sono daccordo ma......
in pratica per piccoli lavori dove i dti geotecnici sono univoci, affetti tutti dai medesimi errori (vedi dpsh o cpt) che senso ha una trattazione statistica?
Mi spiego con un esempio: prove DPSH senza rivestimento per una annesso su limi sabbiosi sciolti in falda causa l'impossibilità di ancoraggio, il coeff. teorico del penetrometro pagani è 1,8 e rotte in sup. poi si abbatte mano a mano che la prova si approfondisce fino a diventare per attrito minore di 1 e questo limite cambia a seconda dei terreni più o meno stringenti, i limi collassano sulle aste da 2 m e influiscono sulla prova facendo risultare il terreno più addensato, detto questo trovo assurdo omogeneizzare i dati rilevati e trattarli statisticamente, mi trovo meglio a assegnare un valore caratteristico ragionato e cautelativo in considerazione di tutte le cose osservate.
Per opere importanti dove i dati provengono da prove differenti e sono molte allora il discorso cambia.