Scusate, ma avete letto in quale contesto è stata rilasciata l'intervista?

VII Simposio internazionale "Geoheritage: Protecting and Sharing" (Patrimonio geologico: protezione e conoscenza).

Pertanto le risposte sono state e devono essere contestualizzate esclusivamente all'interno dell'evento stesso a cui stava partecipando, mi sembra piuttosto chiaro.






Detto ciò......


personalmente sono totalmente convinto che tra gli ambiti lavorativi piuttosto promettenti per il futuro e meno sfruttati ad oggi dai geologi ci possano essere anche quelli turistico di tipo naturalistico e sulla conservazione e valorizzazzione del patrimonio geologico.E una delle poche politiche incentivanti,oggi, da parte dell'UE, dei Ministeri e delle Regioni è proprio in tale area, ovvero nel settore turistico specie per quello negli ambiti naturalistici e per lo sviluppo di nuovi settori turistici.

Il settore turistico di tipo geologico-naturalistico e per turismo geologico intendo sia quello che porta alla scoperta ed alla conoscenza delle bellezze del territorio sia anche e soprattutto quello che può portare alla sensibilizzazione sulle problematiche connesse al territorio (vulcani, terremoti e non solo),sinceramente credo che possa diventare una risorsa di lavoro, e non soltanto per la categoria. Oltre infatti alla funzione che tale turismo potrebbe avere all'interno della didattica delle scuole, ed in quello ordinario vacanziero, c'è un potenziale turistico specifico la cui offerta può riguardare almeno e non soltanto i 500.000 geologi stimati in tutto il mondo.Per fare questo però bisogna creare strutture sul territorio e soprattutto canali istituzionali internazionali.Tutto questo non è semplice richiede tempo,ma va vista indubbiamente come una potenzaile risorsa.

Inoltre in questo momento in Italia se c'è un ambito lavorativo che non è più al collasso ma oramai al tracollo,e non è detto che lo sia soltanto per ragioni economiche, visto il dibattito sempre più intenso ed acceso sul problema del consumo del suolo, è quello dell'edilizia, ambito totalmente fermo (non solo per i geologi, basti vedere i dati del CNIngegneri che stimano per il 2012 una flessione del proprio fatturato medio rispetto al 2011, anno già critico, di un ulteriore 30%) e che ad oggi non promette nulla di buono per il prossimo futuro (ovvero almeno per i prossimi 6 mesi).

E' inutile inoltre ricordare quanto Gian Vito Graziano si sia speso nel rilasciare le tante interviste andate in onda su tutti i principali telegiornali nazionali (ed internazionali)e le varie testate giornalistiche sulle problematiche, sicuramente più importanti e principali, riguardo ai rischi idrogeologico e sismico oltre che sulle tematiche energetiche ed ambientali.

Il Consiglio Nazionale sta quindi cercando di ampliare quanto più possibile gli ambiti di impegno anche laddove sembra apparentemente non ci siano opportunità, sia perchè probabilmente è nella già citata forma mentis del geologo l'essere un tecnico polivalente, sia perchè oggi il mercato del lavoro cambia sempre più rapidamente e pertanto, forse, bisognerà essere preparati attraverso una sempre migliore organizzazione a recepire al meglio le attuali poche nuove opportunità.

Scusate dello "sproloquio"..

Ultima modifica di georghit; 16/11/2012 13:00.