Se vale questa:
Quote:
La distanza tra la fossa oceanica e l'arco vulcanico è inversamente proporzionale all'inclinazione del piano di subduzione, in quanto, ad alte inclinazioni, la componente orizzontale del percorso che la placca deve compiere per raggiungere le condizioni di pressione e temperatura necessarie per il conseguimento delle reazioni di disidratazione è inferiore.
presa da "subduzione" su wikipedia; allora il ragionamento sotto che vorrebbe la distanza tra l'arco magmatico ed il limite di placca uguale a 0 è corretto.

Originariamente inviato da: Pierlo
Nelle Marianne che sono perpendicolari, il modello classico dei disegni classici riportati in tutti gli esempi dovrebbe produrre vulcani proprio nel limite, visto che la perpendicolare emergerebbe lì, quindi fallisce. Invece i vulcani stanno al loro posto, cioè subito ad W del fronte dove staziona il flusso più caldo e fluido e dove la litosfera si allunga di più ed è più sottile. Questo caso "limite" della subduzione perpendicolare delle Marianne evidenzia un altro lato debole della subduzione intesa nel modo classico, dato che i vulcani dovrebbero avere i condotti che percorrono una curva di 90° prima di emergere, o comunque dovrebbero seguire una traiettoria obliqua poco coerente.
Per assurdo dovrebbero trovarsi vulcani o solo nel mezzo della fossa o anche da ambo i lati, ma non al "solito posto". Il solito posto va bene in un'onda. E' coerente con tutta la dinamica e descrive l'isobara ed anche la linea di massimo "snervamento" prodotto dall'allungamento. Come fa ad esserci una distensione della litosfera oceanica sull'arco magmatico delle marianne? Il modello classico non funziona.

Ultima modifica di Pierlo; 27/12/2012 00:09.