SULLE AUTORIZZAZIONI
rimango a favore
1) perché i criteri di qualificazione sono giusti (non c’è solo la dimensione), al di là di chi li proponga sia una persona onesta o meno.
2) perché fino ad ora non c’è stata nessun’altra iniziativa in merito a qualificazioni e uniformazione dei metodi (la documentazione fotografica è solo un piccolo passo avanti). Ci sono esempi lodevoli di qualificazione ma si tratta di volontariato e non di norme obbligatorie
3) non da ultimo perché ho avuto modo di notare la situazione di mercato ante e post autorizzazioni. chiedete a chiunque operi dalle mie parti. Vi diranno che la qualità del lavoro e il guadagno conseguente è più che raddoppiato, nessuno vuole che si ritorni allo status quo.
In sintesi apprezzo molto il tentativo di proporre con il Regolamento una obbligatorietà delle indagini che si sostituisca alle certificazioni del ministero (con tanto di documentazione fotografica, spero tanto che venga accettata. Ma si potrebbe fare di più rendendo obbligatoria la produzione di certificati di prova come quelli voluti dal STC.). Il fatto è che questa cosa avviene solo nel Lazio, penso che dal punto di vista normativo la battaglia sia persa.

SUL REGOLAMENTO
Il regolamento in generale, al di là della mia specifica proposta che voleva anche contrastare questo fatto, aumenta il carico di lavoro per chi redige la Relazione Geologica. In alcuni casi in maniera anche inutile (sezione geologica) e al di là degli obblighi di legge e dei compensi conseguenti (verifica di stabilità dei pendii).
Il problema è che invece A CHI REDIGE LA RELAZIONE GEOTECNICA NON VIENE CHIESTO NIENTE DI NIENTE.
1) Nel caso di indagini geotecniche non viene ribadito l’obbligatorietà di produrre la documentazione di cui al punto C6.2.2, non mi riferisco ad indagini da parte di laboratori autorizzati ma a notizie sulle indagini stesse.
2) non viene chiesta di fare indagini laddove non è possibile fornire un modello geotecnico anche con le “indagini geologiche obbligatorie” ovvero per pericolosità bassa e su roccia (il rilevamento vien reso obbligatorio solo per pericolosità alta)
3) non viene chiesto di motivare la mancata verifica a liquefazione (perché è compito di chi fa la geotecnica)
4) non viene chiesto di motivare la mancata verifica alla stabilità dei pendii (perché è compito di chi fa la geotecnica)
5) In caso di diverse fondazioni NON VIENE CHIESTO DI PRODURRE MODELLI GEOTECNICI DIVERSI PER OGNI FONDAZIONE, così come imposto dalla normativa per diversi volumi di terreno coinvolti (anzi andrebbe fatto per ogni SL considerato)
6) non viene chiesta una sezione geotecnica
7) non viene chiesto di produrre un documento che esponga in maniera chiara gli input utilizzati per le verifiche e i valori di tutte le disequazioni

L’elenco potrebbe continuare. SE LA RELAZIONE GEOTECNICA FOSSE OBBLIGATORIA FARLA BENE, sarebbe fatta da chi la sa fare, cioè noi geologi, almeno per quanto riguarda la caratterizzazione; non sarebbe un riconoscimento formale di quanto già avviene (COME DA MIA PROPOSTA) ma almeno non potrebbe essere altrimenti, come avviene in certi casi, in cui al geologo viene detto:”mi basta la categoria di sottosuolo, poi la relazione passo a prenderla il giorno della consegna”. Ma come vengono fatte le verifiche? In base a quali dati? Come sono stati ricavati? Vogliamo essere complici di questo andazzo?


Andrea Evangelista
Geologo