Ciao a tutti, vorrei chiedervi un chiarimento:
se in un cantiere di piccole dimensioni si intende riutilizzare parte del terreno di scavo per riempimenti o sistemazioni esterne (approvati nel progetto) occorre presentare il Piano di Utilizzo? Se mi trovo in un'area ragionevolmente non inquinata e dimostro tramite analisi la qualità del materiale dovrei potermi avvalere dell'art. 185, giusto? Il 185 infatti dice che non costituisce rifiuto "il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato". In tal caso che protocollo seguireste per dichiarare che quel terreno rispetta le CSC (numero di campioni ecc.)? Occorre presentare un documento in Comune ed acquisire un'autorizzazione? Credo di si. Grazie per le eventuali risposte.
Ti rispondo per punti:
1) No, se ti avvali del 185 non deve essere presentato un piano di utilizzo in quanto è previsto dal progetto stesso.
2) Si ti puoi avvelere del 185. In alcuni comuni se l'area è palese che non sia inquinata e per minimi quantitativi, può bastare l'auto certificazione per l'esclusione di attività potenzialmente impattanti sulle matrici ambientali (chiaramente con un certificato io personalmente mi riterrei più sicuro......per il metodo di campionamento puoi usare il metodo che ritieni più opportuno). Nel 185 La genesi delle terre è prevista dal progetto e funzionale all'opera per cui si sta lavorando e quindi non sono rifiuti!! Le terre come sottoprodotti sono originate da processi il cui scopo primario non è la produzione delle terre (che infatti devono uscire dall'area di cantiere con il dm 161). La differenza è sostanziale!! Il 185 e il DM161 sono due mondi differenti!
3) l'autorizzazione ti viene data dall'approvazione del permesso a costruire, oppure la auto certifichi con la Scia (nella modulistica dovrebbe essere presente qualche check box)
Massimo