OK, ho controllato direttamente alla fonte, ossia la tabella D1 dell'EC 1990, poi il designers' guide to EN 1990, poi il decoding eurocode di Bond e Harris, ossia tutta la letteratura libresca disponibile.
Il 5° frattile di cui parla l'EC7, in sintesi, viene calcolato non su base frequentistica, ossia il 5° percentile della distribuzione del campione, bensì si basa sulla teoria della misura sperimentale della resistenza di provini, estesa nel campo geotecnico alle prove in situ, ossia ogni dato viene equiparato ad una prova sperimentale.
La conclusione è che questo 5° percentile,a meno che la varianza della popolazione sia nota, può risultare essere molto più basso dei minimi del campione, da qui le osservazioni di Andrea Evangelista.
In conclusione, avremmo dei valori caratteristici disastrosamente bassi se i dati non sono numerosi, quello che si può fare per ovviare all'inconveniente lo discuteremo domani, dato che si è fatto davvero tardissimo
I valori della tabella 2.7 del designers guide ossia della tabella D1 dell'EN 1990 si possono calcolare con la formula di excel citata, moltiplicata per radq(1+1/n) come anche scritto nei quaderni.
Confermo che i valori dei miei fogli, nel caso di piccoli volumi di fondazione, risultano più o meno ottimistici e li correggerò al più presto.