Questa almeno è l'impressione che ha dato a tutti gli operatori del settore, colleghi e non.
Ho avuto esperienza lavorative diversificate e "non sospette" se mi permettete l'affermazione, ma devo dire che tanta attenzione all'ambiente come nelle piccole compagnie molto raramente l'ho vista: perchè un errore ti costa salato, in termini monetari ma anche in termini di credibilità, su cui si basano i finanziamenti del libero mercato. Concordo con chi dice che una preparazione anche su questi argomenti sarebbe importante per noi geologi.
Parlando di economia, perchè è quella che purtroppo guida il lavoro, nel 2012 il settore agroalimentare ha superato quello manifatturiero/meccanico: è vero, ma non perchè sia cresciuto in modo particolare, ma perchè è andato a picco il resto. L'economia "del Mulino Bianco", la visione bucolica dell'agro-zootecnia, può dare molto, ma non può tenere in piedi una intera nazione come la nostra. Come tecnici e professionisti a mio avviso dobbiamo contrastare con il "fare bene" la sottocultura che parla di "trivelle", che si scatena ad ogni perforazione. Ci sarebbe molta carne al fuoco per tutti i professionisti preparati, idrogeologia e strutture sismogenetiche per cominciare; lavoro di alto livello che richiedono sia l'industria degli idrocarburi sia la geotermia, che per il nostro Presidente avrebbe un ruolo cruciale: ma provate a contare quanti progetti sono fermi. Fermi anche questi alla parola "trivelle" e alla parola "fracking" ovviamente usata in modo improprio dagli espertoni che hanno studiato in rete questi argomenti e non hanno mai visto un cantiere in vita loro.
Ultima modifica di Rossi; 02/01/2013 12:51.