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Iscritto: Jul 2006
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Egregi colleghi, scusate se non rispondo per "quote" , semplicemente non sono abile con questo tipo di "marchingegno".
Quanto all'obiezione posta da anticlinale direi che Stefano ha risposto bene in mia vece. E' semplicemente una questione di definizioni e carichi idraulici. Se parliamo di falda confinata in idrogeologia non ci sono dubbi. E' una falda la cui superficie piezometrica (luogo dei punti nei quali pressione della falda e pressione atmosferica si equivalgono) è al di sopra del tetto "fisico" dell'acquifero. Una falda come quella descritta da anticlinale può episodicamente essere confinata o non confinata a seconda del carico idraulico ma la presenza di uno strato impermeabile a tetto dell'acquifero non è di per se stessa condizione sufficiente per il "confinamento", mentre è condizione per lo più necessaria. L'applicazione delle relazioni di moto da falda confinata ad una falda non confinata è consentita solo nei termini previsti dalla semplificazione di Dupuit. Ma non vorrei essere troppo "accademico". E mi fermo.
Mi piace molto il punto di vista di Stefano sul rapporto costo di emungimento/efficienza per definire la portata ottimale d'esercizio. Non è molto "tecnica" ma estremamente efficace. Non è applicabile nel caso di pozzi barriera per il contenimento dell'inquinamento ma sicuramente per pozzi produttivi è una definizione "pulita" e dotata di un certo "stile" (la classe non è acqua, o si ?). Laddove me ne capiterà l'occasione l'applicherò.
Mi scuso ancora con i colleghi per la vena accademica non voluta e per altro fuori luogo perchè io non sono un accademico. Ma dal momento che ho fatto dell'idrogeologia la mia specializzazione professionale qualche volta tendo a "trascendere" nell'esporre. Cordialmente,
Expo 3001
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