Nel ringraziare Spirifer, gibasile e mccoy per il collaudo del Quaderno 2, abbiamo (pluralis maiestatis)concluso che più dati abbiamo e meglio potremmo caratterizzare le unità.

So che non è una gran geniata, ma ne consegue che con le sole analisi di laboratorio, inevitabilmente su pochi campioni (di norma i lavori che eseguamo non sono per dighe o grandi infrastrutture), ci addentriamo in un procedimento giustamente cautelativo, ma forse troppo penalizzante ai fini della definizione dei suddetti parametri.

Le indagini in situ invece risolvono questa (forse per qualcuno, apparente) incongruenza.
Ad esempio le cptu forniscono indicazioni ogni 2 cm di avanzamento...

Questa visione d’insieme (probabilmente filtrata da ciò che faccio abitualmente) mi spinge ad avanzare altre richieste per altre aspettative da un quaderno sui valori caratteristici.


The road not taken
(Robert Frost)