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Le onde non si scontrano... attraversano il mezzo.

Durante il moto di un'onda sismica entro un corpo omogeneo, la Velocità rimane costante se rimangono invariate le sue caratteristiche elastiche (rigidità, incompressibilità) e la densità.
Al variare della litologia variano anche le caratteristiche elastiche e di densità, pertanto si ha una variazione della velocità sismica.

Dimenticavo questa immagine della velocità delle onde rispetto la profondità: http://www.itiscurie.it/webcurienew/materiale_did/grafico%20velocit%C3%A0%20onde%20sismiche-profondit%C3%A0.jpg


Paolo
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Originariamente inviato da: balocchi
Non capisco: crosta oceanica che dovrebbe sollevarsi con un alto angolo (che tu confermi di circa 60°?)
Intendevo questo:
Originariamente inviato da: balocchi
Nella sezione geologica si notano le strutture tettoniche nell'area di Back Arc che sono faglie ad alto angolo (inclinazione di 60° circa) con immersione NW
non c'entra un tubo?


Originariamente inviato da: balocchi
Le onde non si scontrano... attraversano il mezzo.

Durante il moto di un'onda sismica entro un corpo omogeneo, la Velocità rimane costante se rimangono invariate le sue caratteristiche elastiche (rigidità, incompressibilità) e la densità.


Si, ma poniamo per esempio un sismografo interrato, una fossa oceanica, ed un terremoto al dilà della fossa, messi in modo che le onde P devono attraversare l'acqua per giungere al sismografo.

Se l'acqua è ferma, o si muove con un moto costante ed omogeneo che non varia le sue caratteristiche elastiche, c'è differenza nel risultato?

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Originariamente inviato da: balocchi
Se voglio avere dei dati sulla densità allora uso le anomalie di gravità (Bouger) dove anomali positive di gravità mi indicano aumenti di densità, mentre anomali negative mi indicano diminuizioni di densità.




Originariamente inviato da: balocchi
Per l'arco Calabro Peloritano vedrai un'anomalia positiva a forma di arco sul versante tirrenico dovuta a una massa più densa. Tale massa rappresenta una risalita astenosferica causata dall'assotogliamento della Litosfera oceanica del Tirreno.


Non so proprio dove mettermi le mani...
ma se le anomalie positive rappresentano risalite astenosferiche in qualche modo è come pensavo..... il Tirreno spinge ai lati (più quello NE) ma soprattutto la Calabria....

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Quote:
Se l'acqua è ferma, o si muove con un moto costante ed omogeneo che non varia le sue caratteristiche elastiche, c'è differenza nel risultato?


Le caratteristiche elastiche tra roccia e acqua variano dato che l'acqua ha un modulo di rigidità uguale a zero. Si avrà al passaggio dell'onda sismica roccia-acqua un cambiamento nella velocità. Una diminuizione delle Vp e un annullamento delle Vs. Dopo avere passata l'acqua si avrà un aumento delle Vp e una ripreasa delle Vs


Paolo
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La crosta oceanica si solleva a causa della spinta dal basso verso l'alto dell'astenosfera (aree arancioni nella carta delle anomali di gravità). Questa risalita instaura uno stress distensivo nel bacino di retroarco. Sul versante tirrenico si formano (durante la storia tettonica dell'Arco calabro-peloritano) faglie dirette inclinate di 60° circa. Queste faglie hanno generato la sequenza del Pollino.

Ultima modifica di balocchi; 19/11/2012 22:20.

Paolo
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Grazie per la disponibilità e la pazienza.....

Ho la sensazione che le 2 cose, e cioè quello che credo di vedere (strettoia nel flusso astenosferico sotto l'arco calabro) e quello che la geologia classica deduce dai dati (subduzione), siano separati da una linea sottile.

La risalita astenosferica è una di queste ed anche la strettoia. Sia essa una lastra in subduzione che una propaggine sommersa (nell'astenosfera) delle placche contigue.

Andiamo a sud, ora.... smile Con l'inizio dell'inverno può essere un'idea.

