Quello che è veramente contestabile è trattare due verticali non omogenee come una sola omogenea. Sarebbe un esempio di applicazioen meccanica, e non ragionata, del metodo statistico, che porta ad errori.
E' proprio questo, in un percorso che dovrebbe portarti ad avere un dato oggettivo che fa correre il rischio maggiore.
Prendiamo ad esempio i dati postati da Loberto: con quei dati analizzando le curve granulometriche ed i limiti personalmente non mi sognerei mai di fare una trattazione statistica dei dati. Cercherei di fare un modello geologico e geotecnico che mi permetta di distinguere tra livelli diversi.
Magari ponendo attenzione al volume più prossimo alla fondazione per fi' e c' e valutando la compressibilità dei volumi più profondi (in caso di platea).
Ci sono abbastanza dati, ma il riscontro oggettivo secondo me fa propendere per una stima ragionata e cautelativa, piuttosto che in una trattazione statistica. Forse potrei essere io il ctu ignorante, ma se con quei dati alla mano scegliendo 1 "Low" si prende per buono il valore di 13kPa di c' a parere mio si prende un bel granchio.
Con tutti i parametri che trovo nel fogliettino mi premurerei di verificare prima la velocità di taglio cui sono stati sottoposti i campioni per verificare che il valore di c' sia reale e non fittizio per l'eccessiva velocità di prova.
Insomma quello che intendo è che a parere mio la trattazione statistica ha senso dopo un bel lavoro di scrematura di un mucchio di altri fattori.
Per le poche esperienze che mi sono capitate (in quanto a numerosità dei dati ottenuti da campioni indisturbati e SPT) devo dire tutto sommato che una volta applicate quelle scremature (o filtri parlando più forbitamente) la trattazione statistica ha portato ad una convergenza netta con la stima ragionata e cautelativa.
Il rischio maggiore che continuo a ripetere da quando sono uscite le NTC del 2005 (poi del 2008) è che facendo un gran calderone dei dati, siamo noi geologi a rimetterci di più perchè se abituiamo gli ing. a questo comportamento è sempre più probabile che escano valori "fuori del seminato" tipo tutti fi' di 17°-18°. La nostra capacità deve essere di fare modelli più prestazionali, che premino la conoscenza dei terreni permettendo di fornire parametri il più reali possibili.
Altrimenti basta schiantare un 15° e c'=0 e siamo tutti bravi (e dopo risparmieranno anche di chiamarci!).