Quote:
tra la subduzione tirrenica e l'arco Eolico dove sta la zona in distensione? E' vero che il versante tirrenico è in distensione, ma a causa di cosa?


se non segui il dicorso non potrai mai rispondere a queste domande...

è dal primo post che si risponde a queste domande

tra la subduzione tirrenica e l'arco Eolico dove sta la zona in distensione?


E' una domanda che non si regge... il Tirreno è un Bacino di Retroarco che si estende con direzione NW-SE, e non va in subduzione

In questo modello ti chiedo di sostituire Bacino di retro-arco con Mare Tirreno e Arco Magmatico con Calabria. La Fossa è la scarpata Ionica.
http://89.97.218.226/web1/science/images/111.gif

E' vero che il versante tirrenico è in distensione, ma a causa di cosa?

Sempre nel modello precedente orientato grossomodo NW-SE abbiamo la Crosta Oceanica che scende (in realtà nel caso calabro è crosta continentale. La crosta oceanica c'era nel passato ed è andata totalmente in subduzione) sotto la Calabria.
L'apertura del bacino di retroarco (Mare Tirreno) è avvenuta perchè:
1) il piano di subduzione scende portando fino al mantello e ne provoca la parziale fusione. La fusione (vedi onde Vp delle tomografie) porta alla risalita astenosferica verso la superficie. Le correnti convettive estendono la litosfera oceanica del Mare Tirreno e provocano fratture. Il magma esce dalle fratture e si formano i vulcani sottomarini del Tirreno (modello delle celle convettive).
2) il piano di subduzione scende e viene spinto verso SE da un flusso astenosferico che lo arretra (roll back). Si ha una fusione del magma astenosferico tra il piano di subduzione e la litosfera oceanica del mare tirreno. Il mare Tirreno e la Calabria si "rilassano" andando verso la placca in subduzione, che a causa dell roll-back ha formato spazio tra le due placche (lo spazia si forma nel prisma di accrezione e viene chiuso dall'avanzare della calabria e mare tirreno). Il tirreno però è grande e pesante e quindi non viene trainato tutto, ma si lacera (faglie distensive, normali) formando fratture che consentono la risalita del magma formando i vulcani sottomarini (modello Doglioni del flusso astensoferico).


Paolo