I terrazzamenti a sud dell'arco calabro sono compresi tra 2 scarpate: una a N termina a ridosso dell'isola di Cefalonia e l'altra a S è il prolungamento del lato orientale della Sicilia.

Come mai la placca africana, ha questa "rottura" che la separa dalla placca Adria?

Un ulteriore confine dei terrazzamenti ionici sembra una porzione di crosta oceanica che sembra essere molto antica (200Ma credo di aver capito) che borda tutto l'Egeo. Crosta oceanica che sembra andare in obduzione a Sud sul blocco africano. Insomma..... il Mediterraneo è pieno di obduzioni!!!! Obduzioni che direi create dalle varie strettoie in cui deve infilarsi il flusso astenosferico. E ancora non siamo arrivati alla più bella che sta più ad E (montagna sottomarina Eratostene).


A parte il "giretto" nel Mediterraneo, cosa ha formato le 2 scarpate (che sembrano uno "strappo") che bordano i terrazzamenti ionici?

Un appunto su questa
Originariamente inviato da: balocchi
Le tue sono ipotesi.... [omissis] ......forse troppo legate all'ipotesi del flusso astenosferico


Io credo ci sono zone in cui il flusso astenosferico è più superficiale e veloce e la crosta lo segue e disegna strutture che solo un fluido (abbastanza viscoso) può disegnare. La strettoia della Calabria è una di queste. Altre sono evidenti ad W di Tonga (Fiji); sotto la penisola dello Yucatan, ed anche l'estremità meridionale del sudamerica. Ma ce ne sono molte altre....

Non ultimo, sono tue parole: "Questo è uno dei probabili motori della tettonica a placche" riferito al risucchio che supera l'ostacolo (qualsiasi cosa sia). Io direi: è una grossa percentuale della forza propulsiva. Sia nel risucchio che nel trascinamento.

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Le ipotesi devono essere verificate e supportate dai dati acquisiti direttamente o indirettamente. E' il modello sperimentale su cui si basa la ricerca scientifica.

Ti invito a continuare nella ricerca di dati e a verificare le tue ipostesi.

Per quento riguarda le obduzioni probabilmente è pieno il mondo. Grazie alle obduzioni delle serie ofiolitiche sappiamo che in passato al posto dell'Italia c'era un mare: Ligure-Piemontese. Senza ofioliti questa ipotesi poteve essere fatta solo sulla base dei fossili e sedimenti trovati nerre rocce affioranti nell'Appennino, ma potevamo sapere che c'era stata una apertura precedentemente???

Quote:
Come mai la placca africana, ha questa "rottura" che la separa dalla placca Adria?


Un passo indietro: la scarpata della Cefalonia è la scarpata di Fossa oceanica che costeggia verso SE la Grecia: Fossa Ellenica che rappresenta la subduzione della placca Africana sotto da Grecia. Tale subduzione è responsabile dell'arco insulare delle Cicladi.

La placca Africana è fratturata secondo alcune microplacche perchè si comporta in modo rigido e perchè gli sforzi tettonici sono diversi da punto a punto. Una piastra rigida ma soggetta a forte con diverso mudulo si deforma in modo fradile (fagliandosi) ma con strutture diverse che sblocchettano la piastra in modo da rendere omogeneo lo sforzo tettonico su di essa.
Tale sblochettamento lo ritroviamo a tutte le scale di osservazione: scala regionale e scala dell'affioramento. Lo sblocchettament può definire dei Domini Strutturale: aree diverse con caratteristiche tettoniche diverse (geometria delle strutture, movimenti, forze).
Non so se è chiaro...
La placca Africana è sblocchettata perchè reagisce in modo diverso alle diverse sollecitazioni tettoniche.


Paolo
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Originariamente inviato da: balocchi
Una piastra rigida ma soggetta a forte con diverso mudulo si deforma in modo fradile (fagliandosi) ma con strutture diverse che sblocchettano la piastra in modo da rendere omogeneo lo sforzo tettonico su di essa.

La mia è la versione base.

