Ebbene si legge nel quaderno:
Si consiglia pertanto di valutare nella “relazione geologica”, che segue il progetto fin dalle fasi di fattibilità, la prima griglia di eventuale esclusione della necessità di verifica di suscettibilità alla liquefazione come trattato nelle NTC; se tale verifica risultasse dovuta andrà inserita nella “relazione sulla pericolosità sismica del sito”
Si introduce cioè una nuova relazione....FACEPALM
Questi suggerimenti non mi trovano in perfetto accordo per i seguenti motivi:
1) La verifica puntuale della liquefazione è argomento di ingegneria geotecnica sismica. Non può essere introdotto nella relazione geologica secondo un criterio di logica elementare.
2) Il potenziale rischio di liquefazione ai fini della pericolosità del territorio può essere stimato orientativamente sulla base di fattori sedimentologici, litostratigrafici e idrogeologici e andrà poi verificato con i metodi appropriati o escluso a priori con argomentazioni sismiche e geotecniche in sede più opportuna (relazione geotecnica e sismica o relazione a parte dedicata alla liquefazione). Se vogliamo introdurre un'ulteriore relazione sismica e geotecnica nella geologica, quest'ultima diventa una barzelletta. Rammento che la prima griglia si basa su dati come Mw e Amax (relazione sismica) N1(60) e qcN, granulometria (relazione sulle indagini )
Un aspetto invece molto importante e poco chiaro finora è quali valori caratteristici (eventualmente) utilizzare nella liquefazione e se la frase della normativa C.7.11 si riferisce ad una stima cautelativa di Nspt e qc:
La sicurezza nei confronti della liquefazione deve essere effettuata utilizzando i valori caratteristici
delle proprietà meccaniche dei terreni.
C'è qualche suggerimento in merito nei quaderni 'liquefazione'?