Originariamente inviato da: balocchi
Una piastra rigida ma soggetta a forte con diverso mudulo si deforma in modo fradile (fagliandosi) ma con strutture diverse che sblocchettano la piastra in modo da rendere omogeneo lo sforzo tettonico su di essa.

La mia è la versione base.

Questa è la sezione supersemplificata del centro esatto del flusso, dove è più veloce sulla linea Vavilov-Marsili, in corrispondenza della Calabria.
E' quello che credo avvenga sull'arco calabro.
La crosta oceanica dovrebbe essere semplice da sblocchettare. Mi sembra si rompa sempre a 90° in qualsiasi direzione. Le linee delle dorsali ed il tuo discorso sulle faglie primarie e secondarie credo confermino.
Inizialmente è una lastra piatta, multilivello (da fragile a plastica verso il basso, fino a fluido) e fina, in movimento.

La strettoia devia il flusso verso l'alto e quindi si crea una linea di maxx pressione che ha più o meno la forma della linea che ho disegnato. La velocità lungo questa linea è inversa all'altezza, lo scorrimento da sx a dx cioè da NW a SE


I blocchetti nella zona rigida e sottile devono fare mediamente la stessa strada. E per farlo si creano all'inizio della salita a Sx dove non possono seguire la traiettoria curva troppo stretta. Salgono, alzando il lato dx, rallentano e si accalcano a causa della decelerazione e della gravità. Il minimo della velocità è nella parte alta della linea e dovrebbe corrispondere anche al massimo spessore litosferico. Poi scendono lentamente in discesa si ribaltano a dx e riprendono velocità distendendosi.


Dovrei farti vedere l'ora di creazione del file immagine allegato...................