Questa è la sezione supersemplificata del centro esatto del flusso, dove è più veloce sulla linea Vavilov-Marsili, in corrispondenza della Calabria.
E' quello che credo avvenga sull'arco calabro.
La crosta oceanica dovrebbe essere semplice da sblocchettare. Mi sembra si rompa sempre a 90° in qualsiasi direzione. Le linee delle dorsali ed il tuo discorso sulle faglie primarie e secondarie credo confermino.
Inizialmente è una lastra piatta, multilivello (da fragile a plastica verso il basso, fino a fluido) e fina, in movimento.

La strettoia devia il flusso verso l'alto e quindi si crea una linea di maxx pressione che ha più o meno la forma della linea che ho disegnato. La velocità lungo questa linea è inversa all'altezza, lo scorrimento da sx a dx cioè da NW a SE


I blocchetti nella zona rigida e sottile devono fare mediamente la stessa strada. E per farlo si creano all'inizio della salita a Sx dove non possono seguire la traiettoria curva troppo stretta. Salgono, alzando il lato dx, rallentano e si accalcano a causa della decelerazione e della gravità. Il minimo della velocità è nella parte alta della linea e dovrebbe corrispondere anche al massimo spessore litosferico. Poi scendono lentamente in discesa si ribaltano a dx e riprendono velocità distendendosi.


Dovrei farti vedere l'ora di creazione del file immagine allegato...................

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è una montagna russa???

rappresenta lo sblocchettamento della piastra in sezione???

Ultima modifica di balocchi; 20/11/2012 21:44.

Paolo
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Si, e che tu ci creda o no, quando hai postato sopra dei blocchetti, l'avevo già fatta da poco (seguendo il tuo consiglio riguardo il disegno). smile immagina cosa ho pensato quando ho letto "blocchetti" pollicesu

Nell'ultimo post sulla discussione di Coriolis (in un passo che riporto) avevo evidenziato i presupposti.....

Quote:
Il principale problema nell'individuazione della forza di Coriolis su questo pianeta sta nel repentino cambio di geometrie che si ha nel passaggio da fluido a solido. I fluidi possono agevolmente seguire le linee curve dell'algoritmo "Coriolis" mentre i solidi faticano ad adattarsi, visto che devono prima rispondere all'algoritmo "cristalli" fatto di rette ed angoli. Lo fanno con grande difficoltà (ma con Balocchi torna tutto! ) rompendosi secondo l'algoritmo che li governa trascinati dall'algoritmo che li muove. Quindi i segnali in superficie vanno un po' tradotti.... interpretati, depurati. Ma ci sono!


Mi sono permesso di citarti.... grin

PS: le montagne russe "sono un ottimo esempio" per quanto riguarda la velocità della piastra lungo la linea.

Chiaro che quello è un esempio supersemplificato dell'asse del flusso (in superficie) in sezione.

A questo andrebbero aggiunti:
Resistenze laterali del limite (Appennino/Sicilia)
Resistenze profonde in diminuzione per l'aumento di fluidità, quindi maggior trascinamento dal basso.
Eventuali turbolenze laterali.
La zona anteriore, con i raggi di curvatura più stretti, dovrebbe produrre i "blocchetti" più piccoli favorendo la risalita del magma (eolico). Il ristagno è favorito dall'ostacolo.



Per approfondire ho anche cercato un piano WB. In quelli che ho trovato mancano i terremoti dove la piastra (quella che secondo me non c'è) va in subduzione. Quelli che mi mancano di più sono quelli dove la piastra che dovrebbe scendere in subduzione, piega verso il basso, con il minimo raggio di curvatura.

Insomma..... io ci vedo una strettoia che viene superata in parte al disopra ed in parte al disotto.
La strettoia sta a circa 150km di profondità
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=download&Number=2373&filename=Schermata del 2012-11-18 08:01:16_1.png

e separa il flusso
La distribuzione dei terremoti è coerente. Lo sblocchettamento superiore l'ho disegnato. Quello inferiore dovrebbe essere simmetrico. Se si può parlare di sblocchettamento a 150km di profondità.... ma pare di si.

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