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Originariamente inviato da gibbo at work:
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mi permtetto di dissentire: una falda contenuta in uno strato di ghiaia compreso tra due aquicludi di argilla, che lo "confinano" dalla superficie (cioè non è un acq. freatico) e la piezometrica è al di sotto del tetto delle ghiaie perchè le medesime non sono sature (cioè, non è in pressione perchè l'acqua non permea tutto l'intervallo) come lo definiamo?
Falda freatica.
certo la domanda banale, da vero incompetente merita una risposta telegrafica tipo "vatti a fare la barba va'" vero gibbo?

Solo il collega expo_2001 ha però colto il senso della domanda: infatti ho avuto a che fare un caso in cui la relativamente poco spessa lente di ghiaia, ricoperta da circa venti metri di argilla, che ha sempre ospitato un acquifero in leggera pressione (dico leggera perchè soggiacenza circa -13 p.c.) in corrispondenza degli elevati emungimenti del 2003 si è letteramente svuotata e la superficie piezometrica si è abbassata talmente tanto da non raggiungere nemmeno il tetto della lente.
Se questa particolare situazione idrogeologica divenisse la norma, vuoi per l'aumento di anni secchi vuoi per altri motivi, come si dovrebbe considerare l'acquifero? confinato o non confinato? in pressione o freatico?
volevo solo fare notare che tutte le classificazioni in natura sono sempre molto strette, ecco spiegata la domanda così banale.


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)