Mi spiace Expo ma Lei è fuori strada, non stiamo parlando di professionisti con dipenedenti legalizzati o meno ma di professionisti che usano con le proprie mani strumenti di indagine in sito o di laboratorio. Senza l'ausilo di dipendenti.
Ed è proprio qui che si crea il malcontento.

Per mio conto ho già espresso il discrimine che l'uso di dipendenti da parte del professionista, in questo campo è attività d'impresa.

Ma il punto non è questo; alla radice della normativa, alquanto traviata per conto mio, vi è il fatto che ogni prova per quanto modesta (in tutti i sensi) deve essere certificata da un laboratorio ufficiale. Perchè si tratta di un test su materiali da costruzione. Questo è il punto di partenza delle impostazioni della normativa se la si ripercorre a ritroso.

Dire che il sottosuolo è un materiale da costruzione mi pare assolutamente una forzatura, e sono certo che con il dovuto supporto legale lo si possa dimostrare.

Mi sarebbe parso più consono partire da presupposto che ogni intervento che superi un certo importo deve essere accompagnato da cartificati ufficiali. Ma non siè partiti da ciò.

Fatte queste premesse ci troviamo nella situazione del geometra a cui è stato tolto di mano il teodolite o il livello.
O il dentista che si è privato del trapano.
O il ginecologo che non può fare una ecografia.

Che poi ci siano dei colleghi che riescono a lavorare senza questi ausili diretti, per come si sono creati il lavoro, è un altro conto.
La maggioranza e soprattutto i giovani che vogliono entrare nel mondo le lavoro con buone speranze e con qualcosa da offrire in più, debbono poter contare su questa possibilità che difatto verrebbe delegata a cinque o sei società per ogni regione (vedi prove sui calcestruzzi già a regime).


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