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Ultima modifica di Adriano Iachetta; 15/11/2012 17:43.
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cmq, a fine intervista il presidente ha promesso UN MILIONE DI POSTI DI LAVOR......ops.....10 geologi per area protetta!
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Come diceva il famoso emilio fede che figura di m...a.
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Volendo contestualizzare l'intervento del Presidente, c'è da dire che esso chiudeva un simposio di questo tenore: http://ambiente.regione.emilia-romagna.i...monio-geologico...ciò detto sarebbe stato opportuno, visto soprattutto il momento cruciale che sta attraversando la nostra professione, che si fosse rimarcato il carattere tecnico della figura del geologo, insostituibile nella pianificazione territoriale e nell'edilizia proprio per garantire una migliore conservazione ambientale ed una corretta coesistenza tra uomo e natura...
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Scusate, ma avete letto in quale contesto è stata rilasciata l'intervista?
VII Simposio internazionale "Geoheritage: Protecting and Sharing" (Patrimonio geologico: protezione e conoscenza).
Pertanto le risposte sono state e devono essere contestualizzate esclusivamente all'interno dell'evento stesso a cui stava partecipando, mi sembra piuttosto chiaro.
Detto ciò......
personalmente sono totalmente convinto che tra gli ambiti lavorativi piuttosto promettenti per il futuro e meno sfruttati ad oggi dai geologi ci possano essere anche quelli turistico di tipo naturalistico e sulla conservazione e valorizzazzione del patrimonio geologico.E una delle poche politiche incentivanti,oggi, da parte dell'UE, dei Ministeri e delle Regioni è proprio in tale area, ovvero nel settore turistico specie per quello negli ambiti naturalistici e per lo sviluppo di nuovi settori turistici.
Il settore turistico di tipo geologico-naturalistico e per turismo geologico intendo sia quello che porta alla scoperta ed alla conoscenza delle bellezze del territorio sia anche e soprattutto quello che può portare alla sensibilizzazione sulle problematiche connesse al territorio (vulcani, terremoti e non solo),sinceramente credo che possa diventare una risorsa di lavoro, e non soltanto per la categoria. Oltre infatti alla funzione che tale turismo potrebbe avere all'interno della didattica delle scuole, ed in quello ordinario vacanziero, c'è un potenziale turistico specifico la cui offerta può riguardare almeno e non soltanto i 500.000 geologi stimati in tutto il mondo.Per fare questo però bisogna creare strutture sul territorio e soprattutto canali istituzionali internazionali.Tutto questo non è semplice richiede tempo,ma va vista indubbiamente come una potenzaile risorsa.
Inoltre in questo momento in Italia se c'è un ambito lavorativo che non è più al collasso ma oramai al tracollo,e non è detto che lo sia soltanto per ragioni economiche, visto il dibattito sempre più intenso ed acceso sul problema del consumo del suolo, è quello dell'edilizia, ambito totalmente fermo (non solo per i geologi, basti vedere i dati del CNIngegneri che stimano per il 2012 una flessione del proprio fatturato medio rispetto al 2011, anno già critico, di un ulteriore 30%) e che ad oggi non promette nulla di buono per il prossimo futuro (ovvero almeno per i prossimi 6 mesi).
E' inutile inoltre ricordare quanto Gian Vito Graziano si sia speso nel rilasciare le tante interviste andate in onda su tutti i principali telegiornali nazionali (ed internazionali)e le varie testate giornalistiche sulle problematiche, sicuramente più importanti e principali, riguardo ai rischi idrogeologico e sismico oltre che sulle tematiche energetiche ed ambientali.
Il Consiglio Nazionale sta quindi cercando di ampliare quanto più possibile gli ambiti di impegno anche laddove sembra apparentemente non ci siano opportunità, sia perchè probabilmente è nella già citata forma mentis del geologo l'essere un tecnico polivalente, sia perchè oggi il mercato del lavoro cambia sempre più rapidamente e pertanto, forse, bisognerà essere preparati attraverso una sempre migliore organizzazione a recepire al meglio le attuali poche nuove opportunità.
Scusate dello "sproloquio"..
Ultima modifica di georghit; 16/11/2012 13:00.
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c'è un potenziale turistico specifico la cui offerta può riguardare almeno e non soltanto i 500.000 geologi stimati in tutto il mondo = a ½ di un milione di posti di lavoro   Da te mi aspettavo una risposta diversa!! Ll geologo naturalistico è e rimarrà una nicchia lavorati per noi geologi! Ribadisco le opportunità sono di tipo tecnico!! Proprio per le argomentazioni che hai sollevato sul consumo del suolo la nostra figura diventa importante! Nel recupero, nella riattazione territoriale, rischio sismico, idraulico e idrogeologico, geotecnica ecc ecc. ecc. ecc NOI possiamo dire e fare più di ogni categoria! No ..... lascia stare una difesa impossibile! 
