Non sono mica tanto d'accordo sul fatto che saranno i grossi studi a rimetterci.

Quando la lotta sullo sconto si fa dura, il grosso studio - beninteso se ha altri interessi su piazza - può giocare molto sporco sul prezzo, tagliando fuori buona parte dei concorrenti.
La grande struttura infatti può risparmiare sulla manodopera dal momento che si trovano sempre neolaureati aspiranti geologi pronti a fare gavetta gratis. Basta che il lavoro ricompensi il coordinatore e le spese generali.

A me sembra che questo decreto "giustifichi" il lavoro nero nel settore professionale.
Non è una novità, siamo appena agli inizi nel trovarci di fronte i problemi che esistono negli appalti pubblici, dove esistono i prezziari di riferimento per il valore delle opere, un complesso calcolo delle medie per l'affidamento dei lavori, il taglio delle offerte anomale (che si portano dietro personale in nero sottopagato e talvolta anche una scia di debiti per forniture impagate) e giustificativi per ribassi eccessivi.
Tutto quanto nel tentativo di mantenere un equilibrio tra il risultato per il committente, il giusto guadagno per l'impresa, la tutela della manodopera.

Dovrebbe essere chiaro allo stimato Min. Bersani che una deregulation totale si ripercuote su tutti i professionisti, ma con un effetto amplificato sull'ultimo anello della catena, ovvero i giovani.

A meno che un giovane non consideri un successo prendere a prezzi ridicoli incarichetti che potrebbero valere poche migliaia di euro.