non saprei come spiegare le varie e simili forme allungate.
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Le faglie generalmente si formano con sistemi coniugati: una faglia principale con una data immersione e faglie secondarie con immersione opposta. Pian pianino sto inquadrando tutto..... Le faglie principali dovrebbero essere il risultato della delaminazione, quelle secondarie il risultato della depressione di cui parli alla fine: Superata una certa profondità lungo la piastra in subduzione si hanno forte distensive che "risucchiano" la piastra discendente che a sua volta traina tutta la placca Se non ho male interpretato è attraverso queste fratture che dovrebbe risalire il magma dei vulcani dell'arco eolico. C'è ancora un dettaglio che non mi torna e nasce da qui: L'obduzione c'è stata, ma la placca che scende continua in parte a scendere e in parte viene laminata e attaccata alla placca sovrascorrente. La parte attaccata da origine alle Ofioliti. Nella collisione, la placca viene praticamente divisa in 2. La parte superiore più rigida si ammassa davanti l'ostacolo ed anche sopra, ma viene anche lentamente risucchiata in basso (depression=vulcanismo); la parte inferiore più plastica continua. La subduzione, per quello che capisco io, è quella che continua. (e che dovrebbe alimentare l'Egeo, va dritta lì!) ma fino ad ora, sentendo parlare di subduzione del Tirreno ho sempre visto (invece) la rappresentazione di una lastra che scende dal versante tirrenico e va verso il centro. In realtà, quella che scende, dovrebbe essere proprio la serie di faglie descritte da Balocchi (la parte della obduzione più prossima all'ostacolo-collisione), richiamate dalla depressione sempre da lui descritta. Quindi ci sono 2 subduzioni? O si potrebbe parlare di una unica che nasce dal fianco tirrenico, scende verso il centro Tirreno e viene modellata dal flusso attorno l'ostacolo (collisione) cambiando direzione da SE-NO a NO-SE fino ad esserne trascinata via in direzione Egeo? A me questa ultima sembra più reale. Quella rappresentata nelle varie letture fatte finora ha la parte finale, quella che si adagia sul fondo del Tirreno, che va al contrario! Analizzando in sezione direi che la parte più lontana all'arco calabro è quella che si delamina e si ammassa, la parte più prossima è quella (precedentemente delaminata) che scende verso il centro Tirreno (dopo aver prodotto, a causa del risucchio, le faglie secondarie ad immersione opposta) fino ad una certa quota, che non ho ancora capito qual'è, per poi riprendere (invertendo senso di marcia) il treno e continuare verso l'Egeo.
Ultima modifica di Pierlo; 15/11/2012 06:27.
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il modello teorico di obduzione delle serie ofiolitiche (diverso da ofiolite) è il seguente: Litosfera oceanica più densa attigua alla placca Adria e formata durante l'apertura del mare Ligure-Piemontese, scende sotto la placca Europea. La discesa è dovuta alla differenza di densità tra litosfera oceanica (più densa) e litosfera continentale (margine della placca Europea, meno densa). La litosfera oceanica della Placca Adria scende sotto quella continentale della placca europea. Durante la discesa si inabissa fino a raggiungere l'astenosfera, in alcuni casi la placca sovrascorrente può incominciare a laminare (tagliare orizontalmente) la litosfera oceanica che stà scendendo. Il modello reale invece non lamina completamente la litosfera oceanica discendente, ma ne taglia dei "brandelli". E' un po' come quando si cerca di tagliare il salame, formando una fetta spessa, ma la lama del coltello di scappa e ne tagli una fetta a forma di mezzaluna. La piasta sovrascorrente lamina una porzione superficiale di quella oceanica (composta da serie ofiolitiche), staccando un brandello che va a formare un "ofiolite". Questa laminazione è possibile perchè nella litosfera oceanica si trovano porzioni a denità leggermente inferiore che tende a "galleggiare". Durante questo processo la placca sovrascorrente agisce anche da "ruspa" impilando la copertura sedimentaria deposta precedentemente sulla litosfera oceanica (unità litologiche Liguri al cui interno si trovano le ofioliti). Le fratture dei vulcani delle isole Eolie sono fratture di distensione del Back Arc basin. Tali fratture si sono formate per stiramento della litosfera continentale della placca europea e la successiva risalita astenosferica che attraverso le fratture (rift di back arc) si sono avute fuoriuscite magmatiche con la formazione di crosta basaltica del fondale Tirrenico (Marsili, Vavilon)e le Eolie in prossimità dell'acro non-vulcanico Calabro-Peloritano. La subduzione è unica: nella figura 1(vedi: http://www.meteoweb.eu/2012/11/terremoti...micitadellarea/163552/ ti mostra l'assetto del piano di subduzione che parte dall'Arco Calabro Peloritano fino a Nord (Emilia) dove la placca Adria scende sotto quelle Europea. Lungo le Dinaridi la placca Adria scende sotto la ex-jugoslavia e anche in Grecia la Placca Africana scende sotto formando la fossa Ellenica. http://www.vialattea.net/spaw/image/geologia/Avampaese/05PugliaCarta_strutturale.jpg
Ultima modifica di balocchi; 15/11/2012 17:17.
