Originariamente inviato da: balocchi
La tomografia sismica da informazioni sulle velocità delle onde sismiche Vp, Vs (perlopiù le Vp).

La Velocità delle onde sismiche è legata alle caratteristiche elastiche del mezzo: Rigidità, Incompressibilità e alla Densità. Queste tre caratteristich sono legate alla Temperatura. Variando la temperatura del mezzo variano le caratteristiche di Rigidità, Incompressibilità e densità.

Io nella Tomografia sismica preverisco parlare di Anomalie della Velocità legate alla Rigidità-Incompressibilità e non alla densità. Aumentando la Rigidità-Incompressibilità del mezzo, aumenta la Velocità sismica (Vp)

Pertannto interpreto le aree azzurre come aree in cui il mezzo è più rigido.
Lo si può interpretare anche come quelle aree più fredde (in relazione alla temperatura) e quindi più dense. La densità non la ricavo direttamente.

Se voglio avere dei dati sulla densità allora uso le anomalie di gravità (Bouger) dove anomali positive di gravità mi indicano aumenti di densità, mentre anomali negative mi indicano diminuizioni di densità.


Io se fossi in te proverei a raccogliere dati diversi: Tomografia, Anomalia di Gravità, Flusso di calore e le confronterei.

Per l'arco Calabro Peloritano vedrai un'anomalia positiva a forma di arco sul versante tirrenico dovuta a una massa più densa. Tale massa rappresenta una risalita astenosferica causata dall'assotogliamento della Litosfera oceanica del Tirreno.
La parte in blu la prendo come un "bignami" sull'interpretazione delle tomografie. Interpretazione che mi ha sempre lasciato qualche perplessità ad iniziare dai gusci concentrici (solido-fluido) che vengono evidenziati per l'interno del pianeta. Quindi definire solido (ad esempio) il nucleo interno è una forzatura? O risulta anche dalle anomalie gravimetriche?

La parte rossa è in accordo anche con le linee di flusso che credo di vedere.

L'approfondimento sulle anomalie gravimetriche credo richiederà tempo, in quanto prima, dovrei capire cosa sono e come vengono ricavate, ma vedendo che si tratta di gravità non so se riuscirò a farmi un'idea a rigurdo...

Grazie smile

Tra parentisi: tra le altre cose che mi vengono in mente (in contrasto con i segnali di una subduzione) osservando la scarpata Ionica è che essa (anche in relazione a come si ammassa) dovrebbe essere soggetta a periodici crolli. Nel senso che quelle che chiami faglie secondarie dovrebbero crearsi non sempre, ma quando il carico raggiunge una certa soglia e con una certa ciclicità. In sostanza nella zona tirrenica la crosta oceanica che dovrebbe sollevarsi con un alto angolo (che tu confermi di circa 60°?) dovrebbe lavorare più a compressione sul versante tirrenico per finire "a sbalzo", quindi a taglio, su quello ionico e cedere ciclicamente al raggiungimento del "carico critico" se si può dire. Nella sezione del disegno che ho allegato più su (sopra alla tomografia, quella alla quale ho aggiunto le faglie), il rigonfiamento alla base del versante Ionico, dovrebbe essersi formato così

Ho fatto alcune ricerche sulle tsunamiti smile e qualche riscontro per la costa orientale della Sicilia e quella occidentale pugliese pare esserci.... E' anche vero che in zona c'è l'Etna che potrebbe aver creato precedenti.

Ultima modifica di Pierlo; 19/11/2012 10:46.