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Scusami purtroppo non posso aprire un dibattito sul tema perchè ho un po' di cose da risolvere lontano da casa.
però Adriano permettimi, ma nessuno ha messo in discussione quali debbano essere i ruoli principali del geologo: l'intervista deve essere contestualizzata e non può essere pertanto estrapolata da quel contesto.Gian Vito ha rilasciato in due anni decine e decine di interviste sulle tematiche che te giustamente hai riportato, in tutti i vari Tg nazionali anche in prima serata, ma se viene invitato ad intervenire in un convegno sul patrimonio geologico è chiaro che l'intervista richiede una tale contestualizzazione.
Ari-detto questo, personalmente credo che il geologo abbia una forte propensione nello sviluppo di tematiche e progetti turistici e la conferma viene dal fatto che ho alcuni amici geologi che fanno i tour operator con discreto successo e la cui ari-forma mentis, detto da loro stessi, li ha agevolati notevomente nella propria attività. Inoltre per me la guida geoturistica può davvero anche avere una funzione simile o identica a quella di "informatore scientifico", specie, ma non solo, nella didattica scolastica. Detto ciò non vuol dire mica che non possano coesistere le diverse anime, ovvero tecnica, sicuramente più importante sotto tanti aspetti, e naturalistica (...e quant'altro).Anzi la pluri-valenza culturale del geologo è senza dubbio una ricchezza da cui partire e non una lacuna, e queste (almeno) due peculiarità potrebbero benissimo andarsi a completare.Ovvero l'una potrebbe fare informazione e sensibilizzazione a grande scala e l'altra agire tecnicamente sui problemi.
Buon fine settimana.
Ultima modifica di georghit; 16/11/2012 16:56.
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Gent.mo georghit, non entro nel merito se l'intervista e i suoi contenuti fossero o meno pertinenti al contesto (sono certa lo fossero), tuttavia se c'è qualcosa che divide noi geologi dai naturalisti (che vedevo numerosi frequentare i nostri corsi: dalla Geografia fisica, Geomorfologia alla Geologia, Paleontologia..) è la nostra preparazione tecnica.
Le cononoscenze scientifiche acquisicono utilità pratica soltanto quando sono utilizzate dalla tecnologia per creare beni o strutture in grado di migliorare la vita umana. Questo ha (nei miei pensieri) sempre nobilitato la mia scelta (sono geologo, non una naturalista). Ecco perchè tutte quelle belle attività didattiche in senso lato (turismo e/o formazione) che ho sentito dire dal Presidente e ho letto da te, le possiamo fare sia i naturalisti che noi (e io le faccio). Io però mi sento maledettamente "sotto utilizzata".
The road not taken (Robert Frost)
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Georigh, il contesto è chiaro ed altrettanto chiara è l’intervista!!Abbiamo ancora le orecchie per ascoltare!!
Tutte quelle c...... possono dare lavoro a pochissime persone!! .......... poi non ci lamentano se a livello legislativo ci considerano meno dei naturalisti!!
Io avrei posto il problema sotto un’altra ottica........ma il mondo è relativo alle idee di ognuno, ovviamente rispettabili se non affamano le persone!.......... poi ci sono le responsabilità!
p.s piuttosto che perdere tempo con queste c.......... poteva andare al CSLP E MAGARI QUESTA VOLTA PORTARE ANCHE TE!! .......... a buoni intenditori!!
saluti!!
P.S P.S. ho sempre litigato con pasionaria, soilrok, Gianni, ecc.... ma questa cosa ha messo d’accordo Tutti!! Segno dell’attaccamento alla Professione con la “P” maiuscola!!
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a proposito di P maiuscola io mi considero un "geologo applicato" per la parte che riguarda la geotecnica e le misure (sostegni fondazioni etc,) e un geologo "rilevatore" quando vado in campagna per analizzare ecapire il problema geologico geomorfologico che sto esaminando non esiste uno senza l'altro nella parte di professione che la maggior parte di noi svolge e se mnca uno di questi aspetti nulla ci distinguerebbe nella nostra singolarità da un ing o un naturalista solo che.....ultimanente le università sfornano geologi che non sanno rilevare-osservare e/o con preparazioni di base in fisica e matematica discutibili o peggio che non hanno capito che il titolo di studio è un ticket iniziale da sviluppare con passione aggiornandosi e ampliando le conoscenze
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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