Paolo
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Intanto rimetto "il libretto delle istruzioni" in vista..... La situazione così mi torna male..... La placca Adria, a parte quella misera striscetta di Appennini, che potrebbero essere sedimenti e che quindi faccio fatica a chimare "placca europea", subduce praticamente la crosta oceanica del Tirreno? Come fa? Dovrebbe essere più spessa ed anche meno densa. Come si è innescata la subduzione tra un corpo spesso e leggero nei confronti di uno sottile e più denso? Oltretutto con la Calabria che è scesa da NO e continua a scendere. E considerando anche che la subduzione ha un fronte più o meno circolare ampio circa 180° se non più (quindi stringe il Tirreno visto che subduce da N a S con direzioni opposte). In tutto questo il Tirreno sembra in subsidenza, quindi ancora più in contrasto. Contrasto ancor più accentuato se si pensa alla risalita astenosferica sotto lo stesso. Mi sfugge qualcosa..... Anche questa:  postata precedentemente è un po' strana per me. Sempre parlando dell'Appennino centrale. Cosa ci fa lì quel lembo, tra crosta oceanica e lastra in subduzione? Faccio fatica a capire....
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Premetto che faccio fatica a seguirti... La placca Adria, a parte quella misera striscetta di Appennini, che potrebbero essere sedimenti e che quindi faccio fatica a chimare "placca europea", subduce praticamente la crosta oceanica del Tirreno?La Placca Europe e quella Africana la vedi nella figura in alto a destra dell'immagine dell'italia. La porzione gialla è la placca Africana + Adria, mentre qiella bianca è la placca Euroasiatica. Il Tirreno fa parte della placca Euroasiatica. Perchè una Bacino di retroarco (back arc basin) come il tirreno non è considerato un margine di placca. Il tirreno non va in subduzione da nessuna parte, è un bacino estensionale. La Placca Adria (in giallo) sciende totto agli Appennini, l'arco Calabro Peloritano (vedi il fronte della catena, i triangolini indicano la placca Europea che sovrascorre quella Adria; La placca Adria va in subduzione sotto quella Europea. Come si è innescata la subduzione tra un corpo spesso e leggero nei confronti di uno sottile e più denso?La subduzione tra due placche lo decide la densità, più densa scende, meno densa rimane in superficie subduzione ha un fronte più o meno circolare ampio circa 180Subduzioni a 180 esistono in altre perti della terra: Isole Sandwich Australi, Isole Antille. Questo è possibile se si pensa ad un piano di subduzione da mediamente inclinato a molto inclinato. stringe il Tirreno visto che subduce da N a S con direzioni opposteSi e non solo stringe il Tirreno ma anche il Mare Adriatico che corrisponde ad una microplacca. Tra milioni di anni il Tirreno, l'Adriatico e il Mediterraneo non esiteranno più... Europa e Africa saranno attaccati: un continente. Tirreno sembra in subsidenzaSta sprofondando??? Cosa ci fa lì quel lembo, tra crosta oceanica e lastra in subduzione?Provo a interpretare la tua domanda: Cosa ci fa quel lembo di Litosfera Continentale dove si è formato l'Appennino tra la crosta oceanica del Tirreno e la placca Adria in subduzione? LA risposta a questa domanda la trovi se analizzi la storia geologica dell'Appennino. Ricordo che il Tirreno e l'Appennino fanno parte della stessa placca tettonica: quella Europea. I'apertura del Tirreno non viene considerata un margine di placca ma un Back arc Basin (Bacino di retroarco). La catena appenninica antica (o protoappennino) era parallelo alla sardegna e Corsica e il Tirreno settentrionale e meridionale non esitevano. La subduzione della placca Adria ha favorito l'apertura di un bacino di retroarco in corrispondenza del Tirreno settentrionale e meridionale. Il Tirreno è andato in estensione, vacendo ulteriormente ruotare l'appennino settentrionale e quello meridionale. L'arco Calabro-Peloritano si è incuneato dove è ora, causa l'estensione del tirreno meridionale. L'estensione di una zona di retroarco si forma come ho già spiegato in precedenza. A causa della subduzione si instaurra una risalita di magma che lacera la litosfera e produce una estensione e un vulcanesimo (Eolie, vulcani tirrenici) http://i.imgur.com/u8Lnf.pngQuì potrai vedere dove anche il bacino Ligure Provenzale è di retroarco, ormai allo stato fossile perchè non c'è un piano di subduzione che alimenta la sua estensione. http://roma2.rm.ingv.it/userfiles/image/tematiche/PaleomagnetismoTettonica/Fig_%204.jpg
Paolo
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l'arco Calabro Peloritano (vedi il fronte della catena, i triangolini indicano la placca Europea che sovrascorre quella Adria; La placca Adria va in subduzione sotto quella Europea Partiamo da qui. Dici che la placca Europea sovrascorre e mi fai vedere dove (triangolini) e dici che è l'altra che va in subduzione. Qui non vedo i segnali della subduzione! Le subduzioni verso ovest non hanno (tutte) 2 lembi ripiegati verso il basso sia quello che sovrascorre che quello che subduce? Questa è una delle cose che non mi tornano. Per come si presenta a me sembra più che ci sia un affioramento astenosferico al centro del Tirreno, proveniente da NO, che si riinabissa sotto la Calabria. Questo la spinge verso SE e produce l'obduzione che mi mostri con i triangolini. La placca Adria mi sembra relativamente ferma, investita dal flusso che ci lascia attaccata la parte superiore più rigida di se stesso e spinge e consuma lentamente verso SE la placca Adria. Sono riuscito a farti capire cosa non mi quadra?
