Andiamo oltre.....
Nell'immagine clickabile per vedere la risoluzione originale, ho evidenziato: con le linee blu la "cella" del Tibet e quella che approssimativamente sarebbe dovuta essere stata la cella del suo clone disattivato. Con le linee rosse 2 zone interne.

Le zone evidenziate con le linee rosse hanno una particolarità: nel caso del Tibet, all'interno c'è una "depressione" che dovrebbe corrispondere ad una risalita astenosferica frutto della turbolenza (nella successiva immagine delle anomalie gravitazionali dovrebbe essere chiara). Cioè, il Tibet avanza verso E e dietro di sè lascia una zona di depressione. La rotazione che produce il vortice contribuisce a far trovare quella zona in depressione, dato che la coda tende verso S. In più, avanzando verso E è normale "aspiri" più ad E e sia in depressione ad W. Quindi, nel Tibet, con il vortice ATTIVO, quella zona ha una sua energia e si mantiene con quella forma e dimensione facendo risalire un superficie materiale meno denso che dovrebbe fluire in superficie dal centro verso i lati.
Nel clone a N, che è SPENTO, cioè non ha un vortice sotto che crea una cella e quindi tutti i suoi equilibri, quella zona non c'è più, dato che essendo stata in precedenza equivalente a quella del Tibet, quindi priva di ammassi rocciosi che ne avrebbero potuto conservare la struttura, al mancare delle condizioni di pressione si è letteralmente dissolta.

Ora, anche alla luce di queste considerazioni, quindi rimettendo "idealmente" al suo posto la depressione scomparsa equivalente a quella dello Xinjiang, qualcuno, ad iniziare da Balocchi, vede qualche similitudine?

Paragonando le "forme" anche a quelle evidenziate dalla carta delle anomalie gravimetriche, qualcuno vede ancora altre similitudini?


Ultima modifica di Pierlo; 25/12/2012 09:33.