Le dichiarazioni del prof. Alessandro Guerricchio, docente di geologia applicata presso la facoltà di ingegneria dell’Università della Calabria sono chiare e nette. Iniziano i sospetti, dilaga il vociferare di una consapevolezza tenuta nascosta. Secondo il docente,come l’esperienza insegna, nelle aree in cui sono presenti dei bacini artificiali e conseguenti sbarramenti di acqua, si verificano continuamente terremoti. Per il momento si tratta solo di una teoria che richiede ulteriori indagini.
È questo il tarlo che si insinua nella mente dei mormannesi. Ma cosa centra tutto ciò con il terremoto?
Da circa 15 anni, a Mormanno, in località Pantano, è presente un bacino artificiale costruito dall’Enel per il convoglio dell’acqua che, scendendo poi a valle, produce energia. Una fonte quindi rinnovabile, che non inquina e una grande risorsa per il territorio.
Ma è a partire da qui che nascono alcuni sospetti. La presenza del bacino può aver favorito il sisma? Secondo Guerricchio si. Il terreno del Pollino è un terreno roccioso, composto da rocce dure, di due tipi molto diversi tra loro che non tendono a legarsi, ma ad avere una conseguente instabilità basata essenzialmente sull’attrito e l’incastro.
Questo fattore favorisce già una maggiore tendenza alla sismicità. Con una presunta infiltrazione di acqua nel terreno, nonostante la superficie del bacino venga precedentemente bonificata e resa impermeabile, è ovvio che la situazione diventa più rischiosa, se la teoria proposta dal docente fosse vera. Le infiltrazioni intervallandosi tra i due tipi di rocce, in presenza di una faglia attiva, fungono quasi da “lubrificante” tra i due microsistemi determinando un loro slittamento e una conseguente sovrapposizione.
Tutto ciò potrebbe accentuare il movimento delle rocce e quindi far aumentare il già presente rischio sismico. Per il momento l’UDC di Morano ha proposto lo svuotamento a scopo cautelativo del bacino affinché si possa procedere ad una osservazione precisa e puntuale della superficie e del fondo che occupa l’invaso.
A far aumentare la preoccupazione delle persone del posto le voci, che negli ultimi giorni corrono veloci come la luce, di una eventuale consapevolezza da parte dell’Enel, da circa due anni, della presenza effettiva di infiltrazioni d’acqua nel terreno. Sono solo voci per il momento, ma che spaventano e preoccupano i mormannesi. Se davvero così fosse, qualcosa si sarebbe potuto evitare? Si poteva effettuare un’opera di prevenzione? C’è un minimo di “colpevolezza” da parte dell’uomo attraverso i suoi interventi sul territorio?
Dubbi che persistono nella mente di questi cittadini e che si aggiungono alla già difficile ripresa, alla difficile presa di coscienza che qualcosa è cambiato da quella maledetta sera ma che grazie alla loro dignità e alla loro forza non permetteranno mai a Mormanno di morire.
Fonte:
http://www.wateronline.info/2012/11/28/pollino-un-terremoto-da-2-200-scosse-che-pero-non-fa-notizia/