Scusate se intervengo. Come al solito per chiedere chiarimenti ma anche, se possibile, per contribuire. Magari non pro o contro. Anche se da qualche parte alla fine bisogna schierarsi.
Iniziamo con le presentazioni, giusto per essere chiari fin dal principio. Io sono un imprenditore. Per LEGGE la mia impresa DEVE avere un DIRETTORE TECNICO iscritto all'albo. Quindi, dal momento che, sempre per LEGGE l'amministratore unico può essere, se ne ha le caratteristiche, DIRETTORE TECNICO, io sono DIRETTORE TECNICO di una S.r.l. nella quale ho anche l'incarico di Ammnistratore. E della quale sono socio. Cosa, secondo la normativa italiana (e non secondo le circolari) farei di non consono ? Poi, siccome sono iscritto all'albo da più di un certo numero di anni sono eligibile come consigliere. E ancora non ci vedo il conflitto d'interesse. Sarei in conflitto d'interesse se nell'esercitare la professione del geologo in ruolo di direzione lavori per conto di un ente pubblico cercassi (magari in una licitazione privata) di favorire l'azienda della quale sono socio. Ma la normativa sugli appalti dovrebbe (la conosco poco, scusate) evitare questi dilemmi controllore-controllato. Essere consigliere dell'ordine e contemporaneamente imprenditore non mi sembra essere di per se stesso un conflitto d'interesse. Anzi. E' una necessaria diversificazione della composizione dei consigli per coprire esigenze diverse di diversi professionisti iscritti per diversi motivi e a diverso titolo agli albi. Il censimento degli "imprenditori" e non "imprenditori" è di per se stesso infruttuoso perchè potrei essere socio di maggioranza di un'impresa senza cariche amministrative e quindi sulla carta non essere "imprenditore" ma "fornitore" dell'azienda. La proposta di "caccia alle streghe" è forse più dettata dalla (giustificata) rabbia di vedersi negare la possibilità di usare uno strumento sul quale si è investito (io ho appena comprato un Pagani TG63100 e so quanto costano questi "giocattoli") piuttosto che dal reale effetto che se ne potrebbe trarre. Ora la questione è: un geologo professionista può o meno usare uno strumento come una sonda o un penetrometro facendolo passare per uno "strumento di misura" ? Secondo quello che ho capito della circolare la risposta normativa è "no". Ma allora una società di persone (s.n.c o in accomandita semplice) in quanto impresa può farlo ? E uno studio associato a responsabilità limitata ?
Dal mio punto di vista (spassionato e morale) un geologo in quanto tale è un'impresa individuale, quindi se si attiene alla corretta normativa sulla sicurezza e se adopera lo strumento con operatori (lui stesso) assicurati per l'attività la cosa non dovrebbe suscitare alcun "vespaio". Non dovrebbe. Ma ci sono anche le ragioni degli altri:
> le assicurazioni RC dei geologi coprono danni diretti operati con strumentazione come penetrometri o sonde ? Quanti geologi coprono con assicurazione i danni che possono provocare ai clienti o ai terzi ? Mi è capitato di dover coprire i danni di colleghi che hanno allegramente bucato metanodotti e che non avevano nessuna assicurazione in merito. E non parlo di danni consequenziali, come l'inquinamento ambientale (vedasi forature di oleodotti) che tanto non ti assicura nessuno.
> gli operatori ai penetrometri sono coperti da INAIL o da forma assicurativa equivalente ? Appena si entra in un deposito carburanti ecco che ti chiedono anche la foto della mamma. Libri matricola, DURC, etc. Perchè invece un geologo dovrebbe presentarsi nudo e crudo e pretendere di entrare ? E lavorare e farsi male ? A spese della Committente ?
> le prassi di sicurezza sono rispettate, esiste un documento di analisi dei rischi redatto ai sensi della 626/94 ? C'è un RSPP responsabile ? E un medico incaricato ? E l'estintore è a norma ?

Se lo Stato richiede queste cautele alle imprese le deve richiedere anche ai geologi che di fatto si fanno "impresa" ma non lo dichiarano. Da qui un ribaltamento molto strano: spendere meno soldi in sicurezza ed in assicurazioni (o nulla), calpestare le norme che le imprese sono tenute ad applicare, non cautelare il cliente dei danni che si possono provocare a casa loro e poi andare a "caccia delle streghe".

E' scorretto, dal mio punto di vista. Io personalmente prima di decidere quale forma dare alla mia attività ho valutato questi fattori e mi sono sobbarcato costi aggiuntivi per garantire al mio personale e a me stesso ed ai miei clienti una copertura non totale ma almeno minimale dei "casini" che potevasi combinare.

Diversamente non avrei comprato una bestiaccia cingolata che può passare ridendo un metanodotto della SNAM con due colpi di maglio (provare per credere). E se l'attrezzo è più piccolo non è detto che sia meno pericoloso. Anzi.

Quindi ? Quindi se non li puoi combattere alleati. Soprattutto se questa volta mi sa che hanno ragione loro. Guai ai direttori tecnici delle imprese che fanno il "doppio gioco" e tirano acqua al mulino della loro impresa facendo controllori e controllati. Ma attenzione ai geologi (spero pochi) che fanno gli imprenditori senza pagarne gli oneri e i dovuti.

Se poi non è così sparatemi addosso. Ma prima dimostratemi che ho torto.

Cordialmente


Expo 3001