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Dico questo perchè un affioramento del flusso astenosferico in centro Tirreno con quella direzione è coerente in altri contesti. - è coerente con il fatto che l'astenosfera si muove più rapidamente della litosfera da ovest verso est. Il flusso dovrebbe avere direzione ONO-ESE - Il flusso di cui parlo dovrebbe essere responsabile del distacco sardo-corso. Altrimenti perchè si sono staccate? -è coerente con la compressione all'altezza dell'Elba (ho letto che ci sono ofioliti anche in Elba) tra Corsica ed Italia - mi spiega anche perchè c'è una spinta che fa salire gli Appennini sopra la placca Adria e allo stesso modo motiva la distensione del Tirreno visto che affiora da sotto il blocco sardo-corso che è ormai arenato - dovrebbe essere responsabile della formazione di quella specie di vulcani "bivalvi" che si trovano sul fondo del Tirreno. (i tagli da cui fuoriesce il magma hanno senso se al di sotto c'è un flusso che genera una tal trazione sulla crosta oceanica). La forma degli stessi (TUTTI SIMILI e con lo stesso orientamento) dovrebbe venire dai moti convettivi del mare che ho tentato di descrivere in un post precedente. - se non ho capito male è anche in accordo con i terremoti distensivi del centro Italia - è coerente con i graben a sud della Sicilia che sta trascinando con sè verso Est. - è coerente con l'hot-spot delle Azzorre che dovrebbero rifornire il flusso stesso di astenosfera più fluida, calda e veloce, che a sua volta.... - è coerente con il fatto che una porzione di dorsale oceanica con le Azzorre nel mezzo, sembra traslata verso E, che a sua volta è coerente con una porzione del nordamerica (leggermente più a N come latitudine) che sembra in distensione sempre verso E. Non ultimo è coerente con la tua frase in cui descrivi il "risucchio" astenosferico come probabile motore della tettonica. In sostanza, mi "lega" parecchie situazioni. Chiaro che sono MIE impressioni. In questo settore tento di interpretare i segnali superficiali ipotizzando il "motore" di cui parli tu. Mentre faccio questo, non posso analizzare un singolo evento, ma ho bisogno di inserirlo in un quadro più ampio possibile. Posso anche inserirlo in questo contesto: Nella sezione geologica si notano le strutture tettoniche nell'area di Back Arc che sono faglie ad alto angolo (inclinazione di 60° circa) con immersione NW e altri piani con immersione SE. l'assetto lungo l'arco Calabro Peloritano cambiano e le strutture tendono in media ad essere parallele all'asse dell'arco stesso. Le faglie generalmente si formano con sistemi coniugati: una faglia principale con una data immersione e faglie secondarie con immersione opposta. Il flusso urta l'ostacolo sotto l'arco calabro e si divide in 2. La zona alta (più rigida) si ammassa sopra l'ostacolo fino a superarlo e crea un inspessimento fatto di quelle che chiami faglie principali (arco calabro). La zona più bassa supera l'ostacolo da sotto e prosegue, ma aldilà ritrova il materiale depositato dalla porzione superiore e lo riprende trascinandolo da sotto facendo cedere tutto generando le faglie secondarie. Da questo emerge che quello che io chiamo ostacolo che tu potresti assimilare con la subduzione dell'Adria è un'altra cosa, altrimenti il flusso non potrebbe ritrovare se stesso aldilà dell'ostacolo. Per questo credo che sotto la Calabria non ci sia una lastra in subduzione, ma 2 blocchi (quello a SO potrebbe essere la Sicilia) che stringono il passaggio, ma non lo occludono totalmente.
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